04x02 L'Ombra su Ripasecca
- Episodio: 04×02 L'Ombra su Ripasecca
- Precedente: 04x01
- Successivo: 04x03
- Data di uscita: 10/02/2025
- Voce: Johnny Faina
- Scritto: Johnny Faina e Gianluca Dario Rota
- Musiche: Hollyspllef
- Artwork: Feduzzi
- Master: Gipo Gurrado
Sinossi
Personaggi
- nome
Trascrizione
Ciao Terricoli. Sì, lo so, l'episodio sta per iniziare, però ci tenevo a dirlo. Il nostro shop chiude il 23 febbraio, per cui se volete acquistare una maglietta o il nostro gioco di ruolo, ecco, io lo farei dopo l'ascolto di questa puntata. Adesso finisce questo momento da Johnny Mastrota e vi lascio l'ascolto di questa puntata. Il consorzio di Bonifica si difende. Erano solo buoni pasto la commissione di inchiesta e indaghi sui veri problemi. Passiamo ora all'economia. Brutta giornata per Agrotech, che anche oggi ha perso il 10% in borsa dopo la mancata formazione del nuovo CDA, mentre si moltiplicano le voci di possibili licenziamenti. I sindacati avvertono. Siamo pronti alla mobilitazione su tutto il grande null agricolo. Chiudiamo con la politica. Villamara si prepara alle elezioni. Oggi sono state finalmente presentate le liste civiche che correranno. Un'ombra si piega sul finestrino della Fiat Tipo. Le luci della chiatta si riflettono sul volto sotto la cerata. Pelle glabra, naso schiacciato, fronte rigonfia. Due occhi sporgenti, cerchiati dalle occhiaie, scrutano dentro l'abitacolo. Il traghettatore allunga una mano. L'alito sa di mentine e acqua stagna. L'uomo alla guida addenta una mela. Mastica in modo plateale. Fa ballare le lunghe basette rosse sulle guance scavate. Assapora il succo a spregno, come per soffocare l'odore di pesce. Non che serva molto eh, quando il lavoro ti costringe a vagare tra gli isolotti e i confini della subsidenza. Si volta verso l'uomo incastrato nel sedile passeggero. Due spalle così larghe che a malapena riesce a cambiare marcia quando in macchina con lui. Il bestione sembra ancora assorto nella lettura. Ehi muto, hai della moneta? Il muto sbuffa sotto i baffi a manubrio e appoggia il volantino sul cruscotto. Si fruga nelle tasche. Un'impresa non da poco quando ad ogni movimento sembra che la macchina debba finire giù nel canale. Tira fuori una banconota da 5. La passa al traghettatore che risponde con un gorgoglio di approvazione. Basetta si sporge fuori dal finestrino. Senta, a che ora chiude il traghetto? L'ultima corsa è a mezzanotte. Ah, e se dovessimo fare più tardi? Mi dispiace, il ponte sulla provinciale è ancora chiuso. Vi toccherà essere puntuali. Gli occhi del traghettatore sono due globi di gelatina bianca e fidatevi, non vi conviene fermarvi qui dopo la mezzanotte. I due si scambiano una lunga occhiata. Già, lo sanno bene, si incontra gente strana quando fai questo lavoro. La chiatta si ferma contro l'argino opposto. All'ingresso della rampa svetta un cartello consumato dalla ruggine. Ripasecca di Villa Mara, patria dello sgorbio di Laguna. Il muto dà un'ultima occhiata al volantino. Aperi rock con i Burdel Frommel. Live a partire dalle ore 19 fino alle ore 22. Consumazione obbligatoria minima 12 euro. Basetta dà un ultimo morso alla mela. Fidati, sarà un lavoro facile facile. Andiamo. L'auto s'allontana mentre il torsolo precipita fuori dal finestrino. Quello che rimane della mela ora galleggia sulla superficie del canale, increspata solo da un leggero ribollio che risale dal fondale. Almeno finché il torsolo non scompare. Inghiottito dalle acque nere di ripasecca. Da queste parti, nessun conto resta in sospeso. Un nuovo episodio in diretta dalla frazione più abissale della pianura Padana. Io sono Gianni Faina e questo è C'è vita nel grande null'agricolo. Benvenuti a Villa Mara e ricordate, noi non siamo mai stati qui. Sottotitoli e revisione a cura di QTSS Allora 3 e 80 più 50 4 e 30 4 e 30 più 50 4 e 80 4 e 80 e 20, 500. Una cappa di pesce arancido aleggia su ripasecca. La piazza è vuota. Solo una multipla occupa il centro del parcheggio deserto. Zaf fissa la busta sotto la luce del lampione. Ragazzi ma vi rendete conto che ci hanno dato 500 euro per suonare delle cover? 