03x04 Frequenza Fantasma
- Episodio: 03×04
- Precedente: 03x03
- Successivo: 03x05
- Data di uscita: 06 febbraio 2023
- Voce: Johnny Faina
- Scritto: Johnny Faina e Gianluca Dario Rota
- Musiche: Hollyspllef
- Artwork: Feduzzi
- Master: Gipo Gurrado
Sinossi
Personaggi
- Dottor A. Randi - L'uomo che studia gli eventi atmosferici, armeggiando con l'antenna e il pannello di controllo nella rimessa, appassionato di fenomeni inspiegabili e misteriosi.
- Giorgio (Zio Tutina) - Vicino di casa che ama la bicicletta e le domeniche in sella alla sua Bianchi da corsa.
- Astronauta (Bambino) - Figlio del Dottor Randi, affascinato dagli eventi atmosferici e coinvolto nei misteri che coinvolgono la sua famiglia.
- Rita - La madre del Bambino, preoccupata per la sicurezza della sua famiglia e frustrata dalle ricerche del marito.
- Squadra Tecnica della Spedizione - Personale coinvolto in una spedizione che si svolge nella storia, ma la squadra è in pericolo e sembra compromessa.
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Trascrizione
Sopra la pianura la notte buia e piena di spettri. Fatta eccezione per i fulmini. Il radio faro vibra sulla cima della rimessa nel riverbero di luce aliene. Immerso nella un uomo armeggia sul pannello di controllo della sua antenna domestica i capelli scompigliati, lo sguardo concentrato sulle forme d'onda che si alternano sul monitor e le orecchie arrossate sotto le pesanti cuffie da radioamatore sulla scrivania sul le pareti per terra sono sparpagliati i pezzi di un puzzle irrisolvibile una mappa della subsidenza martoriata di puntine coordinate, appunti volanti, fitte sequenze di calcoli, collezioni di dati barometrici. Una lavagna sbiadita dal gesso Sopra qui svetta una sola parola leggibile. Ragna. Lì accanto un santino di Altobelli in livrea nerazzurra e la foto dei suoi ragazzi del Villamara Calcio. Lo considera il suo portafortu Una sono mesi che studia questi eventi atmosferici è cominciato tutto l'autunno scorso durante la partita contro il berrucchio. Lui era lì sulla panchina quando il cielo si è squarciato. Un fulmine silenzioso poi un globo di che precipita oltre l'orizzonte verso la subsidenza. A volte gli sembra di essere ancora lì sulla linea di mediana. Con il naso all'insù nel silenzio dello stadio comunale. In quel momento qualcosa dentro di lui ha fatto click se i vertici del consorzio non lo vogliono capire vorrà dire che porterà avanti le sue ricerche da solo Alfredo vieni è pronta la pizza la voce della donna viene inghiottita dal rumore bianco inascoltata finché un'ombra alle sue spalle. Il dottor Randi si volta di scatto. Ah. Sei tu. Ehm ti ha mandato la mamma vero? Eh un attimo e ci sono. Le luci intermittenti del macchinario ci riflettono come costellazioni negli occhi grandi del bambino fosse per lui rimarrebbe tutto il giorno nel garage del babbo a osservare i geloglifici che decorano le pareti e a studiare quei disegni che sanno di fantascienza il brevetto di un ricevitore portatile una tuta piena di valvole circuiti oppure il di uno strano scafandro da palombaro del cosmo. Dall'abbaino un'altra scarica in radio alla rimessa di luce. I cicalini del ricevitore impazziscono. Il rumore statico riempie le orecchie. Sistema con cura un potenziometro dopo l'altro una forma d'onda compatta che riconoscerebbe tra mille, si forma sul monitor legge le coordinate nord, nord est il dito scatta sul registratore e le bobine dei nastri magnetici iniziano a roteare all'impazzata qualcosa sibile tra le elettromagnetiche qualcosa di così lontano eppure così familiare il dottor Nandi si volta