02x01 Bonifica Et Impera
- Episodio: 02×01
- Precedente: 01x10
- Successivo: 02x02
- Data di uscita: 11 Ottobre 2021
- Voce: Johnny Faina
- Ospiti:
- Gianni Gozzolo (Agroradio)
- Stefania Medri (Pubblicità Agrotech)
- Andrea Bratti (Contributo Musiche)
- Scritto: Johnny Faina e Gianluca Dario Rota
- Musiche: Hollyspllef
- Artwork: Feduzzi
- Master: Gipo Gurrado
Sinossi
Personaggi
Trascrizione
Sapeva quali rischi correva almeno credeva di saperlo sapeva anche che con questo tipo di fenomeni è difficile fare calcoli o previsioni ma sapeva che scienza e improvvisazione spesso non vanno d'accordo specie quando si è sotto pressione è che a volte la ricerca è come un salto nel vuoto devi incrociare le dita e sperare che sotto sia morbido e l'astronauta dissalti nel vuoto sa qualcosa. Un istante prima aveva i piedi ben saldi sull'orlo del cratere. Ad un passo dal comprendere l'origine del segnale mentre gli uomini del consorzio tenevano gli occhi puntati su di lui e un istante dopo volteggiava in un turbine di nebbia mentre lo il tempo si spalmavano sull'orizzonte degli eventi come stracchino su una piadina. Il resto è silenzio precipitare senza precipitare può giocare su strani scherzi alla mente. È come se il peso del tuo si annullasse insieme anche la più vaga percezione di te stesso. Un po' come se tutte le cellule, le proteine e gli aminoacidi che compongono quell'involucro di carne e pensieri che risponde al tuo nome non fossero altro che minuscole particelle di umidità sospese nel vuoto non sei più un povero Cristo disperso nella nebbia sei tu stesso la nebbia almeno questo è quello che pensa l'astronauta pochi istanti prima che la sua parabola portatile riprenda vita ogni vaso sanguigno ogni nervo ogni foruncolo della pelle è attraversato uno strano formicolio la gravità è una piacevole brezza che lo trascina fuori dalla foschia un paesaggio si riflette sulla visiera macchiando il biancore che lo accerchia poi l'accelerazione il suolo che si concretizza sotto di lui e il fango in cui sprofonda in un sonoro flop. Incrociare le dita questa volta ha funzionato. Atterraggio morbido anche se disgustoso. Si solleva a fatica. Si sistema il casco e si ripulisce la giacca come può quando nota una piccola scucitura all'altezza del cuore. La toppa mi sono perso. Non c'è più. Poi alza lo sguardo. Una palude sconfinata si allarga attorno a lui macerie vagamente familiari boccheggiano per metà sommersa in d'acqua scuri come le nuvole sopra la sua testa. Poco distante strozzato dai rampicanti un riflesso bianco attira la sua attenzione è un cartello c'è scritto Villamara da queste parti il presente sono le macerie del futuro un nuovo episodio in diretta dalle rovine della civiltà agricola. Io sono Johnny Faina e questo è C'è vita nel grande nulla agricolo benvenuti a Villammare e ricordate noi non siamo mai stati qui l'astronauta muove qualche timido passo nel nuovo mondo anche se nuovo non è proprio l'aggettivo adatto per quello che ha davanti sapeva a cosa andava incontro ma non immaginava che sarebbe finita così si incammina lungo un residuo di strada che si le pozze d'acqua infestate di canne palustri e ipervegetazione la vecchia provinciale novantanove l'unica strada che conduce a villa mara o almeno a quello che ne rimane supera la vecchia piazza divenuta ormai una latri che ribolle di vita primordiale tra i resti del campanile crollato. Grosse rane, gracidano tra gli spalti sventrati del teatro in perenne stato di ristrutturazione. Un airone spicca il volo in un frullio d'ali attraverso le vetrate esplose della piccola galleria commerciale poi di nuovo il silenzio interrotto solo dai suoi passi che affondano nella necropoli che un tempo chiamava casa no non doveva finire così all'incrocio una vecchia insegna spicca sopra le