02x03 Anche i maiali vanno in Paradiso
- Episodio: 02×03
- Precedente: 02x02
- Successivo: 02x04
- Data di uscita: Novembre 2021
- Voce: Johnny Faina
- Ospiti:
- Gianni Gozzoli (Agroradio)
- Stefania Medri (Assistente Automatico)
- Jacopo Morolli (Chitarre)
- Scritto: Johnny Faina e Gianluca Dario Rota
- Musiche: Hollyspllef
- Artwork: Feduzzi
- Master: Gipo Gurrado
Sinossi
Personaggi
Trascrizione
quando chiude gli occhi è come se la sua mente diventasse una chiappa sogni ogni ricordo riverbera nel buio delle scenapsi e produce vibrazioni che lo riportano epoche passate centinaia di vite che non ha mai vissuto a volte si chiede se siano davvero suoi quei sogni o che non siano piuttosto i sogni di qualche intruso che si è affacciato per sbaglio sul suo inconscio forse non lo saprà mai eppure tra tutte quelle visioni ce n'è una che continua a ripresentarsi come un déjà vu sono un paio di mani guantate che lo sollevano da terra mentre una luce bianca cerca di far breccia nei suoi occhi ciechi inspira il profumo di miele e mandorle risalta nell'atmosfera asettica dev'essere questo il profumo di dio poi un piccolo spasmo il rapido entra esce del lago ipodermico e il bruciore del cotone d'alcol che preme sul ferita. Piange forse è un pianto muto che nessuno può sentire. E mentre piange la sua fronte si forma come un varco come se qualcuno gli avesse compiccato un diamante nel cervello ora può vedere attraverso la luce. Un grande prato si apre davanti a lui come una promessa. I piedi nudi affondano nell'erba appena tagliata mentre il vento ti rinfresca la schiena è a casa almeno così pensa fino a quando il cielo non comincia a agretolarsi e una melascia nera non cola attraverso le crepe ricoprendo ogni cosa di oscurità grida forse ma nessuno lo può sentire gridare quando riapre gli occhi la realtà lo colpisce in faccia con tutta la sua ferocia e realizza ciò che già sapeva in questa vita solo il buio è reale da queste parti la via per il paradiso è lastricata di pessime intenzioni. Un nuovo episodio in diretta dalla patria dei prodotti derivati dalla lavorazione del maiale. Io sono Johnny Faina e questo è c'è vita nel grande nulla agricolo. Benvenuti a Villamare e ricordate noi non siamo mai stati qui ci tredici non ce l'ha fatta arresto cardiaco, prevedibile, un cuore troppo piccolo e una mente troppo fragile per uno della sua stazza non si è accorto nemmeno che stava per morire, nessun segno di agitazione, né di inquietudine ha iniziato a singhiozzare e poi ha tirato le cuoia. Gli altri non hanno aspettato nemmeno che il suo corpo si raffreddasse. Lo hanno spolpato fino al femore per poi lasciarlo lì in una pozza di sangue a gonfiarsi in fondo alla cella certo il cannibalismo non è una novità. Quelli si mangerebbero qualsiasi cosa se lasciate per giorni. Ogni volta che sentono dei passi in corridoio quelli vanno in fibrillazione. Sono ancora convinti che quel suono voglia dire cibo ma non lui. Non ci diciassette. Lo so da giorni che la pappa non arriverà più. Non per loro almeno la faccia da pregiudicato di Biscia fa capolino da sopra le inferriate quattro denti per quattro neuroni nessuna traccia degli incisivi li ha persi alle slot a quanto pare è quello che succede quando fai debiti con la persona sbagliata e cerchi di sfangarla giocandoti tutto di nuovo salvo poi trovarti la testa schiacciata contro la schermata del videopoker e un soprannome di merda perché non puoi permetterti un dentista C diciassette osserva l'uomo armeggiare con un pungolo elettrico sa benissimo cosa 'sta per accadere l'ha già visto nelle sue visioni ti basta fiottare l'odore di una per entrare nei suoi pensieri anche se nei pensieri di Bissi non è che c'è molto da sondare. Troppo stupido anche per covare il rancore nei confronti del suo capo. Lo stesso tizio che gli ha spaccato i denti nel suo cervello annacquato dei frizzantini c'è spazio solo per i risultati di campionato e qualche accredito nel parcheggio del resto è rumore di fondo un'altra voce li raggiunge stranamente acuta per un uomo grande come una monovolume al cappone l'uomo da un solo marrone affianca il suo collega […] sfiga e cliccandolo con la sua stazza. Tra le sue mani