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04x05 Burdël from Hell - Storia di una band che ce l'aveva quasi fatta
- Episodio: 04×05 Burdël from Hell - Storia di una band che ce l'aveva quasi fatta
- Precedente: 04x04
- Successivo: 04x06
- Data di uscita: 05/05/2025
- Voce: Johnny Faina
- Scritto: Johnny Faina e Gianluca Dario Rota
- Musiche: Hollyspllef
- Artwork: Feduzzi
- Master: Gipo Gurrado
Sinossi
Personaggi
- nome
Trascrizione
Villa Mara, grande nulla agricolo. È una calda notte d'estate. Una folla etereogenea si accalca attorno al palco montato in centro alla piazza. Quella sera ci sono tutti. Uomini, donne, vecchi, bambini, soprattutto vecchi, seduti sulle panchine. Alcuni con un gelato, uno solo invece senza gelato ma con un piccolissimo cane ferocemente razzista che abbaia senza sosta un impassibile fonico nigeriano. Ma questa non è la storia di quel cane, né di quel vecchio, né tantomeno del fonico. E non perché sia nero, sia mai, ma perché parliamoci chiaro da quando si fanno i documentari sui fonici. Cioè avete mai visto uno speciale della BBC sul fonico di Beatles? Io no, poi per carità anche i fonici sono, diciamo così, dei lavoratori dello spettacolo. Non è che i fonici abbiano delle vite così interessanti. A livello documentaristico, a livello umano, i fonici sono persone profondissime, spesso ricche di aneddoti esilaranti, però davvero non per far incazzare un'intera categoria, peraltro piuttosto vendicativa. Ma questa storia non parla di un fonico, va bene? No, questa storia parla di una band che quella sera stava quasi per cambiare la storia della musica villamarese. E ora per la prima volta sul palco del Villamare Music Contest, i Burdel Frommel! Questa è la storia dei Burdel Frommel. Io sono Johnny la metta smussata faina e fumo un sacco di sigarette senza filtro. Benvenuti a Rockumentary, solo su Agrokredio. La nostra storia comincia qui, a Villamara, la Seattle del grande null'agricolo. Ci troviamo in un garage umido e poco illuminato. Alle pareti, poster sbiaditi, cartoni delle uova e un impianto che ha visto tempi migliori. Questo è il covo dei Burdel Frommel, una band pub rock con poche pretese e ancora meno possibilità. Alla voce e alla chitarra, Zapp, il frontman. 40 anni appena compiuti, un contratto blindato all'anagrafe e una carriera mancata da cacciatore di fantasmi. Alla batteria, Pippio, l'amico di sempre, figlio di genitori ultracattolici e appassionato di Pirupiri. Alla tastiera, Marika, 24 anni, compagna di Zapp, capelli colorati e fumatrice incallita con un passato difficile da gestire, quanto almeno il suo carattere. Infine, al basso, la new entry, Mauro Scremola, detto Scremo. 19 anni, compiuti a cacci nel sangue che speranze di arrivare vivo ai 30. E' entrato a far parte della band dopo un provino a cui si è presentato solo lui. Il motivo? Beh, chiunque conosca Zapp e compagnia sa che suonare con loro porta male. Soprattutto se sei un bassista. Io avevo 17 anni, mi era appena esibito nel finanno della scuola di musica note di rock, dopo aver portato un pezzo di Moonsault Rock, il mio gruppo preferito, quando sono stato avvicinato da Zaffainini. Mi ha detto che ero bravo e che gli sarebbe piaciuto avermi nella sua band, i Ragnarock. Io non si potevo credere, mi sembrava troppo figo, ma non potevo immaginare che sarebbe finita così. Tutte quelle zanzare, che dilaneavano il mio corpo in erbe. Ci sono voluti sei mesi per riprendermi, sei mesi di interventi ai farmacenti malarici. Non mi sono mai ripreso del tutto. Quella che avete appena sentito è la voce di uno degli ultimi collaboratori della band che ha preferito di rimanere anonimo, grazie a Sminchio. La sua, tuttavia, non è l'unica testimonianza. Se andiamo a scandagliare nel passato musicale di Zaff e