carcasse delle auto abbandonate l'astronauta si avvicina, la melma gli riempie gli scarponi, nuvoli di insetti si sollevano al suo passaggio, la ruggine sembra quasi formare un sorriso sulla saracinesca abbassata l'astronauta di spogli lo sguardo osserva i caratteri riflessi nell'acqua pizzeria Taruti la pizza per veri Rudi peccato adorava quella pizzeria adorava ordinare una lurida America ogni volta che giocava l'Inter e adorava passare le sue serate insieme a Goblin il fattorino delle pizze […] ma adesso non c'è traccia. L'astronauta si lascia andare contro la parete della pizzeria forse non sapeva davvero a che cosa andava incontro forse non l'ha mai saputo è come se tutto ciò che ha sempre conosciuto e amato fosse sprofondato in un incubo sotto forma di collasso ecologico qualsiasi tentativo di contenere la subsidenza è fallito, la civiltà non è più cosa gradita a villa amara, poi una leggera vibrazione increspa e riflesso ai suoi piedi, un gorgoglio, seguito da un sibilo che sa di morte per annegamento, l'adrenalina è una scarica elettrica che galvanizza i sensi. L'astronauta porta una mano al coltello multiuso un'ombra sguscia sotto il pelo dell'acqua. C'è qualcosa nell'acquitrino una massa di e fauci si srotola davanti a lui. L'astronauta lancia un'occhiata al modesto dispositivo di autodifesa. Non ha molte possibilità contro un'anguilla di quindici metri. La creatura spalanca la bocca in un vortice di zanne e bile, quattro paia d'occhi, mondi pregustano il banchetto. L'astronauta fa per evitare l'assalto, ma inciampa sui detriti e cada all'indietro, no, non doveva proprio così la cosa si scaglia su di lui quando un colpo esplode alla sua destra un fluido verdogne lo sfregia il muso dell'abominio che rantola in modo innaturale anche per una gigantesca anguilla mutante altri due colpi e gli occhi del pesce sparpallano come in preda a un cortocircuito prima di del tutto. L'astronauta guarda in direzione del cecchino sopra lo scheletro di una Ford Fiesta un cyber soldato abbassa il fucile di precisione dal design avveniristico. Lacche ergonomiche ricoprono il corpo come un scheletro sintetico, il volto dietro una visiera high tech con lenti polarizzate sopra l'elmetto un simbolo che ha già visto altrove Agrotech corporation la spietata multinazionale dell'agroindustria. Non sa dirlo con certezza ma il suo salvatore gli sembra un po' troppo in carne per far parte di post apocalittica. Non fa in tempo a ringraziarlo che porca troia una raffica di colpi esplode sopra di lui e il cyber soldato crolla inerme sul parabrezza rilasciando fluidi violacei su tutta la carrozzeria. Alza lo sguardo. Un altro miliziano in divisa mimetica è appostato sul tetto della la bocca del fucile si abbassa sopra di lui. Sente il colpo scivolare nella canna il dito fare leva sul grilletto. Se doveva finire così era meglio farsi arrestare dal consorzio. Il colpo fischia pochi centimetri dalle sue palle non avrà una seconda occasione l'astronauta si precipita in una fuga disarti tra le carcasse d'auto metricolpi si infrangono nella palude circostante deve trovare un riparo si accuccia nel vano di un fiorino sbrindellato ecco di passi nella strada allagata il tiratore lì lo sente avanzare nel cimitero di automobili e non è solo una voce femminile lo sei un coglione! Lui era dei nostri! Spiace attraverso il parabrezza sfondato del furgone dalla parte opposta. In fondo la strada c'è un grande edificio di cui non ricordava l'esistenza potrebbe nascondersi lì finché non gli viene un'idea migliore serve un diversivo. Scusa, ho sbagliato, va bene. Lascia perdere piuttosto controlla lì dietro. Io do un'occhiata in fondo alla strada. L'astronauta incrocia le dita, come quando l'Inter va ai rigori sul campo, perde, apri la giacca, allunga la mano, ta