il pungolo sembra quasi uno stuzzicadenti. Potrebbe anche incutere timore se non avesse una voce così ridicola ma nel suo caso il debito è solo nei confronti del buon senso di cui è nato sprovvisto dato che a dodici anni ha rischiato di evirarsi masturbandosi con un'aspirapolvere. Già. Ogni tanto C diciassette riesce a intravedere nei pensieri di Al la faccia che fece sua madre quando ritrovò un testicolo impigliato tra le ventole del suo uver e a dir la verità non gli sembra nemmeno una faccia così sorpresa? Al guarda la zoo ce n'è uno morto scaviamolo da lì prima che se lo magnino loro 'sti due maroni ti peserebbe dai in fretta i due entrano nel recinto chiudendosi il cancello alle loro spalle. Gli scarponi di gomma sguisciano tra gli escrementi, zaffate di merda, si alzano al loro passaggio. Se i maiali si aspettavano di mangiare l'unica cosa che assaggeranno sono le scariche da seimila volte dei pungoli elettrici. I due afferrano la carcassa di C12 per le zampe e fanno per tirarlo fuori dalla porcilaia quando gli sguardi di C diciassette al cappone si incrociano ma il maiale non si muove anzi appoggia il suo grosso culo sul pavimento e continua a fiscia […] come per una fitta emicrania. C diciassette osserva i due custodi rantolare nella guancia. Questo è il posto adatto per loro, non per lui. Chi minchia coglioni? Un s'allunga sulla cella, una sagoma scheletrica avvolta in pantaloni cargo e pile infeltrito sotto uno smanica che ha visto tempi migliori. Tony proprietario del più lurido allevamento suino del grande nulla agricolo. I due sgarri sembrano rimpicciolirsi al suo cospetto. La testa di qua mi ha colpito. Ma dove stai? Tony lancia un'occhiata C diciassette che Erto due iridi azzurri, glaciali, si specchiano negli occhi acquosi del maiale due iridi piene di segreti peccato che ci diciassette per leggerci attraverso toni il porcaro condannato a dieci anni per associazione stampo mafioso poi ridotti a tre anni di domiciliari più estradizione in cambio di un po' di informazioni e la promessa di fare il bravo su al nord. Arrivato a Villa Mara ha messo su un allevamento di maiali con quasi duecento suini stipati in due capannoni senza ventilazione in barba alle più basilari di fini cultura ma per quanto raschi la merda dalla scarpa c'è sempre qualche pezzettino che rimane incastrato nella suola e lo stesso vale per le attività diciamo così secondarie di toni usura, recupero, crediti, traffico di ultra gangia qualche piccolo racket travestito da attività legale come la sua ultima avventura imprenditoriale. Il non si direbbe eh ma davvero un debole per i balli latino americani soprattutto per le ballerine. C diciassette tutte queste cose le sa sarebbe un informatore per se solo potesse parlare potrebbe far saltare qualsiasi accordo con lo stato e far chiudere le porcine una volta per tutte anche se questo non cambierebbe molto la sua sorte se nasci maiale nove su dieci muori salsiccia. E quando stai per essere portato al macello diciamo allora che la statistica non è di certo dalla tua parte. Porsche diavolo ma sicure che intelligente di voi paghi e merda amunì carichiamo 'sti maiali che non c'hai coglioni pieni il portello si apre davanti a loro come una bocca d'acciaio. La passerella è una sfilata verso un destino da filetto a sette euro e cinquanta al chilo in offerta. C diciassette si mette in coda e scivola nel ventre del camion mentre gli uomini di Tony lo da fuori. Poi il portello si richiude e il pavimento inizia a vibrare. Una miriade di odori nuovi gli risalgono per le narici puzza di diesel e di nebbia. A parte un profumo strano che risale dall'abitacolo pino silvestre forse ma decisamente più chimico, un'apre machic il profumo copre un odore più dolciastro, più ordinario, da maschio sudato sui quaranta, ci diciassette, si concentra su quella nota olfattiva finire al macello gli sembra una condanna sufficiente senza doversi sorbire anche un tormentone neomelodico chi diciassette grufola tra i pensieri del conducente può vedere attraverso i suoi occhi tradina scompare ai lati del finestrino mentre le prime luci del 'giorno filtrano tra la nebbia che risale dai campi non c'è nessuno nei paraggi