Bippio, la lista dei bassisti scomparsi, mutilati o orribilmente segnati, sembra senza fine. Prendiamo per esempio la storia di Tenebra, il bassista d'Ectu, Louise and Dead, rimasto orribilmente sfigurato da un piatto di formaggio fuso durante il concerto di debutto. O la terribile sorte toccata a Moloch, quando suonava nei Satan is the new Christ, folgorato durante il soundcheck da un pedale difettoso. O anche Papa Borchia II, pseudonimo di Cristina Tazzi, precipitata in una voragine che si era aperta ai suoi pieti durante il concerto dei set Valhalla on Fire. Una lunga serie di inspiegabili incidenti che sembrano perseguitare la band da quando il loro primo bassista, un certo Alex, sparì misteriosamente sulla provinciale 99. Non a caso, alcuni hanno iniziato a parlare di maledizione del bassista. Ma è davvero così? L'abbiamo chiesto a Manuel Della Manica, ex assessore all'Occulto di Villamara e organizzatore di eventi culturali. Quella di Zaffagnini e Soci non è l'unica band di Villamara maledetta. Basta una breve ricerca per scoprire che questo è stato il destino riservato a decine di gruppi. È successo ad esempio ai Piada da De Cubito, ai Pantegana, persino ai Provincia Obscura. È come se la maledizione colpisse chiunque cerchi di emergere dal grande nulla agricolo. Non so se mi spiego. Per questo la stessa sorte non sembra toccare i gruppi cover. Come dico sempre, da queste parti il vero peccato non è provarci, ma pensare di farcela. Già, eppure, i Burdel Fromel stavano per farcela. Ritorniamo a quella sera in cui tutto stava per cambiare. Quella notte d'estate a Villamara succedequalcosa d'inaspettato. I Burdel Fromel, fino a qualche giorno prima una sconosciuta cover band che suonava nelle frazioni più dimenticate, vince il Villamara Music Contest aggiudicandosi un monte premi di 1000 euro e un bono da 100 ore presso lo studio di registrazione Salama Records. È la loro occasione, è il momento di registrare un disco. Peste Buconica, il primo iconico album dei Burdel Fromel segna l'ingresso della band nel mondo della musica con la M maiuscola. 12 tracce di brutalità sonora e lirica al vetriolo che raccontano scene da una provincia post-apocalittica, una piccola gemma rara con tutte le carte in regola per diventare un album di culto tra gli appassionati. Eppure nessuno si immaginava che il successo sarebbe arrivato grazie a un incidente del tutto fortuito. Ma facciamo un passo indietro e spostiamoci a est. Molto più a est. E' la notte di Natale del 1991 e il presidente dell'Unione Sovietica Mikhail Sergeyevich Gorbachev sta firmando in diretta televisiva le sue dimissioni, sancendo la fine dell'URSS e la nascita di 15 nazioni indipendenti. Almeno questo è quello che ci racconta la storiografia ufficiale. C'era infatti una sedicesima repubblica che quel giorno ottenne l'indipendenza, l'ex Repubblica Popolare di Sbrodovia. Situata a circa 5000 km da Foggia, l'ex Repubblica Popolare di Sbrodovia è un piccolo stato montuoso della Transbrodovia che deve il suo nome al leggendario Ivan Zagor Von Sbrodovich, affettosamente noto come lo Strangolatore di Vergini. La superficie del paese è di poco superiore a quella della provincia di Cuneo ed è occupata per lo più da campi di patate, villaggi in amianto e pascoli per vacche tricefale, un'eredità risalente al periodo in cui il paese veniva usato come discarica per i rifiuti radioattivi sovietici. L'unico insediamento di rilevo è la capitale Zagorovia, una cittadina di 60.000 abitanti che vanta il più alto numero di Kalashnikov procapite, circa otto a persona, inclusi neonati. Alla caduta dell'Urs il paese venne travolto da una terribile guerra civile che si concluse solo nel 1997 con le prime elezioni libere, da cui ne uscì vincitore il candidato del partito ultranazionalista