all'indietro ci toglie le cuffie e le passa al bambino lo senti anche tu. Il bambino disci con la testa mentre di pizza calda gli riempie le narici da queste parti se sai ascoltare anche il silenzio può parlare. Un nuovo episodio in diretta dall'infanzia più traumatica della pianura padana. Io sono Johnny Fa E questo è c'è vita nel grande nulla agricolo. Benvenuti a Villa Mara e ricordate noi. Non siamo mai stati qui E questa era nessun colpo alla l'ultima cover degli Sbuzle il gruppo punk più irrivere Di Villa Mara solo qui su Libera Gloradio la voce pirata del grande Nullo Agricolo. Questa sì che è musica. Cazzo! E non lo dico solo perché è la banda di mio cugino che poi canta pure male. L'azienda glielo dice sempre. Ma alla fine è questo lo spirito del pane No? Ma fermiamoci un attimo con la musica e riprendiamo la discussione su uno dei temi più caldi dell'anno che ricordiamo è il millenovecentosettantanove. Il da Pasotti è o non è la ragazza più figa del liceo? Secondo Cristiano il bidello Ma il seminarista invece sostiene e su questo siamo tutti d'accordo. La radiolina portatile gracchia qualcosa di prima di ammutolirsi. Ormai è troppo lontano da qualsiasi forma di civiltà. Figuriamoci se prenda agro radio. Gira il potenziometro sulla scritta off e ripiega l'antenna. Ora è completamente solo. Un gorgoglio cupo […] serpeggio tra le canne e i rampicanti. Lunghe radici si fanno strada tra il fango e gli acquitrini. Un'infinità di minuscole creature sconosciute e zampezzano fuori e strisciano sul confine dell'ignoto. Una sinfonia aliena si solleva insieme alle spirali di mosceri scannerizza il terreno davanti a sé. Dati nella norma sembra sicuro. Stringe gli spallacci e fa un passo nel fitto delle erbacce. Una voragine. Si spalanca sotto di lui e lo inghiotte. Il bambino sente l'acqua entrare negli stivali che Ti ha fregato la mamma. Forse gli stanno un po' larghi visto che ogni volta si riempiono di gerini. Guarda con disappunto il phon rubato dall'armadietto del bagno. Mhm. Come Joscanner non è un granché eh specie da quando l'ha fulminato. E la situazione non è Migliorata nemmeno quando c'è incollato sopra il telecomando della TV. Si arrampica su per la china fangosa. Lo zaino dell'Imbicta gli balla sulla schiena. Facendo tintinnare barattoli di marmellata pieni di insetti morti e foglie secche collezionati in ore e ore di perlustrazioni. Il Dice sempre che raccogliere campioni di è fondamentale qualsiasi cosa sia un campione xenobiologico. Quando emerge dal canneto l'ultima luce del giorno riverbera rossa sulla stagnola del suo casco. In realtà è una scatola di panetto una torcia elettrica attaccata alla meno peggio e un paio di occhiali da officina no? Quelli per saldare a mo' di visiera. Davanti a lui dilaga il continente inesplorato della pianura. Dall'argine che nasconde il canale fino alla recinzione della subsidenza sempre velata di foschia ciò che cerchi lì da qualche parte lo sa punta il suo orizzonte chiude gli occhi e forbitare il segnalatore verso il cielo verso la nebbia verso l'ignoto In effetti gli sembra gli sembra di sentire qualcosa un convoglio di fuoristrada e furgoni sfreccia sull'argine a sirene spiegate. I lampi azzurri illuminano intermittenza gli stemmi serigrafati del consorzio di bonifica. Il bambino a un tuffo Col cuore. Stanno tornando. Stanno tornando dalla spedizione. Inforcola la bicicletta e si lancia l'inseguimento. Taglia per i campi mentre in lontananza i mezzi blindati scendono dall'argine e infilano lo sterrato. In pochi minuti saranno davanti a casa sua. Oltre i due lecci dove