destra interna. Bingo! Una promessa di salvezza scintilla tra le sue mani. Questa volta tocca a lui aggiustare la mira ehi ehi ho visto qualcosa ma che cazzo un razzo di segnalazione esplode attraverso il parabrezza cieca gli inseguitori per quanto polarizzate quelle visiere non sembrano poi così high tech ora o mai più l'astronauta schizza tra le auto salta sui tettucci si lancia sul residuo di marciapiede e si fionda nell'erba alta verso l'edificio in fondo alla strada supera una trincea ricoperta di detriti e scivola attraverso uno squarcio della recinzione deve solo trovare un ingresso di qua! Due colpi scoppiano le sue spalle si addentra in un labirinto di bancali e container arrugginiti ci dev'essere un'entrata o qualche cosa poi la vede una grande porta in acciaio afferra la maniglia sbaglia il rigore ei fottuto. Una pressione. E l'astronauta si catapulta in un caleidoscopio accecante di luci. Gli serve un po' di tempo per mettere a fuoco. Un via vai di ombre si muovono incuranti sullo sfondo poi una voce lo risveglia dallo shock. Benvenuti ad Agricol. Il primo centro commerciale Abrotech, la lungimirante multinazionale della proindustria anno duemilasettantasette, il mondo è al collasso, da decenni, sconvolgimenti climatici stanno mettendo la civiltà alle strette, nel grande la subsidenza allunga i suoi tentacoli su una villa mare impotente. Impossibile resistere. Quello che resta della cittadina nota un tempo per la sua fiera canina è un podcast di cui ora non ricordiamo il nome è solo un cumulo di macerie compreso tra relitti umani, abomini mutanti, per un pezzo di terra asciutta sono una truppa d'élite si oppone al caos e alle barbarie risiede soldati l'ultimo avamposto del consorzio di bonifico bonifica e tintera extreme paintball è la prima arena […] realizzata da la lungimirante multinazionale del lagroindustria che vi permette di sublimare i tuoi istinti omicidi in una fedele riproduzione di villa mara. Unisciti alla milizia e sfida i tuoi amici in uno scontro a fuoco in tutta sicurezza. Grazie alle nostre protezioni ergonomiche e ai vostri fucili a vernicia potrete assaporare l'ebrezza della strage senza tutte quelle noiose complicazioni illegali. La regola è una sola bonificare o morire. Vi aspettiamo presso il nuovo centro commerciale Agroson a Villamara prenotazione obbligatoria sconti riservati ai membri del consorzio di bonifica e di pendenti Agrotech info sul nostro sito WWW punto bonifica di punto com bonifica e timpera, extreme paintball insegna al neon ronza in un'aureola di laser intermittenti l'astronauta la fissa immobile, le ginocchia ancora molli, il casco ingombro di senza risposta. La febbre da saldi frigge l'aria intorno a lui è tutto un frullare di famiglie sbronze di novità e adolescenti in estasi da consumo. Il tutto accompagnato dai migliori successi della peggiore musica italiana. Sapeva che la nebbia non sceglie dove parcheggiarti ma non si immaginava di finire in un centro commerciale la porta davanti a lui si spalanca sono loro i cyber soldati Hagrotec e con loro c'è anche il suo presunto salvatore tornato miracolosamente incolume dall'apocalisse grazie Pippo no grazie davvero di avere colpito me al posto di quell'anguilla gigante il cyber soldato si leva il casco liberando una chioma di lunghi capelli unti di sudore eh già scusa eh mi sono distratto l'astronauta indietreggia di un passo aspetta quello è Giovanni Zaffagnini in arte Zaf del gruppo di indagine paranormale di Villa Mara. Quasi non lo riconosceva senza senza come cazzo li chiamavamo nella prima stagione senza hip senza i piru piri. A quanto pare ora oltre al metal e ai fantasmi il GIP ha scoperto nuova passione. Il pantable. Dai, facciamoci un altro giro, no grazie, non ho altri cinquanta euro da buttare per farmi sparare