03x02 La Morte del Sabato Sera
- Episodio: 03×02
- Precedente: 03x01
- Successivo: 03x03
- Data di uscita: 28 Novembre 2022
- Voce: Johnny Faina
- Scritto: Johnny Faina e Gianluca Dario Rota
- Musiche: Hollyspllef
- Artwork: Feduzzi
- Master: Gipo Gurrado
Sinossi
Personaggi
Trascrizione
Attenzione, il seguente episodio contiene scene di violenza, sesso, emissioni corporee, volgarmente dette, scorze, pirotti, mefitiche, cianfate del retaniche. Si consiglia l'ascolto ad un pubblico maturo. I fanali di un Romeo Spider sfidano la nebbia sulla provinciale novantanove. Distoglie lo sguardo dalla strada e controlla sul telefono aziendale gli appuntamenti. L'ultima è mezzanotte. Cazzo. Odia il turno del sabato sera. Lo odia con tutto il cuore che non ha gli serve qualcosa per tirarsi su allunga una mano sotto il sedile passeggero un'ultima goccia di diplomatico gli strisce sul fondo della gola e con questa na seccate tre getta la bottiglia sul tappetino e annaspa col sul sedile posteriore è sicuro di averne un'altra lì da qualche parte ecco cintura di merda cioè ci è quasi arrivato eh solo un piede sul freno il cranio rimbalza sul clacson l'alfa deraglia fino a un passo dal fosso Il motore borbotta e si spegne. I fanali posteriori del tir vengono inghiottiti dall'oceano di nebbia. Ci è mancato un pelo. Si massaggia le tempie ammaccate. La testa gli 'sta esplodendo e non è la botta sul volante. È la piomba che a salire e non ha neanche cominciato il turno non può continuare così deve darsi una regolata l'ampia azzurri lo abbagliano attraverso il parabrezza una volante della stradale gli si accosta neanche il tempo di far rotolare le bottiglie sotto il sedile che una torcia lo dal finestrino. Ecco. Ci mancava questa. Allora abbiamo rischiato grosso qui eh? A quanto stava? Uno tsunami olfattivo di alcol e putrefazione investe la gente e gli soffoca la ramanzina in gola. Questo qua è più di là che di qua Morandi vieni a vedere Dio che faccia! Eh scusate agenti sto andando al lavoro. Sì come no! Venga giù dalla vettura e se tiri via quel cappuccio eh? Ci facciamo un bel palloncino? No eh il palloncino no eh guarda che questo ci manda in tilt l'etilometro. E quella valigia cos'è? Ve l'ho detto. Sto andando a lavoro. Apre un Vediamo cosa c'è dentro la gente io poche storie forza apri mette a fuoco la gente che gli indica la valigia rigida sul sedile posteriore non ha molta scelta peccato quei due sembravano simpatici tutto sommato con le lunghe dita sottili accarezza le chiusure automatiche gli bastano tre semplici mosse che conosce a memoria anche da ubriaco. Prima che gli agenti si accorgano di cosa 'sta accadendo la sua falce telescopica è montata. Mi dispiace. Non eravate lì stasera ma il lavoro Solleva le braccia al cielo e la lama affilata della falce scintilla al chiarore delle luci blu. Poi cala prima su un agente e poi sull'altro. I due cadaveri si accacciano sulla e pulisce il filo insanguinato con un lembo del mantello smonta diligentemente la falce e la ripone nella valigia si siede al volante della sua alfa e controlla di nuovo l'agenda deve sbrigarsi mezzanotte in punto a Villa Mara Cesira Venturini. Prima di ripartire però recupera una bottiglia nuova dalla tasca sullo schienale. Stappa. E ingolla. Ci vuole qualcosa di forte per tirarsi su quando fai un lavoro di me È essere la morte a Villa Mara. È decisamente un lavoro di merda da queste parti anche la morte arriva conciata come meno te lo aspetti un nuovo episodio in diretta dall'oltretomba più etilico della pianura padana. Io sono Johnny Faina e questo è c'è vita nel grande nulla Benvenuti a Villa Mara e ricordate noi non siamo mai stati qui Ehi ti rubo solo un minuto per dirti una cosa che potrebbe cambiare la tua vita almeno quel poco che ne resta. Se come me sei solo L'orlo della demenza senile di sicuro ti sarà capitato di sentirti