smette a radio faro sopra la rimessa. Il bambino pedala come un forsennato mentre la spina del phon svolazza alle sue spalle. Deve ringraziare Dio tutina per la bici. Lo chiama zio tutina perché indossa sempre la tuta da ciclista. Anche se non è mhm proprio suo zio e almeno un ciclista. Eh è più un vicino di casa che passa le sue domeniche a sudare sulla Bianchi da corsa. Gli sarebbe anche simpatico se non fosse così. Fastidiosamente gentile. Davanti a casa il bambino frena di colpo e lancia la bici a terra si paralizza. Una processione di impiegati del consorzio fa la sponda tra il garage e i furgoni trasportando scatoloni di appunti e strumenti di ogni sorta. Alcuni uomini in tenuta antinebbia sciamano nel cortile sul retro con i loro scanner dal rilevamento. Il bambino si in mezzo alla mischia e si fa strada nel brulicare di ricetrasmittenti e d'ordinanza setaccia il cortile con lo sguardo disorientato. Cerca il suo babbo. Ma del babbo non c'è traccia. Solo uomini in divisa che stanno portando via tutto quello che una volta era suo. Si fionda sul con tutte le forze una sventagliata dei fogli, fotografie e taccuini finisce per aria il bambino tenta di afferrarne il più possibile, si divincola dalle mani che cercano di fermarlo spintona finché un braccio non lo afferra una voce conosciuta prenderla assicurarlo e lo chiama per nome. Ritarandi si siede accanto al figlio e lo abbraccia di nuovo accartocciando quello che rimane del casco da esploratore spaziale. Il bambino scandaglia il viso stravolto dalla mamma agli occhi rossi le labbra che tremano. Quanto zio tutina si avvicina e appoggia una mano sulla spalla della mamma. Rita eh se se posso far qualcosa vi preparo da mangiare vado a scuola te lo ringrazia a mezza voce. Poi un uomo del consorzio si ferma davanti a lei gli occhi si piantano sul distintivo con l'anguilla e tridente. Signora ehm qui abbiamo finito. Mi dispiace per suo marito. L'uomo si allontana. Mentre la carovana di furgoni e blindati lascia il cortile sparisce nel 'giorno che muore. Il bambino si divincono dall'abbraccio e inizia a pestare i piedi non capisce cosa sta succedendo. Tesoro mi devi promettere che sei bravo e non avrai paura. D'accordo? Il bambino annuisce. Ma la voce della mamma le si spezza in gola come una richiesta di soccorso […] da un pianeta troppo lontano. Lo sguardo del bambino si ad ombra gli manca il respiro. Sente la mano timida dio tutina appoggiarsi sopra il casco di cartone spagnola. Ma non preoccuparti eh. Eh vedrai che lo ritroveranno. Vorrebbe avere parole per dire a quell'uomo di non toccarlo chiedere alla mamma cosa significa tutto questo per chiamare il babbo e poi vederlo comparire sulla porta magari con una pizza calda tra le mani vorrebbe avere parole per tutto questo. Non si sa. Il bambino non parla mai. Così scappa attraversa il cortile fino al garage spalanca la porta. A raccoglie c'è solo un buio desolante qualcosa scricchiola sotto le suole degli stivali infangati accende la torcia sul casco è una foto abbandonata sul pavimento la formazione della squadra del babbo il calcio stagione millenovecentosettantotto millenovecentosettantanove il bambino scruta il volto di suo babbo che mostra un sorriso dei suoi di quelli che gli fanno ballare le sopracciglia sopra gli occhiali un singhiozzo rimbomba completamente vuoto. Di tutte le ricerche, le attrezzature di suo padre non è rimasto nulla. Solo il radio faro in fondo troppo grande per essere portato via. Il bambino si avvicina. Accende e ricevi Come ha visto fare il babbo migliaia di volte. Il rumore statico gli riempie le