dal mio migliore amico. Pippo, io te l'avevo detto che era dei nostri. Ho il grilletto facile, va bene? Sì, ma è una mira di merda. Marika non ti ci mettere pure tu il volto di Marica emerge da sotto il casco in un fluire di capelli rosa aspetta un fluire di capelli rosa ma scusa nella prima stagione non avevi i capelli azzurri io ero sicuro che avessi i capelli azzurri nella prima stagione anche l'astronauta ne è certo i suoi capelli sono sempre stati azzurri c'è qualcosa che non va. Benvenuti ad Abroton il primo centro commerciale Agrotech la donzemirante multinazionale dell'agroindustria solo da Adroson trovate prodotti dell'altro mondo a prezzi da terzo mondo. Solo per questa settimana. Pezzo di pollosaura sette euro e novanta al chilo quattro euro e novanta al chilo. Piantina di basilico a prova di studente fuori sede a soli un euro e novantanove. Scegliete i prodotti Abrotec, scegliete il futuro e tra pochi minuti presso il nostro auditorium, vi aspettiamo per l'inaugurazione del nostro centro commerciale con un ospite speciale l'astronauta. Non mancare il suo nome chiamano il suo nome. Non è possibile. L'astronauta barcolla come se la terra si aprisse di nuovo sotto i suoi piedi lasciandolo solo a fluttuare nel nulla. Un grappolo di borse da shopping lo travolge. Una signora tutta animalier bloccati lo spintona nemmeno accorgersi di lui mentre i nove al guinzaglio. Quella era il dapasotti. Levarsi dal binario prego. Il trenino agrosoltour lo punta senza il minimo accenno di frenata. L'astronauta scarta di lato per un pelo imbocca un corridoio, evita la folla, si appoggia muro e arranca mentre tutto comincia a girare. Le luci delle vetrine si riflettono sul casco come fotogrammi di un viaggio interstellare immensi cartelloni pubblicitari lo sovrastano. Chi ha paura del pesce se volete velocemente vi lascio sbatte contro un muro ma non è un muro giacca, cravatta, camicia tirata al limite della resistenza sopra due pettorali di cemento armato puzza di palude quella non te la toglie nessuno tanto meno un dopobarba da discount. L'astronauta alza gli occhi. Folgore niente tuta da sommozzatore, niente fiocina, niente simboli del consorzio di bonifica, la benda sull'occhio è l'unico souvenir di quando era ancora l'unico custode della subsidenza. Prendi questo elevati dai coglioni l'astronauta fissa il volantino passione latina, cuore padano, nuova gestione folgore promoter di un night club latino americano un epilogo piuttosto infelice anche per una parabola machista come la sua l'astronauta si trascina in un angolo controlla il respiro ci sarà un'uscita da qualche parte si guarda attorno la folla sciama verso l'auditorium come un'orda di zombi senza volontà ma qualcuno cammina controcorrente sgomitando nel marasma riconosce quel un volto devastato dai segni dell'acne. Goblin l'astronauta si fa largo nella fiumana di carrelli e passeggini non è mai stato così contento di vederlo nemmeno quando gli portava la pizza alle due di notte nemmeno quando guardavano l'Inter insieme al bar nemmeno quando passavano ore nel suo astro camper a decifrare misteriosi segnali spazio profondo. Si sbraccia più non posso finché Goblin non si volta verso di lui. L'astronauta lo saluta. Gobin lo fissa. Poi alza una mano e gli pianta in faccia un chiaro, distinto, inequivocabile dito medio. Poi gli volta le spalle parisce nel dedalo di corsie e vetrine in allestimento. Okay. Ora forse ha bisogno di sedersi gli sembra di camminare su un pianeta alieno, la condensa gli appanna, la visiera, cade in ginocchio al centro dell'immensa congestionata dalla folla, quasi quasi preferiva lo scenario post apocalittico a questo. Guarda mamma! L'astronauta! Alza lo sguardo ma il bambino non 'sta indicando lui segue il ditino che punta in alto proprio sulla