devono essere già abbastanza lontani dal porcile sul sedile accanto c'è una vecchia copia di Max con Alessia Marcu in copertina. Alcuni santini svolazzano per l'abitacolo. Sopra il parasole c'è anche un adesivo di Gonzalo Higuain poi pregiato a penna con su scritto tu sì tu si nalotta sulla sua testa una led fiammeggianti. Nunzio. Il camionista ha un sussulto. È come se qualcuno gli stesse rovistando nel cervello con un cacciavite gli viene quasi da vomitare. Non ti agitare. Non puoi farci niente ormai. Se vuoi evitare che finisca male fa quello che ti dico io. Il corpo di Nunzio si muove come in un sogno. Non può decidere cosa fare o dove andare. Può solo limitarsi a seguire il flusso di quei pensieri che non sono suoi apre lo sportello e scende giù in mezzo alla strada spalanca il portellone […] e abbassa la rampa. Decine di maiali grugniscono fuori, docili disperdendosi per la campagna. L'ultimo scende dal camion con la calma di chi ha tutto sotto controllo anche se grufolare sulla provinciale non è tra i suoi obiettivi è un'altra la sua destinazione, il paradiso dei maiali. C diciassette fissa gli occhi catatonici del camionista. A 'sto giro sto davanti e per la cronaca la musica, la scelgo io andiamo denunzio camionista ha liberato tutti i porci metà strada che stanno facendo avanti e recita per sistemare ho bisogno di te trovava minchia denunzio e falli capire che si scherza con toni un vulcano. Il panorama si ripete monotono davanti a loro. Il grande nulla agricolo si dischiude in tutta la sua magnifica nullità ettari su ettari di campi perfettamente squadrati, tracciano la grande scacchiera dell'ingegno a in estate questa massa scura avrà i colori del pomodoro, del mais, della soia e del grano tutte cose che lui ha conosciuto solo attraverso i suoi sogni e ai pensieri che ha rubato i suoi secondini sa di essere speciale. A volte prova una per un luogo che non ha mai visitato. Un maiale romantico. Ecco che cos'è. C diciassette fa abbassare il finestrino e sporge il grugno all'infuori. Vorrebbe ispirare tutto il mondo e strappare ogni segreto alla natura e agli uomini. È tutto come nei suoi sogni. Ha visto mille volte quella strada ogni curva, ogni buca, ogni animaletto morto abbandonato sul ciglio. Non gli serve nessuna indicazione. Gli basta chiudere gli occhi e seguire quella flebile traccia che sa di mandorle e miele. È lì che 'sta andando il paradiso dei maiali almeno è così che lo chiama un grande prato verde per maiali speciali riservato a quelli come lui che si sono elevati dal fango in cui sono nati. I suoi compagni non ne erano degni. Sono nati come carne da macello e come tali finiranno prima o poi ma non lui non ci dica lui. È quel porco su dieci. Una fiappanda strombata nella loro direzione. Non capita tutti i giorni di vedere un maiale sul sedile passeggero ma non non si scompone anche perché è completamente lobotomizzato e gli unici pensieri che riesce a formulare sono quelli suo padrone suino. Non manca molto. Poi qualcosa appare nello specchietto laterale. Un vecchio granceroki del novantanove 'sta cercando di superarli. Il fuoristrada mette la freccia e inizia la manovra. Sembra tutto tranquillo eppure c'è di strano. C diciassette non riesce a percepire l'odore dell'uomo all'interno. Un forte odore di palude sembra proteggerlo da qualsiasi influsso psico olfattivo alla guida, un uomo con un occhio bendato lancia uno sguardo annunzio e accelera in avanti quando inchioda a cento metri da loro scatto di riflesso nunzio schiaccia sul freno cerca di evitare lo scontro chi diciassette vola in avanti si incastra sotto il cruscotto il camion barcolla pericolosamente mentre le ruote fischiano sotto i freni finché la corsa del colosso d'acciaio non si ferma a pochi centimetri dal gran cerochi lo sportello si apre di botto e un trascina fuori Nunzio dall'abitacolo facendolo schiantare a volo d'angelo sull'asfalto. Fine corsa, stronzo. C diciassette grunisce dietro l'uomo, il tanfo di palude è così forte che fatica a entrargli nei pensieri, riesce solo a intravedere qualche scheggio del suo passato, frammenti di un'identità che riesce a mettere a fuoco. Consorzio di bonifica, subsidenza, corpo dei