un relitto dell'era analogica. Truffe online, virus, fishing. Se di tutto questo mondo digitale non ci capisce un tubo tranquillo. È normale. Anche io ci sono cascato in quella storia che bisognava pagare WhatsApp ma […] Se avessi avuto l'opportunità che sto per offrirti tutto sarebbe stato più facile. Se mi ascolterai scoprirai il segreto che nessun truffatore del web vuole che tu sappia. Sì. In un solo mese sono riuscito a evitare ben cinquemila truffe. Hai sentito Bene cinquemila truffe alza al massimo il volume dell'apparecchio acustico e ascolta bene. Sei pronto a scoprire il mio segreto? Allora sappi che il comune di Villa Mara offre gratuitamente solo per questa settimana un ciclo di lezioni pensate appositamente per insegnare ai dinosauri come noi come difendersi dalle insidie del terzo millennio. Corso di informatica per Cariati di Digitali. Ogni sabato sera presso l'Istituto Omnicomprensivo di Villamara. Non ci cascare. Partecipa anche te La classe è una distesa di calvizie permanenti che brillano davanti ai Loro azzurri. Odore di naftalina e centrini da tavola. Da qualche parte uno studente 'sta russando. E ignora completamente la lezione. Un buon segno tutto sommato. Se russano vuol dire che non sono morti almeno In prima La fila. Cesira osserva lo schermo pietrificata. Allora, settimana prossima ci sarà la verifica sulle truffe online quindi ricapitoliamo. Se vi arriva una mail da un certo Karim Salami principe nigeriano che ha un bisogno immediato di trasferire del denaro sul vostro conto cambio di una ricca percentuale. Cosa dovete fare? La voce del professore le arriva distante. Come una specie di borbottio subacqueo. Potrebbe trattarsi di un problema all'apparecchio acustico ma sa che non è ha sempre avuto una soglia d'attenzione piuttosto alta per una della sua età. Non c'è mai stata una lezione in cui non abbia preso appunti o non abbia alzato la mano per intervenire. Mai. A parte oggi. Tutta la sua concentrazione è catalizzata dalla mela aperta davanti avverte una specie di disturbo in sottofondo. Come se una parte di lei cercasse di connettersi con ciò che è andato storto nella sua vita. Non capisce. Non capisce. Nulla di quello che 'sta leggendo ha senso. Gentile eccessivamente comunichiamo Cesira Cesira mi senti? Cesira si volta è Rosanna la sua compagna di banco detta Rosa La Vispa due dita di trucco, una tinta a prova di attacco chimico È una nomea che si tira dietro dai tempi delle balere a Cesenatico rinvigorita dalla recente vedovanza. La compagna Le Passo un bigliettino di carta con le sue unghie laccate di fresco. Eh per me? Apri! Veloce! Cesira obbedisce. Due caselle in fondo al Voglio le chiedono una risposta immediata. Sì o no? Un rinfresco per l'ottantesimo di Ugo Rosa ti ricordo che il preside ha vietato i rinfreschi Cesira stiamo parlando di Ugo boccino d'oro pagliari. Uno che segna sempre punto non so se mi spiego dicono che sarà il rinfresco più scatenato che l'università della terza età abbia mai visto fidati non puoi perderlo. Sì ma non è la serata giusta Rosa lo sai che io il sabato sera vuoi che ti cambino ancora pezza bolgia no però i tedeschi sono arrivati i tedeschi Algide detto Trombetta si sveglia di soprassalto la casa di uova marce espande a macchia d'olio tra i banchi la classe sembra incontenibile oltre che incontinente Su tutte la risata di Ugo sembra inarrestabile. Ehi ehi che succede là in fondo? Caporale bombardamento a tappeto. Ricevuto passo. Eh okay ora basta. Questo è troppo. Adesso chiamo a casa i vostri figli. Prof no dai eh la prego. Io vi ho avvisato. Già è difficile insegnare Come aprire una mail a chi non sa distinguere un computer da un microonde ma dopo quello che è successo durante l'ultimo rinfresco non intendo più dare corda alle vostre golie armate. Ma prof agite soffre di meteorismo ovvero agide? Eh esatto soffro di