sua testa rimane paralizzato un titano di otto metri incombe sopra di c'è il casco, c'è la parabola, la cinta, c'è la toppa con la scritta, mi sono perso, il suo doppio gonfiabile svetta nella hall, sovrastando l'ingresso del centro commerciale, tra le mani, uno striscione, benvenuti ad si lascia cadere contro l'immenso stivale di anche senza la toppa sulla giacca ne è abbastanza sicuro questa volta si è davvero perso un'ombra gli si avvicina a bordo di un monopattino elettrico la piccola ruota inchioda sotto la massa del conducente sneaker bianche come il teschio di un neonato nel suo campo visivo. A giudicare dalle dimensioni porta un quarantotto. Se ti becco ancora una volta sbronzo sul lavoro ti rispedisco a fare l'animatore per bambini a calci in culo. L'astronauta scruta, distratto il faccione che lo fissa dall'alto grandi […] occhi bovini luccicano dietro lenti graduate. Pochi capelli, mal distribuiti, identi come piccole perle attaccate col alla gengiva. Oh, ci sei? Guarda che con me puoi parlare. L'uomo, lo strattone lo trascina di peso, un bel identificativo ciondola sopra il petto nella camicia. Marco Morini responsabile sicurezza consorzio di bonifica di Villamara. Grazie grazie. Di solito quando si fa questo genere di discorso il pubblico si aspetta che l'oratore con un breve aneddoto personale mettendo in mostra il suo lato più umano soprattutto se l'oratorio in questione è il dirigente di una multinazionale e va bene assecondiamo questo cliché non tutti sanno che anche io sono nato a Villamara come molti di voi del re e quando nasce a Villamara cresci ascoltando strane storie, talvolta misteriose a tratti oscure spesso fantasiose. Invece quando si parla di subsidenza o come la chiamavano una volta la per una mente perspicace e curiosa queste storie sono la benzina che accende l'ingegno solo l'immaginazione ci permette di vedere al di là degli ostacoli del presente se sono la persona che sono è anche grazie alle storie dei miei nonni eppu crescendo quella stessa mente perspicace e curiosa deve abbandonare le fantasie infantili per dar forma alla propria di storia. La superstizione è la metastasi del passato che inquina il presente e compromette il futuro. E se siete qui oggi è perché anche voi credete nel futuro. Ma il futuro non è una paga promessa di progresso no. Il futuro è un progetto che si concretizza 'giorno dopo 'giorno. Da quando ATOtech è entrata a far parte del consorzio di bonifica i risultati sono sotto gli occhi di tutti. Grazie alle nostre tecnolo dopo decenni la subsidenza si 'sta ritirando ogni settimana sempre più ettari di terreno vengono strappati alla palude e nel giro di poche settimane ma il borgo la comunità utopica sognata dal podestà quasi due secoli fa riemergerà dalle acque oggi io sono felice di inaugurare davanti a voi la pietra angolare di questo progetto il centro commerciale Agroson, il primo tassello di un grande polo all'avanguardia nella ricerca e nello sviluppo agroindustriale grazie il grande agricolo non è mai stato grande come oggi che c'è? Vuoi fare ancora qualche battuta sulla mia dieta? Morini allunga le dita nel sacchetto di specchiandosi nel casco dell'astronauta occhio perché a quell'altro non è andata bene Illumina una manciata di patatine senza distogliere lo sguardo se vuoi queste non sono per me una gazza ladra gli plana sulla spalla attaccato alla zampina lampeggia un piccolo segnalatore ecco brava oh brava brava Ester sì sì ti do la patatina eh una per Marco e una per troia maledetta ridammi il sacchetto il pennuto si allontana svolazzando con la refurtiva Morini si gira di scatto verso l'astronauta prova a ridere e ti faccio incara l'istante ma l'astronauta non ride e non tanto perché l'astronauta si sa non parla mai ma perché qualsiasi movimento