orecchie. Qualcosa sibila tra le scariche elettromagnetiche. Qualcosa di così lontano eppure così familiare trova di trasmissione uno due un'esplosione di scintille crepita sotto le mani del bambino e Radio Faro si illumina il segnale si dissolve in un fischio sordo muto. Ilrraggiungibile. Il bambino tra tiene il fiato, che lacrima negli occhi riconoscerebbe quella voce tra mille è la voce di suo padre trova la numero due, uno due qui dottor Assessoranti responsabile procetturagna consorzio di bonifica i riservatori indicano che ci stiamo avvicinando alla sorgente del segnale. La squadra logistica 'sta provvedendo a stabilire un campo base nei pressi dell'anomalia per procedere ai rilevamenti pianificati. Le condizioni meteo appaiono instabili. Non appena ci siamo avvicinati al sito d'impatto. Una emerso dal cratere rallentando le operazioni di accampamento le continue scariche elettromagnetiche interferiscono con la nostra strumentazione e le telecomunicazioni alcuni membri della squadra tecnica sono partiti per stabilire una connessione viacavo con il ricevitore più vicino ma non abbiamo notizia Se non ricevete questa trasmissione entro l'orario stabilito inviate una squadra di recupero. Le seguenti coordinate. Ripeto. Bentornati su Agro radio la voce ufficiale del Grande Nulla agricolo. Avete appena sentito vamos al pantano il nuovo singolo dei Tustera. Il duo Italo Disco che sta scalando le classifiche di quest'anno che ricordiamo è il millenovecentottantanove. Tra poco ci ricollegheremo con il servizio del Consorzio di Bonifica per aggiornamenti sulla tempesta elettromagnetica che sta preoccupando Villamara ma prima veniamo alle notizie importanti. Oh uno stipendio da oggi infatti possiamo buttare via anni di attività pirata da radio libera per tuffarci nel mare di opportunità offerte dalle radio Quindi preparatevi a interminabili sequenze pubblicitarie indistinguibili dal chiacchiericcio di sottofondo. Ma tutto questo non sarebbe stato possibile senza i nostri fedelissimi sponsor. Pesce in scatola fratelli Salamoia. Sunificio il Verro D'oro, onoranze funebri, Casadio! E non da ultimo pesticidi certico! La promettente azienda locale dell'agroindustria grazie al loro aiuto abbiamo appena ultimato l'acquisto di un incredibile, avanguardistica antenna in grado di e da tutto il grano ehi ehi che cosa sta succedendo stanno staccando l'incredibile avanguardistica qualcuno fermi quel disgraziato una cascata di scintille seguita dal rumo Sordo delle pinze che si schiantano al suolo. Per fortuna aveva assicurato il moschettone. Il ragazzo lancia un'occhiata al vuoto sottostante mentre un brivido gli corre lungo la schiena. Già che non sei rimasto fulminato è un miracolo. Se riesci anche a scendere da quel traliccio senza spaccarsi la può considerarlo un successo. Sotto di lui le luci della stazione radio si accendono una dopo l'altra mentre un via vai di ombre si riversa nel parcheggio. Il ragazzo cala la refurtiva a terra con una corda e sgancia il moschettone. Prima di un salto disperato! Eccolo! È lui! Un'ombra punta il dito nella sua direzione mentre altre due si lanciano al suo inseguimento. Il ragazzo afferra la refurtiva e si tuffa nel campo di mais sotto il fosso. Corre senza voltarsi le foglie gli graffiano il viso mentre gli stivali sprofondano terreno fresco di irrigazione sarà meglio dare una lavata alla giacca di jeans quando arriva a casa sempre che riesca ad arrivarci. Dove sei finito? Vieni fuori! Le voci degli inseguitori si perdono nel labirinto di granoturco. Deve solo raggiungere la fine del campo. Può farcela Il