500 euro tutti nero poi. Ora un po' capisco quelli che non fanno fattura. Si volta verso la macchina. L'interno è un Tetris di chitarre e amplificatori incastrati per miracolo. Marika e Pippio sollevano la gran cassa e la spingono dentro il bagagliaio. Ok Zaf però però preferisco avere un Ictus piuttosto che suonare ancora Sweet Child O' Mine. Zaf chiude la busta e la sventola di fronte alla compagna. Marika è questo il punto. Vedi alle persone non frega un cazzo di quello che hai da dire. Vogliono solo sentirsi quello che già sanno. Ecco perché funzionano le cover band. Dico bene Sgremo? Un profilo emerge dietro una nuve di fumo acre. Mauro Sgremola. Detto Sgremo. Uno spilungone appena maggiorenne che pesa 50 chili bagnato e con abbastanza THC nel sangue da poter subire un trapianto di fegato senza anestesia. Insomma il nuovo bassista del G.I.P. No senti lascia stare. Senti mi metti la busta nel vano sotto sotto il cruscotto? Grazie. La new entry prende i soldi e si trascina con lo stesso entusiasmo di uno zombie in fila per un'attacca al cervello. Zaf lo osserva quasi rapito. Ma voi non notate qualcosa di strano? Marika si accende una sigaretta a parte il…Il fatto che sta fumando da oggi pomeriggio e non è ancora collassato? No, non dico quello. È che è già la seconda data che facciamo e non gli è successo ancora niente. Niente mutilazioni, niente incendi, niente sciame di zanzare giganti, nulla. È come se la maledizione del bassista non attecchisse con lui. Una scintilla attraversa lo sguardo di Pippio. Tu credi che lui sia il prescelto? Ma no, ma che prescelto? Sto dicendo che se non fosse il bassista essere maledetto, ma il nostro repertorio? Pensateci, da quando facciamo cover non è successo nulla di strano. A parte che abbiamo quasi investito una persona. Ok, a parte quello, però Pippio, io e te suoniamo assieme da quanto? Vent'anni? Quanti tour abbiamo fatto? Zero. Quante volte ci hanno pagato? Te lo dico io, mai. E perché? Eh, perché facevamo la nostra musica. Invece, basta fare quattro cover degli S.I.D.C., un pezzo di Black Sabbath, rilanciamo un po' i Guns N'Roses, ci diamo un bel nome del cazzo come Burdel Fromelle, puff! Eccoci qua, a contare soldi in un parcheggio come degli spacciatori. Non credi che ci sia una connessione? Raga! Zaf, Pippio e Marika si voltano verso la multipla. Sgremo spegne tra le dita quello che rimane del suo personal. Raga, sto in chimica dura, andiamo a mangiare qualcosa? Uno strano luccichio attraversa lo sguardo di Zaf. Ragazzi, attenzione, Sgremo ha ragione. Dobbiamo festeggiare come si deve il nostro primo cachet. Marika lo fissa. E cioè? Stasera si mangia pesce. Procedi dritto per duecento metri. Locanda Boccabuona potrebbe chiudere a pochi minuti dal tuo arrivo. La voce del navigatore riecheggia tra le stradine deserte di Ripasecca. Una leggera foschia risale dai canali lungo i viottoli. Pippio si stringe nel giaccone di pelle. Marika, ma siamo sicuri che sia ancora aperto? Boh, Creep Advisor dice che chiude a mezzanotte. Ragazzi, fidatevi, se dice che è aperto, è aperto. Zaf cammina in coda al gruppo con la leggerezza di chi tra poco potrà ordinare quello che vuole senza dover pensare al conto. Se chiude gli occhi può già sentire