sommozzatori palustri. Tutte parole a cui non riesce a dare un significato. Fino a quando non intravede un nome che ha già sentito da Toni volgore. Che cazzo ci fa un maiale sul camion? Folgore schianta lo sul Grugno di C1 chiudendolo all'interno. Gli stivali scricchiolano sul bitume mentre si avvicina Nunzio. La Fioccina gli ciondola tracolla. È l'unico souvenir che si è portato via dal consorzio prima che scoprissero del suo traffico di ultra gangia. Ha dovuto bruciare tutto migliaia di euro che aspettavano solo di essere raccolti ed essiccati. Migliaia di euro non propriamente suoi. Cioè è finito a lavorare per Tony e nel suo cazzo di night club lo deve anche al chiacchierone che lo ha incastrato diciamo che la gli serve promemoria per quando scoprirà chi è quell'infame. Allora Nunzio ti spiego come funziona. Ora tu non ti muovi di qui finché non arriva Tony così gli spieghi per benino che cazzo pensavi di fare stamattina quando hai smollato tutti quei maiali sulla provinciale manco fossi un pappone che manda a battere le sue baldracche e poi solo per curiosità che cazzo ci dovevi fare con quel maiale al volante? Porca troia Nunzio se hai bisogno di compagnia puoi passare al night qualche volta oh ci sei ma non se non dà segni di vita vita intelligente perlomeno non batte nemmeno le palpebre quando gli in mezzo agli occhi. Folgore è un sesto senso. Nunzio brutto figlio de puttana. Tony esce dal suo camioncino seguito da bisci e cappone ancora ricoperti di letame. Bloccaggio e voleva fare un'occhiata folgore così dallo come un anticipo per quello che ancora mi devi Oscar mi chiamo Folgore Oscar Folgore come minchia te pare. Ma veniamo a che? Tony allunga le sue dita ossute sotto il bavero denunce e lo spinge contro il rimorchio nunzio carissimo Nunzio io sono un picciotto che ascoltava musica de merda poi se ne viene fuori con questi atti di eroismo perché le pezzi di cui non se n'è mai fregato una beata minchia allora mi sono chiesto qualcosa sotto non so una contro personale una o forse un messaggio da qualcuno ciò che vuole diciamo così. Farmi fuori. Allora ti chiedo, per chi minchia lavori, eh, la Lega protezione animale, la ma con greca di Sant'Antonio da Padova, protettore dei porci e oppure si mantiene quei rotti in culo della banda dei carpacci, ce lo chiedo l'ultima volta. Perché minchia lavori! Lavora per me! U porco al volante! Toni e Folgore si voltano verso il grugno di C diciassette schiacciato contro il finestrino che esplode sotto il suo peso finalmente ora può distinguere perfettamente l'odore […] e sa benissimo cosa fare. Folgore sente come una fitta al cervello. Sente le mani tremare i muscoli del braccio che sostiene la contrarsi in modo strano il dente si sposta verso il petto di toni quei pensieri non sono suoi mira folgore provo resistenza ma è più forte di lui. Balla pericolosamente sul grilletto. Ah la gamba minchione! La cade a terra, folgore fissa le sue mani senza capire cosa sia successo. Una lama di dolore gli passa da parte a parte le tempie Nunzio. Come se niente fosse risale sulla ripulendo i vetri rotti dal sedile e mette in moto. Il rimorchio si stacca con un tonfo da paura. Questo dovrebbe tenerli occupati per un po' bisce e cappone corrono da toni che urla come un berro sgozzato in una pozza di sangue. Oh ma che è successo qua? U porco! È stato al cappone osserva il camion allontanarsi sulla provinciale ma torniamo con gli aggiornamenti sul traffico si allunga la coda sulla novantanove a causa di un insolito incidente stamattina un camion proveniente dall'allevamento di suini di toni detto u porcaru personaggio noto per il suo marcato, accento, malavitoso, vagamente stereotipato e che nulla ha a che vedere con le sue presunte attività illecite avrebbe rilasciato circa quaranta maiali in mezzo alla strada per poi far perdere le sue tracce. Alcuni testimoni hanno segnalato la presenza di un maiale sul sedile passeggero di un autotrasporto che coincide con l'identikit di quello scomparso. Non si esclude la possibilità di un dirottamento suino ma passiamo allo sport. Sciare in pianura è possibile? Secondo gli scienziati la risposta ovviamente no che domande ciò nonostante