incontrollato potrebbe farlo precipitare nel vuoto e questa volta non può sperare in un atterraggio morbido senti lo so che qualsiasi norma di sicurezza sul lavoro ma fa parte del contratto Serpico voleva un'entrata ad effetto e noi gliela diamo giusto? La astronauta annuisce senza sapere minimamente di cosa stia parlando quel tizio una leggera brezza salmastra si leva la subsidenza. È così in alto che può vedere il sole morire nella palude mentre le prime stelle crivellano il cielo. Sarebbe anche una visione romantica. Se non fosse sospeso a quindici metri dal suolo legato ad un paranco elettrico tutt'altro che affidabile. Il palco è un piccolo rettangolo di luce che displende da qualche parte sotto i suoi piedi. Sente gli applausi risalire attraverso il lucernario del centro commerciale. Okay si va in scena un leggero strattone e l'astronauta inizia la sua discesa l'ultima cosa che vede sono i occhi bovini di morini che luccicano nella penombra prima di sparire sopra di lui. Ora lasciate che vi introduca la star di questa serata. La figura che abbiamo eletto testimonial di questo slancio verso il futuro. Una persona che rappresenta per tutto ciò che per questo paese l'anello di congiunzione tra la villa amara che era e la villa amara che sarà signori e signore l'astronauta i flash delle fotocamere rimbalzano da una parte all'altra dell'auditorium mentre a terra leggero sul parquet pochi centimetri al contratto col suolo. Primo passo il sorriso di Ivan Serpico si deforma nel riflesso del casco allargandosi a dismisura secondo passo tra le prime file vede i soci del contratti in grotteschi sorrisi di comodo ma tra tutte quelle facce senza nome solo un vol i suoi pensieri. Sono gli zigomi affilati di una donna che sotto una plombi impeccabile cena un segreto che li lega da prima che tutto questo accadesse. È lo sguardo di lei che intercetta la scucitura sulla giacca poco sopra il cuore l'intuizione si materializza in una piccola ruga della bocca. Lei sa che lui, lui sa che lei, Madame, trattiene il fiato. L'astronauta indietreggia, si slaccia l'imbracatura, va per allontanarsi, ma sente la mano di servico, strisciare dietro la sua schiena e poi le dita, fondare nella sua spalla, come se fossero amici sempre. Come se avesse la minima idea di chi sia l'uomo che lo sta abbracciando. Una quinta del teatro si schianta al suolo. Una massa in forma e si agita sotto il tulle nero va a godore di liquore casalingo, gusto rammarico, scelpico e l'astronauta si voltano verso il luogo dell'incidente quando un casco emerge davanti a loro in un sonoro oh della folla eh facciamo sentire il sonoro o della folla ecco esatto quel tipo di oh sonoro davanti a tutta la kermesse Villa Marese senza contare i curiosi, un secondo astronauta si materializza sul palco visibilmente disorientato, muove un passo malfermo verso il proscenio, solleva una mano verso il pubblico in segno di saluto o forse di aiuto per poi crolla svenuto alla vista del suo se volevano un'entrata d'effetto non potevano chiedere di meglio che cazzo succede qui la voce di Serpico è un sibilo pieno di sospetto ma anche se potesse l'astronauta non saprebbe cosa rispondere anche se […] inizia a farsela. Alcuni uomini del consorzio appaiono dalle quinte per rianimare il suo doppio catatonico. L'astronauta lancia un'occhiata in fondo alla sala sfora scatto da velocista. Il cuore pompa come una cassa dritta dribbling tra le file. La folla è un voltarsi sincrono di facce sconcertate, brucia i pochi che lo separano dall'ingresso, uscite in scivolata tra i grill alla porta, congelati in un placcaggio plastico. Recupera la postura eretta. La galleria del centro commerciale la periferia dello sguardo in uno scintillare di vetrine e coppiette che si scansano problema due della security lo