il grasso disgorbio che si scioglie in bocca, la pelle leggermente croccante che scricchiola tra i denti, mentre la carne si disfa sulla punta della lingua, ignorando i rumori sinistri che risalgono dei vicoli, i tonfi improvvisi lungo il canale o gli sguardi sospettosi che li inseguono dietro le imposte chiuse. Sei giunto a destinazione. Ragazzi! I quattro alzano lo sguardo. L'insegna della locanda Boccabuona è spenta. Marika si volta verso Zaf. Aperto fino a mezzanotte, eh? Zaf prova a sbirciare tra le maglie della saracinesca abbassata. Cazzo! Nessun segno di vita dall'interno. Ma non è possibile! Ehi, raga, sentite qua! Zaf, Pippio e Marika si voltano verso sgremo. Una vampata di pesce alla griglia e risotto alla marinara raggiunge le loro narici. Viene da quella canna fumaria giù nel vicolo. I quattro seguono il dito che punta a una porta d'acciaio nel vicolo alla sinistra del locale. Sulla porta, una scritta. Ingresso riservato al personale. Ve l'avevo detto che era aperto! Scusate! C'è qualcuno? Chi è? Due occhi lattigenosi si materializzano dietro lo spioncino. Salve, siamo in quattro, vorremmo… Mi dispiace, siamo chiusi. No, scusi, qui dice che il servizio resta aperto fino a mezzanotte. Adesso sono le undici, per cui se non vuole che… La cucina sta chiudendo, arrivederci. Se non vuole che le lasciamo una brutta recensione su Crip Advisor, le conviene farci entrare. Zaf si avvicina allo spioncino. Lei lo sa, la stagione turistica è in arrivo. Con tutti quei pullman pieni di tedeschi e francesi che non vedono l'ora di assaggiare il famoso brodetto di sgorbio l'aripa secchese, sarebbe un vero peccato se per una stupida recensione preferissero andare, che ne so, un po' più avanti, magari all'osteria dello sgorbio molesto o magari alla trattoria dei quattro canali o perché no, alla… Ma che cazzo?! Marika si massaggia una tempia, esasperata. Bravo Zaf, l'hai fatta incazzare. Ora torniamo alla macchina che… Va bene, ma a mezzanotte tutti fuori dai maroni, intesi? I quattro annuiscono. Prego, accomodatevi. Zaf lascia prima entrare gli altri, poi fa permettere un piede dentro il locale quando si porta una mano alla tasca del giubbotto. Un voto improvviso lo manda in allarme. Cazzo! I soldi! Ragazzi, ho lasciato i soldi in macchina. Voi intanto ordinate che… Ok, vado e torno. Dove ho parcheggiato la multipla? Qualche minuto dopo, al parcheggio. Allora, libretto, fazzoletto usato, costituzione amichevole no, merda, questa multa non l'ho ancora pagata. Mmm, patatine gusto pizza, no. Ma dov'è finita la busta con i soldi? Un affiattipo accosta davanti a lui. I fanali inchiodano Zaf, che si copre gli occhi con una mano. Scusa, tu sei… Giovanni Zaffagnini? Quello dei burdel fromel? Dal finestrino. Un uomo sulla cinquantina con grosse basette rosse gli fa cenno di avvicinarsi. Zaf si fa avanti perplesso. Sì, sono io. Perché? Basetta sorride di gusto mentre addenta una mela. Avete spaccato stasera. Zaf ha un tuffo al cuore. Wow, davvero? No, grazie. No, dica, è la prima volta che mi fanno un complimento. Cioè, no, voglio dire, è la prima volta che facciamo cover. Di solito facciamo cose nostre, ma sai, in provincia poi ti chiedono sempre… Stiamo cercando di suonare un po' in giro, mettere qualche soldo da parte, magari tra un po' fare un disco nuovo, che ne so. Ma apprezzo molto che… La portiera anteriore si apre di scatto. Un'ombra enorme emerge alle sue spalle. Zaf non fa in tempo a voltarsi che il mutolo chiude in una presa. Una mano gli copre la faccia. Qualcosa di morbido e umido gli spezza il fiato e no, non è la buzza di pesce di ripasecca. È cloroforno. Ma che cazzo? Il muto grugnisce sotto il