Krzysztof Zoltarowicz-Bukolicow. Un presidente così innamorato della democrazia da volerla tutta per sé, tanto da rendere incostituzionale qualsiasi altro partito eccetto il suo, il PPPP, Partito di Patate, Proiettili e Papaveri, come amava chiamarlo. Bukolicow infatti aveva deciso di affrontare la sfida della globalizzazione puntando tutto sull'export, in particolare armi, oppio e patate. Questa infallibile ricetta economica abbinata a un uso paranoico della pena capitale ha consentito a Bukolicow di governare indisturbato per quasi 30 anni. Ciò che non poteva immaginare però è che il suo regime sarebbe finito a causa di una canzone. Durante la primavera del 2020 la città di Zagorovia venne sconvolta dalle proteste. Circa 16.000 tra studenti, agricoltori e dipendenti pubblici occuparono la piazza della capitale al grido di Peshtar Bukolic, Peshtar Bukolic che in sbrodolita significa più o meno Abbasso Bukolic, Abbasso Bukolic. Ad accompagnare gli slogan c'è anche una canzone. Ti suona familiare? Già, è proprio lei la traccia che dà il titolo al primo album dei Burdel Frommel. Per un'assonanza del tutto involontaria Peste Bukolica viene eletta igno delle proteste e nel giro di poche settimane i Burdel Frommel diventano il gruppo più conosciuto del paese meno conosciuto al mondo. Dopo tre settimane di proteste Bukolicov fugge a Mosca su un jet privato lasciando la capitale nelle mani dei manifestanti. Per gli abitanti di Sbrodovia questo significa solo una cosa, il regime è caduto. Per celebrare la fine della dittatura i manifestanti indicano tre giorni di festa nazionale e indovinate chi non poteva mancare? Già, proprio loro. I Burdel Frommel vengono invitati come ospiti d'onore alla cerimonia di liberazione. Per la band questo è il primo concerto fuori dal grande null'agricolo. Per gli abitanti di Sbrodovia questa invece è la prima delegazione occidentale a visitare il paese, se si esclude il misterioso cadavere di un alpinista francese ritrovato congelato sui monti quattro anni prima. In un'impeto di umiltà Giovanni Zaffagnini, leader del gruppo, scriverà sul suo profilo Facebook E SI VOLA IN SBRODOVIA MERDE! BURDEL FROMMEL, VERI AMBASCIATORI DEL METALLO! Emoji aereo, emoji fuoco, emoji lingua, emoji baffometto. E così, dopo tre scali internazionali, otto ore di autobus e due giorni ad orso d'asino i Burdel Frommel arrivano all'hotel Patanca, l'unico albergo di Zagorovia. Ad attenderli migliaia di fan in delirio che li accolgono secondo l'uso Sbrodovita con lanci di tuberi e colpi d'arma da fuoco. I quattro ricorderanno quello come il momento più bello della loro carriera. Non importa se il loro successo dipendeva da una vaga assonanza con il nome di uno spietato dittatore. Finalmente avevano trovato un pubblico disposto ad amarli. Ma anche la gioia ha una data di scadenza. Specie se ti trovi in un paese pieno di armi semiautomatiche e politici corrotti. Quella sera, durante il concerto, venti mezzi blindati delle forze di sicurezza sbrodovite fanno irruzione nella piazza con idranti e manganelli. Dai tetti alcuni tiratori pagati dal Cremlino aprono il fuoco sulla piazza mentre alla radio la voce di Krzysztof Zoltarowicz-Bukolicow annuncia il suo rientro in patria. È un colpo di stato. La grande viene fatta evacuare mentre nella piazza divampa la guerriglia urbana. Il bilancio è drammatico. 