meteo. Rismo Ah certo! Un 'giorno soffrite di meteorismo, l'altro di demenza senile, l'altro ancora confondete le pastiglie della pressione con l'ecstasy! Ma con chi credete di avere a che fare? Ho una laurea io e intendo farvelo pesare! Un allarme! Lo riconosce. Il prof corre verso la finestra Ehi! Ma quella è la mia macchina! Ehi! Chi ha staccato l'antenna della mia macchina? Ehi! Siete stati voi! Non finisce qui Ugo! Non finisce qui! Giuro che tempo due secondi e il professore in fondo al corridoio ci sira lo segue con lo sguardo. Ma ma dove 'sta andando il professore? Ehi calma spezza bolza. 'sta andando tutto secondo i piani. Professor. Tanamadana si materializza dietro la porta ed estrae una lunga antenna da sotto il giaccone. Hai portato Del resto un luccichio sinistro scintilla negli occhi di Tanamadana una cassa di piomba del diavolo fa la sua comparsa sulla cattedra. Ugo studia le bottiglie in controluce mhm mo 'sto casalingo Estratti di salicornia afrodisiaca della subsidenza e che le dipsico gamberi lasciate a macerare per mesi. Il carburante ideale per ogni festa sopra i settanta ne 'sta paura e si lascia cullare dai fumi della grappa. Solleva la bottiglia in aria […] e un po' di attenzione prego oggi faccio ottant'anni allora secondo i miei figli dovrei preoccuparmi solo di fare testamento, guardare Paolo Del Debbio su Rete quattro e litigare con il tipo che vende le clementine al mercato. Beh un goccino d'oro Pagliari non ci 'sta non ho fatto la guerra per questo. Ma Ugo vedi solo tre anni quando c'era la guerra. Agile dicevo non sarà di certo un professore con più belli sulla faccia che sui maroni a rovinare i migliori anni della mia vita. La classe esplode in un boato. Seguito da qualche colpo di tosse secca. Sono sembra non partecipare dell'entusiasmo generale ma eh ma scusate il professore non vorrete mica chiuderlo fuori con tutta 'sta nebbia una selva di cataratte si volta verso Cesira ecco che arriva la Spessa Bolgia. Cosa vuoi fare a 'sto giro eh? Ci vuoi denuncia preside come hai fatto all'ultimo rinfresco? Non è vero io non non ho fatto la dai va là lo sappiamo tutti che sei stata te. Ma sai cosa ti dico? Se vuoi andare fai pure vai. Ma ti avverto eh. Ogni tiro mancato è un tiro perso. Cesira guarda verso l'uscita poi si volta verso Rosanna. Il referto dell'analisi è ancora impresso nella sua mente. Può quasi sentire il ticchettio interno alle sue cellule. Abbassa lo sguardo sul bigliettino. Sì no. Sì o no? Sì oh. Allora spezzabolgia? Ti fermi sì o no? E resto cinque sì andiamo! Allora dichiaro l'inizio del rinfresco più memorabile di sempre. La festa della Seconda giovinezza musiche i bassi da tecnobalera raggiungono il professore al centro del parcheggio deserto. Il fiato. Si condensa in piccole fiammelle di nebbia. Ma che cazzo hanno fatto la mia macchina un bozzolo di carta igienica avvolge la sua Opel Acila che lampeggia senza sosta anche i tergicristalli sono in funzione e stanno spalmando sul vetro proprio quello che sembra merda il professore è così a te Che non si accorge nemmeno dei due fanali che puntano a tutta velocità verso di lui né tantomeno del clacson che suona all'impazzata intimandogli di spostarsi grazie. Non ti avevo visto quelli dell'assicurazione la morte scende dalla sua Alfa Romeo il passo incerto l'alito che puzza di etilene e putrefazione una bottiglia vuota rotola giù dalla portiera guarda il professore che già c'è scomposto ai suoi piedi gli dà un calcetto nessuna reazione per essere Auto fantasma i parafanchi sono piuttosto reali oggi fa degli extra finisce sempre che non ti pagano. La morte trascina il corpo in un angolo buio e apre il baule della sua alfa. Estrae la valigia. Assembra la falce Telescopica e barcolle in direzione della scuola ha ancora molto lavoro da fare che segna su o no? Oh tu tre quattr'anni Essere sincera l'inferno