peso di Zaf. Poi lo prende e lo butta sul sedile posteriore. Rientra in macchina. Si liscia i baffoni. Basetta, lancia il torsolo e tira sul finestrino. Vedi? Te l'ho detto che sarebbe stato un lavoro facile, no? Andiamo a fare quattro chiacchiere con Zaffagnini.fila di denti appuntriti come aghi infetti sormontati da un paio di baffi che terminano in setole simili a piccole zampe, il tutto montato su un corpo nodoso, vermiforme percorso da una lunga spina dorsale che ricorda vagamente un ventaglio rotto, non è un caso diciamo se li chiamano sgorbi. Sgreme e pippio fissano i pesci che si contorcono nella vasca espositiva, ma quindi posso scegliere quale mangiare? Ehi, niente pesce fresco dopo le 11! La voce della caposala li richiama alla realtà, faccia squamata dai vappori della cucina, una pappagorgia puntellata di cappillari violacei e due caviglie così gonfie da far esplodere le calze contenitive, insomma il volto dell'accoglienza in persona. Forza, sedetevi! Ubbiniscono, prendono posto insieme a Marika che sgranocchia incurante un grissino. Allora, abbiamo solo antipasti freddi e qualche avanzo da scaldare, forse ho ancora un po' di guazzetto e due mezzi sgorbi alla griglia, cosa facciamo? Sgremo solleva lo sguardo dal menù. Ce l'avete le patatine fritte? No. La cotoletta? No. Hamburger? Allora, sentite, facciamo che vi porto un po' di tutto e ve lo fate andare bene? Andata! Mauro, mix di antipasti e avanzi a scongelare! Mi raccomando, a mezzanotte fuori di qui tutti, intesi? La donna sciabatta via e scompare dentro la cucina. Cazzo! Meno male che su Creepadvisor dicono che è un posto carino e accogliente. Marika apre un altro sacchetto di grissini e si guarda attorno. Il locale è immerso nella penombra. A occhio ci saranno sì o no una cinquantina di coperti, tutti vuoti, eccetto il loro. Dal soffitto pende una grande rete da pesca in cui sono impigliate nasse, conchiglie e piccoli pesci imbalsamati in puro stile horror vacui da trattoria. Anche le pareti sono tappezzate di quadri improbabili e vecchie foto ingiallite. Tra tutte, ce n'è una che attira la sua attenzione. Un profilo triste, con un lungo naso malinconico, stemperato solo da un sorriso a metà. È un volto familiare, ma che preferirebbe non ricordare. Anche Sgremo l'osserva. E quello chi è? Nessuno. Pippio sembra sul punto di strozzarsi con un grissino. Come nessuno? Scusa. Lui è il solitario di Villamara. Sgremo squadra P più interrogativo. È una leggenda locale. Un autore che ha scritto un sacco di romanze ispirati al folklore di queste zone. È stato uno dei pionieri del gotico rurale. Una volta è stato pure candidato ai Bram Stoker Awards. Pensa che uno dei suoi racconti più famosi è ambientato proprio qui. Si chiama l'ombra suripa secca. Dovresti leggerlo. E di cosa parla? Allora, praticamente siamo alla fine degli anni 50, ok? E un prefetto viene mandato qui per indagare su un giro di contrabbando di alcuni reperti archeologici emersi dopo l'alluvione del 58. Non so se… vabbè. Comunque il prefetto viene mandato qui e inizia a notare qualcosa di strano, di insolito. A mezzanotte, infatti, il paese sembra popolarsi di figure misteriose che strisciano fuori dai canali per compiere strani rituali. Così il prefetto viene a sapere che gli abitanti di Ripasecca sono in realtà i discendenti di un'antica stirpe di uomini-pesce che popolavano la subsidenza. Ma la cosa più inquietante è che alla fine del racconto il prefetto scopre un segreto, ovvero che i cosiddetti sgorbi di laguna altro non sarebbero che la progenia berrante di queste creature, costrette a riprodursi tra di loro pur di mantenere il lignaggio della specie. Cioè, quindi