la Pro Loco di Villa Mara un grande prato risplende davanti a lui di un verde quasi irreale in primo piano un maiale sorridente affonda le zampe nell'erba appena tagliata mentre la brezza li accarezza la schiena alcune macchie scure da usura screpolano il cielo azzurro una scritta capeggia sopra il grugno del suino il paradiso dei stazione sperimentale di suini cultura Agrotec alleviamo il vostro futuro eccolo il paradiso una trovata pubblicitaria niente di più sui diciassette abbassa le prugne sulla distesa fangosa che si allarga sotto il cartello è tutto così diverso eden C. Lancia un'occhiata a Nunzio. È ora di andare a fare quattro chiacchiere con ehi abbiamo un problema? C'è un maiale che circola fuori dal cancello D, ripeto, c'è il custode si piega in due C diciassette osservo contorcersi dietro il vetro della guardiola. Gli è bastato captare l'odore di alito marcio per le troppe sigarette. Ripeti dopo di me problema. Lo porto dentro i dati di dieci minuti. Problema risolto. Lo riporto dentro io. Datemi dieci minuti il cancello si apre con un sibilo davanti a lui. Il custode lo segue come un burattino in divisa da security attraversano il parcheggio ricoperto di fango dove alcuni camion in tutto simile a quello su cui ha viaggiato sostano lungo i fianchi dello stabilimento il custode passa il sul lettore all'ingresso. Una lama di luce accecante si insinua tra i battenti della porta. Un corridoio asettico sotto le luci dei neon si apre davanti a ci diciassette come una promessa non mantenuta lancia un ultimo sguardo al parcheggio fangoso prima che il portone richiude alle sue spalle a dir la verità se lo immaginava diverso il paradiso su entrambi i lati del corridoio oltre le paratie uno stuolo di maiali che non pesano nemmeno dieci chili razzole in piccoli recinti attorno a grandi scrofe alimentate artifici enormi ragni metallici si muovono sulle loro teste lungo binari sospesi e afferrano con i loro artigli Lattonsoli per poi trasportarli su alcune passerelle dove vengono passati sotto gli scanner da uomini in tuta anticontaminazione prima di venir caricati su camion verso altri alleva poi una nota di miele mandorle raggiunge le sue narici. Più forte che mai. Viene da dietro la porta in fondo al corridoio. Entriamo processo personale autorizzato. Il custode esegue apatico i desideri di C diciassette. Accesso legato riprova. Dottoressa negato. Di nuovo quel maiale troppo grosso non dovrebbe stare nella nursery. Alle sue spalle uno degli uomini in tuta anticontaminazione fa la sua comparsa tempismo perfetto. C diciassette arriccia il naso e l'uomo reagisce a comando estrai il badge e lo passa sul lettore. Poi si volta verso il custode. Ora di te non ho più bisogno. Una melassa nera oscura la mente del custode. Le sinapsi si dissolvono una ad una come se qualcuno avesse spento l'interruttore dei suoi neuroni si ribaltano all'indietro e l'uomo cade a terra agonizzante mentre un fiotto di bile e vomito gli esce dalla bocca C diciassette sente un rivolo di sangue e rigagli il grugno è stato uno sforzo troppo grande anche per lui ma nessuno va in paradiso senza qualche sacrificio monitorato soggetti. I suoi sensi li rimandano sensazioni sepolte. Il naturale levigatezza dell'inoleum sotto le zampe, il vorticare costante delle ventole di areazione, il cinguettio dei sensori ma soprattutto quella casa inconfondibile di ammo la stessa che impregna i suoi sogni fasci di tubature, cavi elettrici, piovono dal soffitto e si snodano in una sede di celle in plexiglass che nascondono al mondo ciò che nessuno dovrebbe mai vedere ci diciassette si affaccia sulla prima cella due paia di occhi a come i suoi. Lo fissano apatici. Due grugniti asincroni scuotono la bestia. Il maiale fa un passo incerto verso di lui dondolando le due teste in mezzo all'intrico di sensori ed elettrodi che imprigionano il suo corpo dall'orecchio penzola una targhetta C trentaquattro una sensazione brutalmente familiare lo attanaglia avanza lungo il corridoio seguito a ruota dal suo uomo lascia passare accanto a lui una parata degli orrori da laboratorio C trentotto un suino dalla pelle traslucida illuminata dal ribollire degli organi interni flu