17 morti, 266 feriti e più di 1500 persone arrestate.C'è anche sgremo. Secondo le ricostruzioni della Farnesina, a impedire la fuga al bassista sarebbe stata una delazione da parte del fonico, con cui sgremo avrebbe avuto uno screzio durante il soundcheck per un paio di cartine lunghe. Poi, io ve l'avevo detto che sanno essere vendicativi, ma voi no, no, no, no, subito barricata. Adesso, dicevo, l'accusa è di complotto contro lo Stato e sedizione. Il bassista verrà condannato a 30 anni di carcere da scontare in una prigione sbrodovita. La maledizione aveva colpito ancora e questa volta senza fare sconti. Quello di Zagorovia sarà l'ultimo concerto dei Burdel Fromell. Per la band, la perdita di sgremo segna un punto di non ritorno. Zaf, Pippio e Marika tornano a Villamara sapendo che qualcosa si è rotto per sempre tra di loro. Certo, non è la prima volta che le cose gli vanno male. Al fallimento ci sono abituati, ma a bruciare in loro non è tanto la delusione di non avercela fatta, ma la rabbia per aver anche solo pensato di potercela fare. Con lo scioglimento della band, anche i rapporti tra i membri iniziarono ad allentarsi fino a sgretolarsi. Pippio, dopo il rientro in Italia, abbandonò la musica e rimise nell'armadio le felpe con i teschi e i pentacoli per abbracciare il suo primo amore, la religione. Cruciale per la sua conversione sarebbe stata l'apparizione della Santa Vergine nei bagni del Sarni all'uscita a Sillaroest, direzione Bologna. Da quel giorno Pippio ha dedicato tutta la sua vita alla predicazione, diffondendo messaggi di pace e misericordia alle persone in coda per il bagno. Ad oggi la Santa Sede non si è ancora espressa sulla veridicità delle apparizioni, anche si ritiene un po' sospetto che la Madonna offra anche dei codici sconto per i panini. Tuttavia, nonostante i ragionevoli dubbi, il santuario della Madonna del Sarni continua ad attirare fedeli da tutto il mondo, con conseguenti file chilometriche e tamponamenti sulla 1, direzione Bologna. E a proposito di Bologna, con la fine della band anche la relazione tra Zaff e Marika iniziò a mostrare segni di cedimento fino all'inevitabile rottura. Dopo la separazione, Marika si è trasferita nella capitale dei Tortellini per riprendere gli studi. Dopo una laurea triennale in antropologia culturale, ha mollato la specialistica per dedicarsi interamente al collettivo xenofeminista fondato insieme alla sua compagna Alice Zanotti, artista e performer nota soprattutto per la sua celebre opera La Venere di Assorbenti. Dopo alcuni anni in giro per il mondo e un matrimonio lampo in Andalusia, le due si sono separate subito dopo le nozze per questioni tra ragazze. Secondo alcuni, Marika sarebbe tornata a Villamara per prendersi cura della madre. Secondo altri invece, vivrebbe da qualche parte verso Bosco Fosco insieme a due Fox Terriers e una quindicina di gatti con la Lopecha. E Zav? Beh, per lui le cose non si sono messe molto bene, suonare era la sua vocazione e nonostante tutto quello che era successo, per lui era impossibile voltare pagina. Dopo la fine dei Burdel Frommel e della sua relazione con Marika, ha abbandonato il posto Lanagrafe per dedicarsi interamente alla musica. Dopo diversi tentativi di riformare una band, si è dato la carriera da solista, componendo canzoni, chitarre e voce così profondamente tristi da costringere il servizio sanitario regionale ad attivare una squadra di supporto psicologico in ogni locale in cui si esibiva. E' morto all'età di 56 anni, in una piccola pensione di Bellaria, un'uggiosa giornata di novembre. Nel suo stomaco hanno trovato un cocktail letale di barbi turici e Kinder Bueno. Il suo corpo è stato cremato e le cene risparse nella vecchia sala prove in cui tutto ha avuto inizio. Secondo diversi testimoni, né Pippio né Marika erano presenti alla cerimonia. Alla morte di Bukolikov, dovuta a un insospettabile incidente aereo per nulla architettato dai servizi segreti, il nuovo governo di Sbrodovia concessi l'indulto a tutti i criminali politici. Ne avrebbe giovato anche sgremo se durante la detenzione non si fosse affiliato ad alcuni intrafficanti doppio, macchiandosi di ben quattro omicidi. L'ex bassista dei Burdel Frommel