scopavano tra cugini? Figo. Una volta ho visto mia cugina senza costume, due tette indimenticabili. Sono fortunati questi uomini-pesce. Marika smette di masticare il grissino e lancia un'occhiata a Pippio. Certo che ce li scegliamo sempre bene i nostri bassisti. Pippio alza le spalle. Che ci vuoi fare, Marika? Come dice Zaf, lui è il prescelto. A proposito, dov'è finito Zaf? La testa di Zaf riemerge dall'oscurità. Il muto lo tiene per i capelli come uno scopino per il cesso. Davanti a loro non c'è nulla, solo un'enorme distesa di acqua nera, delimitata solo dai fari dei capanni da pesca in lontananza. Eccolo, il cuore economico e sociale di Ripasecca, le vasche di allevamento degli sgorbi. Allora Zafagnini, vogliamo parlare sì o no? Alle sue spalle, Basetta, si gode il panorama appoggiato alla balaustra che dà sulla vasca. Avete sbagliato per sola? Io non ho fatto niente! Il muto gli strattò dallo scalpo. Basetta si avvicina a Zaf. Provo a rinfrescarti la memoria, ok? Celtimara Rockfest. Ti dice niente? Zaf ingolla un bolo di saliva e salsedine. Il Celtimara, certo, il punto più alto della sua carriera e il peggior disastro che Villa Mare abbia mai visto negli ultimi decenni. Ma che c'entra il festival? Non lo so. Dimmelo tu. Sei tu che l'hai organizzato, no? Anche se in effetti, come organizzatore, ti è sfuggito qualche piccolo dettaglio. Basetta dà un altro morso alla sua mela e sfila dal cappotto un grosso fascicolo ripiegato. Lo sventola di fronte al leader del G. Vediamo un po'. Allora, dichiarazioni false sulla richiesta del permesso per l'utilizzo di materiale musicale, compilazione fantasiosa dei borderovia, azioni di copyright. Insomma, un elenco di infrazioni così lungo da fare impallidire i fondatori di U-Torrent. Come? Le richieste di permesso? Di cosa stai parlando? Io ho fatto tutto come si deve. Se c'è stato un errore, chiedete pure all'ufficio SI-A-E. Sei divertente, Zaffagnini. No, non c'è nessun errore. Forse non ci siamo capiti. Siamo noi. La SIAE. L'uomo mostra un distintivo piuttosto eloquente. S-I-A-E. Società italiana autori editori. Ispettore Basetta, lui è il mio collega, ma tu puoi chiamarlo il muto. Non è molto loquace. Ha avuto un tumore alle corde vocali un po' di tempo fa, ma ti assicuro che ha un orecchio assoluto per le infrazioni. Potrebbe captare un plagio a dieci chilometri di distanza rinchiuso in una camera anecoica mentre viene bombardato dai Napalm Deaths. Ma sì, sa farsi capire quando vuole. Vero collega? Procedi. Il muto gli tuffa di nuovo la faccia dentro l'acqua. Gelo e sapore di morte. Zaff si dimena ma non c'è niente da fare. Il braccio armato del diritto d'autore lo tiene sott'acqua. Qualcosadi vicido gli sfiora la guancia. Allora sei ancora così sicuro di averli compilati bene quei moduli? Zaff non riesce neanche a rispondere, ha la bocca piena di melma e i polmoni in fiamme. Mettiamola così Zaffagnini, messo come sei messo noi possiamo farti una multa con così tanti zeri da perdere il conto ti porteremo via tutto, soldi, macchina, strumenti, tutto. Ma visto che stasera ci sentiamo buoni potremmo sempre patteggiare. Che cosa vuoi? Vedi Zaff ancora non lo capisci ma ti sto facendo un favore. Quello delle cover band è un mondo crudele, inospitale, pieno di disperati in competizione per suonare in quella e in quell'altra saga, nel pub di quello e di quell'altro e noi come tutori del diritto d'autore abbiamo il compito di mantenere un certo equilibrio, capisci? Il grande non l'agricolo non è abbastanza grande per tutti questi musicisti. Rinuncia a tutte le date del tour e non azzardarti mai più a suonare a Villamar. Dai retta a me altrimenti… altrimenti? Altrimenti