c ventisette, un cinghiale glabro, con il grugno martoriato dalle ferite delle sue stesse zanne e infine in una cella alta otto metri, C quaranta, meglio noto come Golia, il re degli abomini così lo chiamano e per una buona ragione, otto tonnellate di […] suine e muscoli ipertrofici tenuti a bada da venti metri di catene elettrificate un gigante impotente che grunisce malinconico sotto il suo stesso peso allora è da qui che vengono quelli come lui forse è questa la grande verità sepolta nel cuore del paradiso siamo tutti il di prova di un Dio minore. E a proposito di Dio ora riesce a distinguerne l'odore. Le setole di C diciassette si rizzano lungo tutta la schiena. Un ricordo lontano solletica le sue narici. Il profumo di miele e mandorle risalta nell'atmosfera asettica fondo al corridoio illuminata solo dal bagliore bluastro una figura snella in tuta anticontaminazione studio dei parametri sul monitor vita sottile a volte nei guanti tamburellano sullo schermo interattivo non si immaginava che il suo creatore fosse una così esile e soprattutto non si aspettava che fosse una creatrice riesci a sentirmi. La donna si volta di scatto e ha come un sussulto. Mi riconosci? Ma lei non risponde. È come se i suoi pensieri ossero impenetrabili. C diciassette fa qualche passo in avanti e la Roma si fa sempre più forte eppure non riesce a stabilire nessun contatto. Ma certo quello non è il suo vero odore nessun essere umano profuma di miele e mandorle. La donna lancia un grido terrorizzata verso il suo collega non reagisce. Il piatto le si condensa nella tuta. Una nota sconosciuta raggiunge le narici di C diciassette ecco l'odore della sua creatrice odore dolciastro, banale, come quello di tutti gli esseri umani non ti ricordi di me. Silenzio. C diciassette espulso tra i ricordi della donna ma non trova nulla solo pranti di famiglia, riunioni di lavoro, vacanze in posti che non vedrà mai tutti i pensieri che non lo riguardano ed è piuttosto triste scoprire che chi ti ha creato non sa nemmeno chi sei. Mi dispiace ma questo ti farà un po' male. La donna si piega in due per il dolore. È come se le sue tempie stessero per esplodere. C diciassette scava più a fondo attraverso le circonvoluzioni della sua mente tra le pieghe della memoria in mezzo ai pensieri strozzati dalla quotidianità finché una luce non l'abbaglia proprio come nel sogno. La vede. Una piccola macchia rosa si agita tra le braccia della sua creatrice. Lei tiene tra le mani, guantate qualcosa, sembra una pinzatrice, è un istante, come il rapido entra esce di un ago ipodermico, la targhetta. Ecco quel dolore. C diciassette il suo nome, poi la creatrice ripone la creatura insieme ai suoi compagni, gli stessi destinati al macello e posa lo sguardo sullo schermo programma di neurosviluppo per la suini cultura città cognitive meno trentatré virgola sette per cento sensibilità allo stress, meno quarantadue virgola cinque per cento, reattività agli stimoli ambientali meno cinquantuno virgola sei per cento, la creatrice inserisce il suo nome all'interno del database unità C diciassette, protocollo di verifiche idoneità all'allevamento, superato, procedere alla distribuzione quindi è questo che sono un errore di calcio, una variabile non registra dallo statistica, un dato di un database la donna crolla sul pavimento priva di sensi il fiotto di sangue sulle narici di C diciassette si fa più denso un vuoto senza confini lo divora dentro osserva la sua creatrice immobile ispirare affannosamente dentro la tuta non c'è nulla di divino in tutta quella fragilità è solo un altro ammasso biologico che lotta per un po' di ossigeno come tutte le creature qui dentro del resto ci diciassette ci volta verso la porta del laboratorio la luce rossa intermittente conferisce gli abomini nelle cellule un aspetto quasi demoniaco evidentemente il paradiso non fa per lui. La porta si spalanca, storditori elettrici rondano all'ingresso, C diciassette lancia uno sguardo prima il suo uomo, lascia passare, poi alla schiera di uomini dell'agrotech in tutti i contaminazione che gli bloccano la strada se volete giocare a fare almeno imparatore perché potrebbero permettere di credere in voi un giorno