se lo aspettava diverso. Sicuramente meno perverso. Osserva la bolgia di dentiere e calze drenanti che si scatenano davanti a lei. La situazione è selvaggia. Tavoli di burraco cardio aspirine che girano come caramelline balzani la tecnobalera che spinge nella cassa come un'ernia lombare. La cattedra è un cimitero di bottiglie e bicchieri pieni di piomba del diavolo. Una corsa clandestina di cavozzine anima il corridoio. Mentre l'aula insegnanti viene usata come un campo da bocce tempora l'aria è intrisa di bestemmie, toscanelli e barzellette che farebbero ridere solo un gerarca fascista in fuga verso l'Argentina si schiaccia contro la parete in disparte come per sottrarsi a quel girone terminale non te lo fai un bicchierino dai no, proviamo a chiamarla così Ugo, non ne voglia. Ciao Rosa. Ugo Barcolla davanti a lei con Rosanna sottobraccio che non fa che ridere e singhiozzare come una gallina ubriaca. Eh signori, un attimo di Abbassa la musica. Allora voglio proporre un brindisi alla nostra Cesira che per la prima volta nella sua noiosissima e vita ha messo da parte il suo talento da Spezza Bolgia e non ha spifferato tutto il preside. Quindi per Cesena Hip! Urrà! Hip hip urrà! Hip hip! Cesira guarda il bicchiere di piomba del diavolo che stringe tra le mani. L'odore è disgustoso. Il colore è anche peggio. Vorrebbe gettarlo a terra e scappare di lì. Quando sente la mano dirò appoggiarsi sulla spalla. Dai Cesira manda giù. Lasciati andare per una volta. Eh ma se poi sto male peggio di come stai adesso? Cesira avverte una fitta al costato. È come se la sua compagna avesse letto qualcosa dentro di lei Qua si avesse captato il rumore delle sue cellule che si disgregavano. Forse ha ragione. Forse è la sua ultima occasione. Alza il bicchiere lo avvicino alle labbra. Si tappa il naso e manda giù Ah! È forte! Brava Cesira! Lo senti il fuoco che sale? Mh veramente non mi sento tanto fidati! È come avere di nuovo vent'anni che l'avevo detto che sarebbe stato il rinfresco più indimenticabile di sempre Uh Ugo! Ma che fai? Metti già quelle mani vuoi sapere perché mi chiamano Boccino d'oro? Dai! Ti prego! Qui! Rosa! Da dove stai andando? Dai Rosso! Ho voglia di mettere a segno qualche punto Scemo! Scusa un attimo faccio un secondo in bagno e torno subito. Giuro che le parole di Rosa si impastano in una melassa di suoni indistinguibili. Ogni cosa attorno a lei appare sfocata. Potrebbe trattarsi di un problema agli occhiali ma sa che non è così sente qualcosa montargli dentro come un reflusso di giovinezza, ha voglia di ballare, di baciare, di farsi prendere è o forse ha solo voglia di vomitare? Hm tutto bene Ugo? Sì figurati due minuti ci siamo eh appollaiati sulla tazza del cesso Ugo e Rosanna cercano di ehm frollare la lonza e impagliare la fagiana irare la sfoglia senza mattarello cioè ma vi rendete conto che la prima scena di sesso nel nostro podcast è tra due vecchi strafatti durante una festa illegale a un corso di informatica per anziani? Vabbè io a volte mi chiedo come siamo arrivati alla terza stagione vabbè andiamo avanti. I loro corpi si aggrovigliano in una spirale di pelle flaccida e vene varicose nel disperato tentativo che la vita torni a scorrere nei punti giusti. Senza risultati. Dai eh non ti preoccupare Ugo succede a tutti […] due minuti eh io vado sempre appunto eh e lo farò ho giusto eh bisogno di un altro aiutino ma ne hai già prese due Ugo la ignora fa cadere tre pastiglie azzurre sul palmo della mano e se le catapulta in fondo alla gola un insolito formicolio risale lungo la spina dorsale. Rosa guarda il collo di tacchino che gli pende tra le gambe dare qualche piccola ma significativa imbeccata. Oh sì ci siamo il boccino è d'oro è pronto per. Ma chi cazzo è ah è occupato? Oh Madonna! Ma ma cos'è sta puzza di morto? Algida sei te? Guarda che te l'ho detto cento volte che non devi