segue uno stretto giro. Soluzione rovesciare il carrello della spesa la signora qui davanti e coprire la fuga. Danni collaterali signora furibonda una dozzina di uova fresche perdute per sempre. Lato positivo. Neanderthal fuorigioco con scivolone su albume. L'astronauta sarà resta. Goblin davanti a lui bevi un frappè dalla cannuccia. Gli appoggia una mano sulla spalla i loro occhi sono così vicini che Goblin potrebbe contare le cicatrici dell'acne riflesse sulla visiera. Te l'ho già detto non mi fido di chi mangia la pizza con forchetta e coltello non fa in tempo a finire la frase che viene spinto di lato. Il frullato volteggia nell'aria prima di esplodere in una macchia lattiginosa sul finto marmo mentre l'astronauta si dilegua verso l'ingresso del centro commerciale, nel corridoio, alle sue spalle, Marco Morini sfreccia sul monopattino elettrico alla testa di una del consorzio tallonando chiunque si nasconda sotto quel casco anche se ora forse pure Goblin inizia a farsene un'idea merda fine corsa gagarin morini gli taglia la strada con eleganza inattesa tracciando un semi attorno a lui sul monopattino. I suoi uomini lo seguono alla spicciolata allontanando i curiosi che ingombrano la hall. Sopra le loro teste. La pantagruelica copia dell'astronauta veglia sull'ingresso come un dio in PVC e accasciato ai suoi piedi invece la versione ridotta arne e ossa anzi ma dentro il casco allora ti riconosco che sei più in forma della tua controfigura sicuramente più sobrio ma puoi stare certo che stai precipitando in una voragine di merda e questa volta non c'è nessuna imbracatura a tenerti l'astronauta solleva appena la battito irregolare, acido lattico sopra la norma, ossigenazione del sangue critica. Due fughe rocambolesche e un sequestro di persona in una sola giornata sono troppo anche per lui anche se sperava almeno che non finisse per mano di un tizio su un monopattino elettrico ti faccio una proposta. Ora tu ti alzi e con tutta la calma del mondo mi segui fuori di qui. Oh io e te ce ne andiamo in un posticino tranquillo, tranquillino e mi racconti dove sei stato, come è andato il viaggio, come stracasso, sei finito qua, in tesi? L'astronauta è inteso no? Solo che la proposta diciamo non è nelle sue corde. È tutto qui. Altri piani per la mente uno in particolare. Incrocia le dita come quando l'Inter finisce ai rigori e con questo tiro. Si gioca la partita. La mano scivola dietro la schiena, il coltello multiuso si materializza pochi centimetri gli occhi bovini di Morini che scatta all'indietro come un gatto idrofugo un istante e a Lama si conficca nello stivale gonfiabile porca puttana un soffio d'aria calda investe Morini e gli uomini del consorzio il Titani in PVC sussulta e si apploscia su di stringendoli nel grande abbraccio dell'astronauta. Ma quando riemergono dell'altro non c'è più traccia. È già oltre le porte automatiche, oltre il parcheggio per disabili, oltre le colonne di carrelli ammucchiati in quell'immenso spiazzo di cemento che una volta era stato il belvedere sulla vuoi un rumore familiare? Il suono che solo la marmitta non omologata di un booster di seconda mano sa fare immagino che non hai bisogno del casco Goblin gli sorride da sopra la sella mentre le lettere luminose compongono la scritta Akrozon si accendono alle sue spalle. In effetti un passaggio gli farebbe comodo. Ancora da accertare le cause dei disordini avvenuti oggi durante l'inaugurazione del centro commerciale Agrozon. Quando due testimonial del tutto si sarebbero scontrate sul palco nel più tradizionale incidente ad un evento pubblico di cui questo paese sembra non poter farne a meno. A questo proposito si è espresso Ivan Serpico il dirigente l'aspettata multinazionale come sarebbe dire che siamo stati acquisiti ma io non ne sapevo niente. Stavo