il badge dell'uomo lascia passare, scivola sul lettore, spezzarsi di catene, n grugnito abominevole scuote lo stabilimento dalle fondamenta otto tonnellate di furia suine e muscoli pertrofici si abbattono sugli uomini del il grugno mastodontico si apre su di loro come una voragine pronta a inghiottire il mondo il resto è solo restritore di Fauci. Interrompiamo la telecronaca della gara di sci in bassa per una notizia straordinaria. Incendio alla stazione sperimentale di suino, coltura, agrotech, la lungimirante multinazionale delle l'agroindustria. L'incendio sarebbe stato provocato da un generico guasto al quadro elettrico o qualsiasi cosa possa causare un disastro del genere senza destare sospetti. Le circa la fuga di aberranti, maiali geneticamente modificati sono perciò da considerarsi un'invenzione diffamatoria di qualche ambientalista rancoroso. Ciò nonostante se avete informazioni su un maiale telepatico a bordo di un camion targato T e sette zero M e siete pregati di segnalarlo alle autorità competenti ma ora torniamo alla telecronaca. Il numero trentacinque ancora immobile ha il blocco di partenza a causa della mancanza di pendenza lo sportello del camion si apre con uno diciassette nello specchietto retrovisore osserva le fiamme che divorano lo stabilimento di suini cultura Agrotec se non puoi avere il paradiso devi accontentarti dell'inferno il camionista mette in moto mentre la risuona come un vago eco di vittoria. C diciassette lascia che i suoi pensieri corrano liberi dalla testa vuota di Nunzio al suo fianco e la sterminata campagna fuori dall'abitacolo il panorama si ripete monotono davanti a loro la nebbia della sera comincia gli ultimi raggi del sole. Il grande nulla agricolo si dischiude in tutta la sua magnifica nullità. Un'aria frizzalantina risale dal finestrino sfondato fra tutti gli odori però C diciassette riesce ancora a sentire quel leggero aroma di miele e mandorle su un velo di malinconia sembra oscurare il suo muso da maiale anche quell'odore ormai non significa più niente per lui ormai c'è solo un profumo che lo riesce a inebriare quello della vendetta non più metti qualcosa ho bisogno di rilassarmi io sono Johnny Faina e questo era cioè vita nel grande nulla agricolo episodio tre stagione due sì okay ce l'abbiamo fatta a casa questo episodio sembrava davvero impossibile. Io ringrazio tutti voi ascoltatori per aver pazientato una settimana in più per l'uscita. Inoltre ragazze vi chiedo scusa soprattutto a tutti i dieci siciliani per il mio terribile. Vi prego non prendetevela […] anzi se avete dei consigli su come migliorare le mie doti di siciliano vi prego segnalatemelo. C'è una lunga lista di persone che vanno ringraziate per questo episodio. Comincio dal primo Alessio Russo che ci ha permesso di registrare nel suo fantastico studio ringrazio poi Jacopo che ci ha prestato un paio di ricchi di chitarra per questo episodio qui e ovviamente ringrazio anche Stefania e Gianni Gozzoli che come sempre ci danno una mano. Il team del podcast è sempre lo stesso è stato scritto e pensato da me Nicola Valandro e Johnny Faina insieme a Gianluca Dario Rota, musica originali di Peduzzi e Master di Gipo Gurrado. Oh allora Terricoli tenetevi pronti perché nei prossimi giorni lanceremo una serie di novità e di iniziative che vi consiglio assolutamente di seguire per cui seguiteci sui nostri social. Trovate me come Gianni Faina poi la pagina Facebook così parlò Johnny Faina il mio sito Johnny Faina il mio canale Telegram così parlò Johnny Faine insomma seguiteci dappertutto e soprattutto se vi è piaciuto l'episodio o gli episodi condividetelo con i vostri amici e le vostre amiche insomma parlatene aiutateci a crescere allora eh scusate è arrivato da mangiare ah hai fatto il delivery fa sentire madonna ma cos'è? Ma è pure ah è pure sporco è pure sporco stra buono questo qui ma questo è quello che fanno quello che fan qui isola eh okay dai allora se lo metti lì arrivo minchia stravolto eh va bene ah okay pericoli eh scusate è arrivata la cena ci sentiamo tra un paio di settimane con un nuovo episodio sempre qui a Villamara e ricordate noi non siamo mai stati qui ce l'hanno messa la barbecue