interrompermi quando eh quando gioco a bocce. Uno spredìo metallico come una trascinata sul pavimento paralizza i due vecchi nel bagno un respiro grave tombale sibila dietro la porta imbrattata di scritte sconce c'è qualcuno lì fuori possono sentire il suo alito mefitico raggiungerli Agide? Guarda che non è mica divertente eh? Se vuoi fare uno scherzo una falce si pianta nella porta in un'esplosione di schegge. Un altro colpo. Un altro ancora. Rosa e Ugo gridano in preda al terrore. Quando i cardini cedono. Appoggiata la falce. Una fa Oscura infelice si staglia davanti a loro in un dondolio fradicio di rovina sotto il cappuccio due orbite vuote risucchiano ogni luce della stanza scusate non volevo disturbare avevo solo bisogno del bagno non vuole una piccola perdita di equilibrio e la lama ricurva si pianta accidentalmente nel petto di Ugo sono scivolato queste castagne sono terribili scheletrici un infarto fulminante stronca Ugo su due piedi il corpo del vecchio si affloscia a terra Eccezione per il il collo di tacchino. A quanto pare gli bastavano davvero due minuti. Rosa scoppia a piangere e si lancia mezza nuda fuori dal bagno urtando la morte che finisce a gambe all'aria sopra il water. Aspetta un attimo. Hai visto per caso si gira? Scusa vaffanculo Devo smettere di bere sul lavoro. Rosa? Ce gira sopra l'ingresso del bagno. Lo stomaco in subbuglio. La testa che pulsa. Forse sono le allucinazioni da piomba del diavolo ma le sembra che qui sia appena venuta la carneficina la porta divelta un lavandino sfasciato per non parlare del corpo e sangue mezzo nudo che giace immobile che le ricorda vagamente Ugo coglioni i neon sopra di lei iniziano a crepitare un letto da tomba in pesta tutta la stanza agile sei tu Ehi! Agide che succede alla tua voce? Lingue di tenebra vorticano appena fuori dal separé un coro infernale fa tremare le pareti uno sciame di blatte si di sopra il pavimento di piastrelle, la morte barcolla fuori dal gabinetto con la falce tra le sue mani scheletriche la solleva sopra la testa di Cesena, carica il pendente cos'è quella faccia? Lo sapevi che sarei venuto a prenderti Prima che il colpo si abbatta su di lei la morte si piega in due facendo cadere la falce. Un grumo di vermi e larve schizza da sotto il cappuccio nero. Una seconda scarica poi una terza contorcono in un fluido nero e puzzolente. Cesira cammina all'indietro confusa. Il teschio si volta lentamente verso di lei. Torna qui. Ho un lavoro da finire. Cecino! Cesira corre più veloce che può. Beh per quanto possa correre veloce una signora di Settant'anni i neon del corridoio si spengono ad uno ad uno sopra la sua testa. Sente la lama strisciare alle sue spalle il rimbombo dei passi che avanzano verso di lei. Deve raggiungere gli altri. Deve avvisarli. Svolta l'angolo. Poi un altro ancora. L'oscurità ora è totale fatta eccezione per una luce che pulsa in fondo al corridoio. Dietro la porta di vetro satinato. I bassi. I bassi della tecnobalera può sentirli. Afferra la maniglia spalanca la porta. La musica si interrompe Cesira, ansima all'ingresso, il fiato pesante, gli occhi di tutta la congrega dei cariati di arrapate puntati su di lei. Non riesce a formulare una sola frase di senso compiuto come se il terrore le avesse procurato una paresi facciale La morte in barriere? Sì! E vi giuro è lì fuori! 