mi dispiace. Muto, procedi. No, no, no, no! Cazzo, è mezzanotte. Sbrighiamoci. Ehi, Muto, cosa sta succedendo lì sotto? Un ribollire confuso increspa il velo dell'acqua. E no, non è solo Zaff Cannaspa. Un gorgoglio risale dal ventre della laguna mentre la campana batte la mezzanotte. Uno sgorbio salta fuori dall'acqua e addenta la mano dell'ispettore. Poi un altro e un altro ancora. Muto, dammi la mano! Il muto molla la presa e balza in soccorso del collega ma viene travolto da un'ondata di spive e denti. Zaff si lancia sulla terraferma in preda al panico. Dove pensi di andare? L'ispettore prova ad afferrarlo, ma Zaff gli molla una spallata che lo manda giù nella vasca dell'allevamento. Cazzo a culo! Ah! Ah! Ah! Ehi, Muto, non tirami fuori di qui! Il muto prova ad allungargli una mano, ma i due vengono sommersi dalla massa in forme di spire. Le grida dei due ispettori della CIA squarciano il silenzio sulla laguna, ma Zaff continua a correre senza voltarsi. Ha ancora una cena da salvare. Cosa? 60 euro a testa? Pippio alza lo sguardo dalla comanda. Marika riattacca la chiamata dopo l'ennesimo squillo vuoto. E Zaff è sparito insieme ai soldi. Beh, ne valeva la pena, dai! I due si voltano verso scremo. Il bassista stiracchia le braccia soddisfatto. Il suo coperto è un cimitero di guerra. Piatti vuoti, dischi di sgorbio, salviette monouso al limone sparse ovunque. Al suo confronto, sembra che Pippio e Marika non abbiano nemmeno cenato. E se mi cercate, sono fuori a fumare. Ci pensate voi al conto, giusto? Ma veramente? Grande Pippio, siete dei grandi, rega. Marika e Pippio non fanno in tempo a ribattere che quello è già fuori dalla porta con un porro tra le labbra. Per quanto lenti, i suoi riflessi sono quelli di una lince quando si tratta di sgremare. Marika e Pippio si guardano. E adesso che facciamo? Avete sentito? È ora di saldare. La signora dalle caviglie gonfie si materializza alle loro spalle. C'è qualcosa di diverso nel suo aspetto. I capillari sembrano disegnare una trama a scaglie, mentre gli occhi sporgono in maniera innaturale dalle orbite. Anche i denti hanno qualcosa di sinistro. Sono più sottili, più affilati come due file di aghi infetti. Marika, hai del contante? Ma ti pare? Cazzo! Posso pagare con la carta? Un reflus al mastro. Sembra sibilare tra le pieghe della papagoccia. Non accettiamo il pos dopo mezzanotte. Pippio afferra il polso di Marika. Cosa facciamo? Marika si guarda attorno in cerca di soluzioni. Ok, allora tu ordina tre amari e digli che passi in cassa a pagare. Appena si gira, però, seguimi in bagno. Capito? Cosa? Vai! Allora? Sì, allora arrivo. Scusi, posso avere tre amari della casa? Va bene, ma dopo fuori dai! La signora non fa in tempo a voltarsi, che sgama la sagoma di Pippio correre dinoccolata verso il bagno. Un reflusso abissale gli risale dall'interiore. Mauro! Marika si lascia cadere nel viottolo. Dai Pippio, sbrigati! Cazzo, mi sono incastrato! Solleva lo sguardo verso la finestrella del bagno. Il batterista sporge per metà come uno stronzo che non si decide a scendere. Io ti tiro fuori io adesso! Marika afferra Pippio per il cappuccio e inizia a tirare. Che sta succedendo? Non lo so, c'è qualcuno alla porta? Pippio, però, spingi anche tu, dai! No, no, no, piano, piano, piano! Marika! Eccoli! Sono loro! Pippio ficca la testa dentro il gomito e guarda verso la porta. Capovolto, a testa in giù. Come in un incubo escheriano, un ammasso di scagli e branche compresse in un'apparenza sudice di sugo agita una mannaia verso di lui. Del resto, che cena di pesce sarebbe senza un saluto da parte del cuoco? Mauro, fagli a pezzi! Marika! Uno strattone e Pippio casca