ragazzo si muove con cautela senza spezzare alcun fusto per non attirare l'attenzione. Finché non si apre un varco tra le pannocchie. Nascosto nella macchia d'alberi il canta. Se Sembra un relitto post apocalittico. Ehi! Laggiù! Il ragazzo apre la portiera e scivola dentro lanciando la refurtiva sul divanetto. Insieme a tutte le altre cianfrusaglie recuperate in giro per il grande nulla agricolo. Poi si lancia al posto di guida. Gira la chiave. E prima che possa fare manovra. Abba due disgraziati ricoperti di pantano ma il ragazzo non ascolta ingrana la marcia e si lancia sullo sterrato mentre i due dipendenti della radio eh si buttano nella sterpaglia per non finire spiaccicati sul paraurti. Il camper sobbalza da ogni per poi sparire in una notte senza stelle. Oltre l'abitacolo il grande nulla agricolo è una distesa di tenebra puntellata solo da qualche luce sporadica. Da qualche parte. Qualcuno. Sta sussurrando nella piano. Non mancherà l'appuntamento okay eh forse essere inseguito per un campo di mais non è la cosa peggiore che potesse capitargli quella sera ed schiantarsi al suolo o rimanere fulminati a essere onesti. Non appena scende dal camper una sagoma si staglia in controluce all'ingresso di casa. Le braccia conserte, la vestaglia di flanella che scende fino alle caviglie e i capelli incasinati di chi è stato trasci […] giù dal letto da caos e di forza maggiore. Il ragazzo non fa in tempo a scaricare la refurtiva di un silenzio abissale cala sul cortile. Solo un paio di pavoni smorzano la tensione con i loro richiami in lontananza. Io non ho parole il ragazzo guarda a terra. La tensione è rivolta alle punte degli stivali ricoperte di fango. La cintura con gli attrezzi di penzola ancora sul fianco. Stringe i pugni nei guanti da lavoro poi si avvicina al camper. Come se nulla fosse. E inizio a sca la refurtiva su una vecchia carriola incrostata di ruggine credi che non sappia dove hai preso tutta quella roba? Io non voglio trovarmi i carabinieri sotto casa né quelli del consorzio mai più. Hai capito? Oh! Oh Pronti? Il ragazzo si ferma. È quasi tentato di voltarsi ma non ha tempo. Solleva i manici e si dirige verso la rimessa. Oh sto parlando con te! Vuoi fermarti o no? Fermati! Eh Rita eh che succede io Tutina fa la sua comparsa dietro sua madre indossa solo un paio di boxer e la maglia della salute sotto la luce dell'ingresso la Chierica Rossata sembra quasi lucida il che insieme all'abbronzatura da ciclista non fa che minare la sua credibilità come surrogato Poi lancio uno sguardo interrogativo al camper che che che ci fa qui il mio camper? L'ha rubato! Di nuovo! Ecco cosa succede! Dai Rita non fa niente. Giorgio ti prego smettila! Non c'è bisogno che tu lo difenda. Ma gliel'ho detto io che che può prendere il camper quando ne ha bisogno anche per andare a rubare in giro? Mh no non intendevo quello. Io non ho tirato su un ladro va bene? Gli occhi di Rita si piantano sulla faccia imperscrutabile del ragazzo. Un'espressione di infinita stanchezza si fa largo tra le occhiaie della donna Se vuoi buttare via la tua vita fai pure ma non ti sognare di rientrare in casa finché non hai restituito quella roba. Intesi? Quella porta sbatte alle sue spalle. Lasciando il ragazzo e zio tutina uno di fronte all'altro. Un vento che non conosce direzione. Ci solle dalla campagna guarda la carriola e io non ci capisco niente ehm intendo solo di biciclette però avevamo ordinato la pizza sai eh come fa quando non avvisi per cena e la ramanzina gli si Come se si trovasse di fronte a un estraneo mosso unicamente da qualcosa che nessuno