'sta venendo qui! Sì! Dai! Sempre la solita spezza bolgia! Cesire! Ma vi giuro! Ha preso Ugo! Rose è scompa ora stai venendo a prendere tutti noi! È qui la festa? Dalla Madonna! La morte caracolla dentro l'aula e scatena il panico. È tutto uno ciabattare di scarpe ergonomiche e sedie a rotelle in fuga. Tana madana. Abbandona la console prima che venga tranciata in due dalla Fa la morte cerca di colpire Cesira con la stessa precisione con cui un camionista prova a centrare la tassa nel bagno di un autogrill. Evidentemente non gli riesce benissimo. Ma è comunque la carneficina. Cazzo! Scusa non volevo porca merda, mi dispiace per te devo passare la settimana prossima mi è scivolata io e però anche voi eh fate apposta a piantarvi nelle facce capito? Si gira! Ma ci gira? Non vuole consegnarsela a morte schiva l'ultima fendente che va a conficcarsi nello sterno di che russa ancora sulla sedia. I tedeschi! Ma che roba è? Almeno aspetta che comporti prima di puzzare così tanto su! La faccia Incastrata la faccia. Vaffanculo! È la sua occasione. Cesira si lancia giù dalle scale sciamando insieme ai suoi compagni di corso. Raggiungono l'atrio. La porta è aperta. Vede già i primi superstiti raggiungere il parcheggio. Però manca qualcuno Dov'è finita Rosa? Hai scritto la mia nuova falsa telescopica? La smonti in tre semplici mosse e la metto via. È davvero bella. Guarda. È perfetta per quanto devi ammazzare qualcuno e non vuoi farti notare? La tengo nel suo cake Poi quando mi serve la tiro fuori la sembri in pochi secondi e e anche ergonomico. Sicuro. Non ho intenzione di cambiare. Io amo la mia falce. Cosa? La smonti in pochi secondi. In pochi […] la mia nuova faccia perfetta devo assolutamente averla nuova falce telescopica Meleconi compo La tua morte. Meglio di qualunque altra falce non telescopica. Qualunque cosa voglia dire questa cosa. Va bene L'Istituto Omnicomprensivo è una metastasi verde menta di aule e corridoi che non portano da nessuna parte. Chiunque abbia progettato quella scuola Deve aver avuto un'infanzia terribile. Cesira si avventura in quell'orrore eliminale guidata dalle luci fioche delle uscite di emergenza. Ora si sente meglio. Aver visto la morte in faccia almeno l'ha fatto passare la sbronza la testa ha solo un obiettivo trovare rosa si muove in punta di piedi il fiato sospeso e ispeziona ogni porta socchiusa Rosa Rosa sei qui Rosa Nessuna risposta. Sa che deve essere lì da qualche parte. Ma sa anche di non essere sola. Sente il vettore della morte appestare il Linoleum del pavimento. I condotti d'aria a vista persino i lavoretti dei bambini appesi alle pareti Dove sei? Cesira si volta verso il fondo del corridoio. E vede l'ombra della falce tratteggiata sulla parete. Sente l'eco dei passi che si avvicinano i due fuochi sotto appuccio di tenebra che si voltano lentamente nella sua direzione. Gesù apre la porta esclusa dentro l'aula buia in assoluto silenzio. Si dà un'occhiata attorno. Il ghigno di una martola si spalanca davanti a lei seguita dallo sguardo allucinato di un fagiano che la inchioda a terra per per lo spavento urta lo scaffale pieno di provette e afferra il becher prima che esploda i suoi piedi. Non mi uccidere ti prego! Rosa? Cesira vede l'amica rintanata sotto il tavolo da laboratorio? Ha il vestito sgualcito. Le due dita di trucco sbavate e la La permanente tutta disfatta. Non ha più nulla della vedova arzilla che aveva conosciuto a lezione. Rose sono io Cesira. Che ci fai qui? Cecira si abbassa. Con molta calma e gattona verso Rosa sente tutte le giunture scricchiolare le due signore si accucciano sul fondo del tavolo come se fossero due bambine che giocano a nascondino peccato che qui non ci sia nessuna tana libera tutti son tornata a prenderti ecco cosa ci faccio qui ci ucciderà tutti Lo so. No. È solo me che vuole. Non fare la drammatica adesso perché ho il cancro Rosa. Cosa? Cosa dici? È la verità sono arrivati i risultati della biopsia terminale a quanto pare non mi avevano avvisato però che sarebbe arrivata la morte in persona a sistemarmi devo dire che però le immaginavo più sobria. Sai è strano Mi sento un po' ridicola. Ho sempre fatto tutto come si doveva mai a letto dopo le dieci carne una volta alla settimana messa tutte le domeniche niente alcool niente sigarette per carità niente uomini. Nessuno strappa la regola mai. Ed ora Eccoci qua. Nascosti sotto un tavolo a