giù nel viottolo di testa. Marika lo afferra per un braccio. Corri! Scattano tra i vicoli, come due centometristi improvvisati. Il rintocco delle campane martella loro le tempe. Ad ogni passo, altre luci si accendono dietro le imposte serrate. Un brulicare di grugniti abissali risale dalle stradine e dai portici, mentre i canali cominciano a gorgogliare. Non si voltano, non vogliono voltarsi, ma sanno che sono vicini. Prendete quei ladri! La voce della donna li raggiunge come una coltellata nella schiena. Marika, dove andiamo? Non lo so, ma dobbiamo seminarli! Di qua! Curva a gomito, svolta in una via a senso unico. Pippio perde l'equilibrio. Porca Madonna! Marika frena la corsa. Il batterista giace a terra adolorante. Pazzo, la caviglia! Pippio, forza, non possiamo fermarci! Marika fa per sollevarlo, ma viene investita da un fetore di pesce arancido. Davanti a lei, una folla inferocita, schiuma di rabbia in ciabatte e pigiama. Creste, pinne, dita palmate. Quasi non saprebbe dire dove finisce una persona e ne inizia un'altra. Quella non è una semplice folla inferocita. È un banco di squali pronto a pasteggiare. La signora della locanda fa un passo verso di loro, il volto trasmutato in una maschera di orrore abissale. Io vi avevo avvertito. Non si accetta il boss dopo mezzanotte. Ehi! Dove andate? Scusate, abbiamo un linciaggio da finire. Dove state andando? All'improvviso, la folla inizia un'altra.si sparge in preda al panico. Una luce l'investe. Pippio si copre gli occhi con la mano. Alza lo sguardo. Non è mai stato così felice di rivedere la loro vecchia multipla metano. Alla buon'ora Zaff! Perché sei fradicio? Penseremo i miei capelli dopo. Ora abbiamo altri problemi a cui pensare. Tipo la rivolta degli uomini pesce? No, peggio. La CIA. Davanti a loro i fanali di una Fiat Tipo illuminano il vicolo in contromano. Zaff ingrana la retro. Lancia un'occhiata allo specchietto retrovisore e spinge sulla tavoletta. Decine di uomini pesce si tuffano nel canale per evitare l'impatto. I cilindri della multipla gemmono su di giri mentre la macchina si lancia a folle velocità in testa a coda. Zaff ingrana la prima. Spinge a tavoletta e si lancia fuori dal centro storico di Ripasecca. Non stacca gli occhi dalla strada. Prendono prima un vicolo, poi un altro e tagliano per la piazza. Marica si sporge dal finestrino. La Tipo ringhia le loro spalle. Mi spieghi che cosa c'entra la CIA? Non ne ho idea ma vogliono sabotare il tour. Credo che dietro ci sia lo zampino della… Uh, merda! Cazzo, per poco non investivo quella signora. Era una signora, vero? Pipio, punta al nevicatore. Direzione traghetto. Pipio guarda prima il cellulare, poi Zaff. Ma Zaff, è quasi l'una! Il traghetto è chiuso! Cazzo, e adesso come… Aspetta! Marica si stringe alla maniglia del passeggero. Zaff, no, ti prego! Ma Zaff non l'ascolta. Fa un'inversione a 360. Mano sul cambio e piede sulla tavoletta. Ingrana la prima, la seconda, la terza, mette la quarta. Il motore grida in preda al panico mentre bruciano il viale. Il contagiri sbacchetta. Inforca la quinta. Ignora tutti i cartelli che indicano la deviazione. Sfonda la rete arancione. Slalom tra le transelle. Alle loro spalle la Tipo non cede di un passo e imbocca il cantiere del ponte in costruzione. Zaff, ci farai ammazzare così! Non oggi, Marica! Le lamiere sembrano formare una rampa, proprio là dove il ponte si interrompe. Ragazzi, tenetevi forte! Si vola! Le ruote della Multipla staccano da terra. Dentro l'abitacolo il tempo sembra dilatarsi mentre il modello meno aerodinamico della storia automobilistica italiana inghiotte la distanza che li separa dal vuoto sotto di loro. Almeno finché