rivide la libertà solo a 62 anni. A ritorno in Italia, intervistato da un giornalista della Neurovisione Nazionale, alla domanda se ci fosse qualcosa che avrebbe voluto dire al se stesso di 40 anni fa, sgremo rispose «Bro, ti prego se mi stai ascoltando, non partecipare al Villamara Music Contest, ripeto, bro, non partecipare al Villamara Music Contest, ti prego, non partecipare al Villamara Music Contest, bro!» La campanella del passaggio a livello risuona come una sveglia dentro la multipla. Fuori, lungo i binari, un treno attraversa la pianura a rilento. «Buongiorno principessa!» Zaf lancia un'occhiata a sgremo dallo specchietto retrovisore. «Dormito bene?» Sgremo si strofi negli occhi, spaisato. «Ma che è successo? Ci siamo fermati?» Marika getta fuori una sigaretta e rialza il finestrino. «Abbiamo beccato il passaggio a livello di sbrodolo, mezz'ora fermi per due macchine del cazzo!» Zaf riaccende il motore, mentre il traffico riprende. «Per fortuna ci siamo fermati a prendere due snack. Ne vuoi uno, sgremo?» Zaf si volta verso di lui, gli porge un kinder bueno. «Il bassista fa di no con la testa, troverà altro con cui schimicare. Sicuro? Contento te!» La macchina riparte. Il ronzio statico della radio riempie l'abitacolo. Pippio solleva la fronte dal finestrino e si volta verso di lui. «Sgremo? Tutto bene?» «Sì, cioè… no, bro. Ho fatto un sogno assurdo. Sembrava tipo un documentario su di noi, solo che era così… come dire… così reale, capisci?Ci sudevano delle cose brutte, molto brutte e tutto cominciava per colpa di un shhhhhhhh Interrompiamo qualsiasi cosa stessimo dicendo per una notizia straordinaria Il comune di Villa Mara in collaborazione con la giunta dei ragazzi in un disperato tentativo di accattivarsi il voto dei giovani in vista delle eminenti elezioni ha deciso di spendere tutti i soldi destinati alla manutenzione delle strade e per un nuovo discutibile, evento estivo, il Villa Mara Music Contest Scremo, sta zitto per favore La prima competizione di brani inediti del grande nulla agricolo Se siete una band emergente in cerca di una svolta questa è l'occasione che fa per voi Impario mille euro e cento ore di studio per registrare il vostro disco Che aspettate? Iscrivetevi subito! Ragazzi? Avete sentito? E' l'occasione che aspettavamo Parteciperemo al Villa Mara Music Contest! Sìììì! Sei contento Scremo? Nooooooooooooo! Io sono Johnny Faina e questo era C'è vita nel grande null'agricolo episodio 5 della quarta stagione C'è vita nel grande null'agricolo è un podcast creato e condotto da me, Johnny Faina scritto con Gianluca Dario Rota e con le musiche originali di Leonardo Passanti e gli artwork di Feduzzi Vi ricordiamo che questo è un podcast indipendente senza pubblicità e reso possibile grazie a voi, miei cari terricoli Se volete sostenere questo progetto parlatene con i vostri amici e ricordatevi di lasciare un commento a questo episodio e mettere 5 stelle sull'app dove ascoltate i vostri podcast Inoltre, se volete aprire il portafoglio, oltre che al vostro cuore potete abbonarvi al nostro Patreon dove avrete accesso all'archivio dei nostri live oltre ad altri contenuti esclusivi come poster e retroscena altrimenti potete sempre acquistare il nostro merch sul nostro sito e vi avviso sta per uscire il merch inedito di questa stagione per cui correte a preordinare subito Se volete entrare a far parte della nostra community vi consiglio di seguirci sui nostri social Mi trovate come Johnny Faina su Instagram oppure su Telegram al canale Così Parlò Johnny Faina Trovate tutti i link nella descrizione dell'episodio Bene, ora non resta che salutarvi e dirvi soltanto benvenuti a Villamara e ricordate noi non siamo mai stati qui Ci vediamo tra poco con l'episodio numero 6 della quarta stagione Ciao!