metterla fuori un ubriacone mi dà la caccia per trascinarmi dall'altra parte. Niente male come rinfresco per un ottantesimo non trovi. Già. Inizio a capire perché il preside li abbia vietati Sì eppure non capisco se stavo così a Ugo perché mi ha invitata? Non è stato Ugo? Ho scritto io quel bigliettino. Ti avevo vista così persa che pensavo avessi bisogno di non immaginavo che che finisse così oh Rosa smettila sono io quella col cancro sono io quella che trasforma le felpe in una carne vicina fatti abbracciare Cecira sente le braccia calde di rosa stringerla forte a sé tra tutte le folli imprevedibili prime esperienze di quella serata questa è l'unica in grado di scaldare davvero quel suo vecchio cuore coi batti contate. Non si è mai sentita così viva come in punto di morte. Non ci riesco. Non ce la posso fare. La falce cade inerte davanti a loro. Cesire Eros vedono i piedi cadaverici della morte e subito dopo il tetro cappuccio fare capolino da sotto il tavolo due fuochi fattui gonfi di lacrime solfure tremolano verso di loro mi rende troppo emotivo non volevo non ho potuto oddio mi sento così stupida davvero dacci la faccia ma non potevo interrompere un momento così bello capito? Ero venuto qui per un lavoretto veloce e invece ho fatto un casino. Io io amo il turno del sabato. Odio cazzo! Ti tocca sempre stroncare dei giovani pieni di vita facendomi schiantare contro il guardrail o buttandoli nel fosso solo perché i piani alti hanno deciso così e all'inizio ti ci abitui fai un lavoro di merda posto sicuro fino a quando non ti chiedi se sia giusto o meno e allora inizi a bere per non pensarci ci provi almeno ma anche se sei inevitabile in aria che opera sul piano superiore di realtà questo non significa che tu sia uno […] Grazie Angelo. È davvero un bel gesto. Figurati. Grazie a voi ragazzi. Ora visto che mi hanno posto la patente o chi mi dà uno A casa. Io sono Johnny Faina e questo era nel grande nulla agricolo, secondo episodio, terza stagione! Ah, Terricoli, che bella sensazione uscire in orario con gli episodi. Non lo provavo dalla prima stagione. Ma andiamo subito a ringraziare le persone che hanno collaborato e lavorato a questo episodio. C'è vita nel grande nulla agricolo è un podcast scritto da me Johnny Faina con la collaborazione di Gianluca Dario Rota. Musica originali di Leonardo Passanti e Artwork di Feducci. Ma veniamo alle cose Importanti. Allora dall'otto all'undici dicembre il grande nulla agricolo va in tour nei campi da bocce e da biliardo dei circoli ARCI Ferraresi più sperduti. Esatto in collaborazione con Ferrara abbiamo hm realizzato questo mini tour che si chiama Oltretombola Tour eh dove ci sarà la nostra tombola del grande null agricolo accompagnata da un live e il live sarà la mazurca del diavolo dal vivo Remaster con Fabrizio Caveia presente quindi è una grande occasione per giocare alla tombola Vincere su così premi grande Nulla Agricolo e soprattutto ascoltare un live veramente figo. Ultima cosa. Vi ricordo che questo è un podcast indipendente cioè noi ci sobbarchiamo tutte le sbatte organizzative, economiche, produttive di questo podcast. Quindi se volete la community che ci sostiene potete oltre a venire ai nostri live dove potrete anche acquistare il nostro merce seguirci sui nostri canali social. Trovate me come Johnny Faina su Instagram oppure su Facebook così parlò Johnny Faina oppure scrivervi al canale Telegram Così parlò Johnny Faina. All'interno del quale c'è anche il gruppo di Cevita nel grande null agricolo dove ogni 'giorno ehm affrontiamo topic di ogni genere da serie TV libri, cinema, cose strane che succedono nei paesi. Insomma c'è tanta bella gente. Unitevi alla truppa Bene io vi ringrazio ci vediamo tra poco anzi ci sentiamo tra poco con un nuovo episodio e vi ricordo solo una cosa benvenuti a Villa Mara e ricordate noi non siamo mai stati qui