l'impatto con l'asfalto non benedice il loro coraggio. Ehi, guardate lì! Lo stesso non si può dire della Tipo alle loro calcagne. Frena, frena, frena! Nooooooooo! Zaff, Pippio e Marica escono dalla macchina. Puzza di gomma bruciata e freni consumati si affacciano sul canale. L'auto dei loro inseguitori sprofonda un centimetro alla volta in un'orgia di bolle nere. Basetta boccheggia nel tentativo disperato di togliersi la cintura. Ce la pagherai Zaffandini, ce la pagherai! Pippio e Marica lanciano un'occhiata a Zaff. E meno male che la maledizione del bassista si era dissolta eh? Aspetta… Sgremo! Mamma mia, sono stonatissimo. Ehi signora, buona cena eh? Avrei fatto il bis. I tuoi amici se ne sono andati senza pagare e ora noi… Ah, non hanno pagato? Cazzo mi dispiace. Aspetta un secondo. Meno male, meno male che Zaff mi aveva lasciato la busta. Quant'è? Ah, sì, ok. Allora 50 e 50 che fanno 100, 150, 170 e 10, 180. Ma sì, 190. Grazie e scusi per il disturbo eh? Non si preoccupi, tanto a noi ci pagano un botto. Va bene, allora buona serata eh? Grazie, ciao, ciao, ciao. Sì, grazie, ciao. Molto buono, sì. Scusate? Sì, buono eh? Sì. Scusate? C'è qualcuno che torna a Villamara? Scusate? Mi sa che dovrò tornare a piedi. Io sono Gianni Faina e questo era C'è vita nel grande null'agricolo secondo episodio della quarta stagione. Ce l'abbiamo fatta, siamo stati nei tempi, per cui terricoli facciamoci un applauso. Ecco io non applaudo perché sono le quattro del mattino. Ad ogni modo vi ricordo che C'è vita nel grande null'agricolo è un podcast creato e condotto da Gianni Faina, che poi sono io, scritto con Gianluca D'Ariorota e con le musiche originali di Leonardo Passanti e gli artwork di Feduzzi. Vi ricordo che questo è un podcast indipendente senza pubblicità e reso possibile grazie a voi miei cari terricoli. Se volete sostenere questo progetto ricordatevi di lasciare un commento a questo episodio e mettere 5 stelle sull'app dove ascoltate i vostri podcast. Inoltre, se volete aprire il vostro portafoglio oltre al vostro cuore potete abbonarvi al nostro Patreon dove avrete accesso all'archivio dei nostri live oltre ad altri contenuti esclusivi come poster e retroscena. All'iscrizione riceverete un codice sconto che vi fornirà la spedizione gratuita per il nostro shop. Se invece volete sostenerci una tantum vi ricordo che il nostro shop è aperto fino al 23 febbraio. Qui troverete un sacco di merch firmato grande null'agricolo per addentrarvi nella subsidenza con stile. Mi raccomando 23 febbraio, dopo il nostro shop chiuderà per un po'. Se invece volete entrare a far parte della community del grande null'agricolo iscrivetevi al nostro canale Telegram Così Parlò Gianni Faina. Trovate tutti i link nella descrizione di questo episodio. Ora non resta che salutarci vi do appuntamento tra due settimane per il terzo episodio della quarta stagione. Qui Gianni Faina vi saluto benvenuti a Villamara e ricordate noi non siamo mai stati qui. Aspetta c'è una scena post credit. Mi dispiace maestro abbiamo fallito. Silenzio! Le vostre miserabili scuse non basteranno a fermare questo scepio. A dire che mi ero fidato di voi inutili nelle marce. Abbiamo provato a inseguirli ma loro… Basta così Ispettore Masetta. Questa è l'ultima volta che mi delude. Ancora un passo falso e la rimando a confinare proprio ai saggi di Nalzamelelementare. Da ora in poi niente più a noi. Quel nascente di Zaffagnini e quella sua banda di satanisti drogati!Devono sapere che nel grande nonno ricco, c'è posto solo per una cover bella. Immortali anni sessanta, settanta e ottanta! Non so se avrete notato, ma mi sentivo in pace. AAAACK!!!!! AHAHAHAHAHAHA!!!!!!