attorno a lui riesce a decifrare. Un enigma in giacca di jeans che lo osserva con i suoi occhi distanti. Quasi a sottolineare la sua totale incolmabile impotenza deodotina fa un passo indietro e apre la porta una lama di luce tratteggia il suo profilo rotondo comunque domani gioca l'Inter eh se cambi idea mhm possiamo guardarla assieme buonanotte. Ma lui non ha cambiato idea. Non l'ha mai fatto. Riprende la carriola e la spinge all'interno della rimessa. Mentre la silhouette e il radio faro si staglia contro il cielo in tempesta. Il ragazzo sistema la fresca di escamo e da un'ultima controllata quella crocchio di cavi potenziometri e amplificatori di segnale mesi e mesi di saccheggio forsennato in giro per Villa Mara hanno dato finalmente i loro frutti. La nuova parabola per criptofrequenze è pronta il monitor ricavato da un vecchio televisore si accende in uno sfarfallio di forme d'onde irregolari ci infila le cuffie verifica la direzione nord nord est poi si solleva in piedi sul tetto di coppia e bitume e lancia uno sguardo verso l'orizzonte Dove la subsidenza ribolle oltre la recinzione del consorzio sopra la pianura. La notte buia e piena di spettri. Come la prima volta non importa quello che penso a sua madre. E se ne sbatte della gentilezza ostentata di tutina se non vogliono credergli lui non può convincerli. Sono dieci anni che aspetta che il silenzio gli parli. Dieci anni che punta la parabola in cerca di un contatto. Dieci anni. Che porta avanti la sua veglia solitaria. E finalmente dopo dieci anni il silenzio gli ha risposto premere che sul mangianastri e si sintonizza sulla frequenza qualcosa elettromagnetiche qualcosa di così lontano eppure così familiare Tutto vero. Non scende. Quella voce calda e di spaccata allo stesso tempo il ragazzo sgrana gli occhi ed è come se gli mancasse il respiro. Come se per la prima volta nella sua vita qualcosa di simile a un grido di entusiasmo stesse per uscire dalla sua bocca ora Sul tetto del grande nulla agricolo vorrebbe solo urlare! Ma non lo fa. Ogni cosa attorno a lui si riempie di luce mentre il fulmine si abbatte sulla parabola. Prima di spegnersi e farlo precipitare in un'oscurità senza riposo. Vincerete? Passo. La spedizione è compromessa. Ripeto la spedizione è dobbiamo considerare la squadra tecnica dispersa I filtri delle tute sembrano non garantire l'incolumità del personale. Gli addetti alla logistica iniziano a mostrare i primi segni di delirio da nebbia, nausea, perdita di riferimenti spaziali e temporali. Tremore e allucinazioni visive e uditive. Parlano di ombre che si agitano in fondo al e di fulmini che non emettono suono. Anche il gruppo di ricerca segnala livelli di anomalia superiori a qualsiasi rilievo effettuato finora. Ho paura che tra poco. Il responsabile della sicurezza 'sta provvedendo a ristabilire. Abbiamo bisogno immediato. Stiamo evacuare il Campobasso. Questa potrebbe essere la mia ultima trasmissione. Mandate la squadra di recupero. Ah. Finalmente. Ehi! Ci sei il soggiorno attorno a lui e a una macchia sfocata che stenta a definirsi mhm pulviscolo elettrico si agita alla periferia dello sguardo gli sembra di essere paralizzato ad ogni movimento i suoi muscoli Quelli che gli facevano ballare le sopracciglia sopra gli occhiali. Poi si è avvicinato e mi ha detto che secondo lui non avrebbero messo piede sulla luna prima di lunedi notte. Io gli avevo detto che secondo me si sbagliava e lui mi ha proposto una scommessa. Se ave finto lui ci saremmo rivisti alla balera dei ricordi perduti accettai la domenica dopo stavamo già ballando un lento sulla pista