dicendo ehm Evan Serpico, il il dirigente Agrotec, la lungimirante multinazionale della Groindustria, ha commentato così tutti vogliono essere l'astronauta, ma solo uno è quello approvato dal nostro ufficio marketing faremo luce sull'accaduto con la fedele collaborazione del Consorzio di Bonifica. Ma continuiamo con la cronaca. Nuovo colpo della banda dei Carpacci. La presunta organizzazione criminale proveniente dalle macerie dell'Unione Sovietica e dai dintorni di Ferrara il motorino inchioda dove ha sempre inchiodato ogni domenica sera a fine turno fango e polvere sulla scocca il consorzio a occhi ovunque ma scarseggia inghiottrie specie sulle strade secondarie si leva il casco e spinge il retro della pizzeria Darudi. La pizza per veri Rudy. La notte profuma di pioggia e letame odore di casa ma non tutti rientri su un lieto fine ah già per quanto Rudy sia uno stronzo ci sono rimasto male anche io. L'astronauta osserva l'insegna spenta sopra la saracinesca abbassata un dejà vu come un minuscolo insetto di ghiaccio che si arrampica lungo la spina dorsale dove la ruggine sembra formare un sorriso c'è un piccolo foglio plastificato. Attività sospesa per somministrazione di alimenti contaminati Goblin tira fuori una chiave dal moschettone vieni. Ti devo aggiornare su un paio di cose. La saracinesca si rumorosamente dietro di loro. Tutto si spegne a Villamara come se la notte inghiottisse ogni suono. Tranne il gracchiare di una piccola gazza che plana docilmente sull'insegna della pizzeria e osserva il paese che dorme attenta io sono Johnny Faina e questo è vita nel grande nulla agricolo rimandata seconda stagione! Eh sì avete sentito! È iniziata la seconda stagione di nel grande nulla agricolo con questo episodio pieno di colpi di scena. Allora innanzitutto ci teniamo a ringraziare gli ospiti di questa puntata che sono nel ruolo di Agroradio e la bravissima Stefania Medri nel ruolo di tutte le pubblicità che avete sentito. Inoltre un altro ringraziamento ad Andrea Bratti che ha collaborato con noi alle musiche di questo episodio. Come sapete il team è sempre lo stesso la voce e diciamo del podcast che sono io, Johnny Faina con l'aiuto di Gianluca Dario Rota, musiche originali di Leonardo Passanti, in arte, grafiche di Feduzzi e il master è sempre del buon jeepo burrado. Allora, un po' di notizie, eh innanzitutto sul nostro ci sono tutte le nostre […] in vendita per cui se volete supportarci e sostenere questo podcast andate a comprare inoltre trovate anche la nuova maglietta con allegato il bootleg del Villamara Drive In che è il nostro primo spettacolo dal vivo e a proposito di spettacoli dal vivo se volete venirci a vedere prossimamente cioè dipende quando ascolterete la però il quindici ottobre alle diciotto e trenta saremo al sonora fest di Fusignano cioè cioè mhm sonora fest è di Bagnacavallo ma l'evento sarà a Fusignano dove? Al parco eh cerca su Google in caso di maltempo cosa probabile visto che è già arrivata la stagione della nebbia nel grande nullo agricolo si farà all'auditorium di Fusignano in provincia di Ravenna. Se venite ci fa molto piacere perché sentirete tre storie inedite che compongono il Villamara Drive Vince. È il nostro tributo ai grandi classici dell'horror e della fantascienza in salsa grande nulla agricolo. Come sempre ricordatevi di seguirci sui nostri social come la pagina mia Johnny Faina, il nostro beach cartel, sempre Johnny Faina, oppure eh la pagina Telegram, anzi il canale Telegram, così parlò Johnny Faina, sono un po' ripetitivo o la pagina Facebook così parlò Johnny Faina in senso che il mio nome l'ho ripetuto abbastanza volte e possiamo darci serenamente eh l'arrivederci a tra due settimane con il nuovo episodio di Cevita nel grande nulla agricolo. E noi non siamo mai stati qui