mi aveva detto che veniva da fuori che aveva studiato fisica e che era arrivato a Vi lavorare al consorzio stava lavorando a un progetto molto ambizioso diceva diceva diceva anche che trovava affascinante questo posto questa pianura e i suoi misteri e io purtroppo affascinante lui. Poi la settimana dopo la balera andò a fuoco. Non siamo mai più andati a ballare insieme. La donna si stringe nella vestaglia e incrocia Le braccia sul petto mentre lo sguardo si perde nella credenza piena di vecchie foto che non significano più nulla. Per certi versi è sempre stato un fantasma. Tolto il calcio gli importava solo delle sue ricerche. Ogni tanto ci scherzava sopra. Lo chiamava mal di subsistenza. Era come se quel luogo avesse rosicchiato un pezzetto alla volta. Passavo le notti rinchiuse in quella rimessa e e quando gli chiedevo a cosa stesse lavorando qui mi ignorava e cambiava argomento. Nemmeno il tuo arrivo è riuscito a salvarlo dalle sue fantasi la notte prima della spedizione gli dissi che avevo un amante e lui non reacì semplicemente si alza dal letto apri la porta della tua cameretta ti guardò che se fosse successo qualcosa avrei dovuto bruciare tutto poi uscii a fare una passeggiata in piena notte come faceva sempre Quando è scomparso ricordo che ho provato una strana sensazione come se ne parte di me avesse già previsto quel dolore. Come se tutti quegli anni passati assieme non fossero serviti ad altro che a prepararmi a quel momento. Scelti libera. Ecco. Sì come libera. Libera e distrutta. Il ragazzo si siede a fatica. E si passa una mano sui elettrizzati. Un leggero odore di pollo bruciato si solleva dalla sua giacca. Che c'è una cosa che ho imparato sui fantasmi. E che tornano solo per tormentarti. E per quanto ti manchi non devi permetterglielo non diventate come noi. Poi fa una pausa e si solleva in piedi. Ti ho tenuto un po' di pizza. Wurstel e patate fritte è la tua preferita. Le scalda un po'. Va bene. Poi con calma domani andremo a riportare tutto indietro. Promesso. Rita non si aspetta una risposta anche se vorrebbe che almeno una volta. Il ragazzo rivolgesse la parola ma si sa. Il ragazzo non parla mai. Si limita a sorridere e arciabattere in cucina. Il ragazzo guarda il registratore. Forse solo chi parla la lingua del silenzio è capace di ascoltarlo. Lancio un'occhiata verso la porta della cucina. Poi verso la finestra Fuori. I lampi accendono la campagna immersa nell'oscurità. Quando la donna ritorni in soggiorno il piatto con la pizza si frantuma a terra. Mentre guarda le luci del camper illuminare il vialetto e sparire sulla provinciale a bordo il ragazzo guida senza voltarsi mentre la nebbia inghiotta ogni luce e la strada si innoltra nel cuore dell'ignoto i suoi pensieri si disperdono nellettere come pulviscolo elettrostatico sopra il cruscotto dalla foto del Villa Maracalcio il dottor Randi ammicca con Il sorriso dei suoi. Di quelli che gli facevano ballare le sopracciglia sopra gli occhiali. Il ragazzo scala in quinte e preme sul pedale mentre i fari della recinzione del consorzio si accendono oltre il parabrezza. Poi guarda il suo volto riflesso nello specchietto laterale prima di infilare il casco. Collega la parabola al decodificatore. Davanti a lui la nebbia spalanca le sue fauci. Luci aliene lo accompagnano dall'altra parte. Mentre una voce riprende a scibilare dall'impianto. Se i fantasmi tornano solo per tormentarci assecondarli è l'unico modo per farli tacere preme sulla tavoletta e lascia che ogni cosa attorno a lui diventi foschia. Stanotte il ragazzo si è perso. D'ora in poi sarà l'astronauta […] dover ritrovare la strada di casa Prova in trasmissione uno due uno due qui il dottor Alfredo Ragni responsabile progetto ragna consorzio di bonifica il casco sperimentale sembra rallentare gli effetti della nebbia ma non sono sicuro che leggere ancora a lungo Le mie ultime coordinate sono trentasette gradi nord otto gradi nord est anche se non so nemmeno io dove mi trovo. Ogni cosa è avvolta nella nebbia chiunque si sia allontanato dalla postazione è finito di spesso. La strumentazione è sempre usurarsi ad una velocità anomala e ogni risulta inutile. Il segnale che abbiamo tracciato fino a questo punto è interrotto. Credo di essere arrivato al punto di non ritorno. Tra poco non sarò più in grado di trasmettere. Se ricevete questo messaggio vi chiedo di ricapitarlo alla mia famiglia. Mi dispiace. Solo questo Mi dispiace. Qui dottor Alfredo Raggi ultimo sopravvissuto del progetto Urania. Passo e chiudo Il segnale si interrompe. L'astronauta si solleva dal e guarda alle ultime modifiche a portate. La parabola svetta su quello che una volta era il cassone delle pizze. Ora trasformato in una piccola stazione di ricerca portatile. Gomme rinforzate, fendine ad alti Intensità e un sottosella modificato per occultare tutto il necessario per fare delle scampagnate nella subsidenza. Certo ha solo dovuto devastare il telaio per farlo ma il risultato è più che soddisfacente. E poi uno scooter inosservato di un camper. Deve ringraziare Tutina per avergli prestato la sua officina quando rientra. Ha quasi ottant'anni non rinuncia ancora al suo giro domenicale anche senza la prostata. Quando esce dalla rimessa un paio di pavoni lo osservano indifferenti dalla cima del radio faro ci hanno fatto il nido sopra. E qua si confortevole sapere che qualcuno in famiglia lo usa ancora. Sei in partenza? Sua madre lo fissa dall'ingresso. Le braccia conserte come la vista fare milioni di volte. Le rughe si contraggono in una specie di sorriso diventata più piccola più fragile come se la vecchiaia l'avesse compressa in una sua versione in miniatura lui le si avvicina il casco saldo sulle spalle e le toppe al loro posto sulla giacca di jeans eccetto una mi sono perso. La donna apre una tasca del giubbotto di pile ed estrae una foto spiegazzata. Gliela passa. La Polisportiva ne aveva fatte stampare un centinaio. L'ho trovata mentre sistemavamo la soffitta. Un sorriso dei suoi dalla foto uno di quei sorrisi che gli faceva ballare le sopracciglia sopra gli occhiali la sua nota la ripiga con cura e la ripone all'interno della giacca. A 'sto giro però saluta prima di sparire di nuovo eh. Dietro il casco. I suoi occhi intercettano quelli della madre se potesse parlare le direbbe grazie ma si sa l'astronauta non parla mai con nessuno la donna fa per abbracciarlo quando il campanello suona all'interno della casa oh aspetta mi sa che sono arrivate le al di là del cancelletto un ragazzo tutto butterato annaspa sulla sella di una bicicletta che ha visto tempi migliori schiacciato dallo zaino pieno di pizze e fumanti indossa un cappellino rosso e una mantellina nera con su scritto pizzeria Darudi La Pizza per Veri Rudy quando solleva lo sguardo Goblin sbiascica una bestemmia di sorpresa. Le luci del casco accendono una specie di saluto. Poi il fattorino si volta verso la rimessa. Che cazzo è al mio scooter. Io sono Johnny Faina e questo Lo era c'è vita nel grande nulla agricolo quarto episodio della terza stagione! Wow! E anche questo episodio questa prova di maturità per questo podcast è finito. Io vi ringrazio per aver ascoltato ma il ringraziamento va a chi ha

