01x06 The walking ghost project
- Episodio: 01×06
- Precedente: 01x05
- Successivo: 01x07
- Data di uscita: 7 Dicembre 2020
- Voce: Johnny Faina
- Ospite speciale: Alessandro Carnevali aka Walking Nose
- Scritto: Johnny Faina e Gianluca Dario Rota
- Musiche: Hollyspllef
- Artwork: Feduzzi
- Master: Gipo Gurrado
Sinossi
In questo episodio i protagonisti Alex, Giò e Filo intraprendono un'inquietante esplorazione notturna lungo la provinciale 101, una strada isolata e leggendariamente infestata nei pressi del piccolo paese di Villamara. Decisi a documentare fenomeni paranormali per il loro progetto “The Walking Ghost Project”, i tre adolescenti si addentrano nella nebbia, muniti di una videocamera digitale e attrezzature rudimentali. La loro missione è quella di filmare l'apparizione dell'Opel Fantasma, un'auto leggendaria legata alla misteriosa scomparsa di due giovani negli anni '90.
Mentre camminano, la tensione tra i ragazzi cresce, alimentata dalla stanchezza e dall'ambiente opprimente. Lungo la strada, incontrano macabri resti di un animale investito, che sembrano confermare la presenza di un'entità paranormale. I fenomeni inspiegabili si intensificano, culminando con l'apparizione di luci misteriose e la scomparsa improvvisa di Alex. I due rimasti, Giò e Filo, si ritrovano disorientati e terrorizzati, mentre il semaforo lampeggiante e la nebbia fitta creano un'atmosfera di crescente angoscia.
L'episodio si conclude in un crescendo di tensione, con i protagonisti che, separati e impauriti, si rendono conto di essere entrati in contatto con qualcosa di ben più oscuro di quanto avessero immaginato. La narrazione si chiude lasciando molte domande senza risposta, alimentando il mistero che circonda la provinciale 101 e l'Opel Fantasma.
Trascrizione
Daf una English una English una Emlish vabbè il perturbante vi è mai capitato di trovare un video che non ricordate di aver girato? Magari state ripulendo il garage o sistemando la soffitta. E vi capita tra le mani una scatola da scarpe piena di vecchie cassette mini DV e VHS ormai illeggibili. Ogni ricordo è etichettato a dovere con minuscole sigle a penna sul nastro adesivo. La prima comunione è il degli zii, un tramonto di fuoco in riva al mare? Quella terribile gita al museo comunale. Un archivio personale infestato da ricordi rimossi, creato post per colmare le lacune della nostra memoria biologica. Perché nei ricordi c'è sempre qualche frame fuori un fotogramma mancante che cerchiamo di colmare con l'immaginazione. Per questo a volte si prova una specie di turbamento davanti a quelle immagini che scorrono sullo schermo della mini di mentre la cassetta ronza in sottofondo. Chi è quella persona sei davvero tu quello che si muove sullo sfondo o un impostore, un parassita di pixel celluloide che si è impossessato dei tuoi ricordi più privati ecco questo è ehm perturbante. Un sentimento di paura di fronte a qualcosa che è tanto familiare quanto estraneo. Un po' come i fantasmi eh anche se dei fantasmi non hai paura se non ci credino? È un'esperienza piuttosto comune soprattutto se hai fatto parte del Walking Gost Project di Villa Mara. Da queste parti ciò che appare estraneo. Ha sempre qualcosa di familiare. Nuovo episodio in diretta dalla Clinton Road della Pianura Padana. Io sono Jonny Faina e questo è c'è vita nel grande nulla agricolo. Benvenuti a Villamara e ricordate noi non siamo mai stati qui eh vecchio stai registrando? Aspetta okay buongiorno cultissima buongiorno buongiorno buonasera meglio buonasera va bene buonasera accoltisti io sono Alex lui è Giò lui è Filo e questo è the walking of project ma stai ancora registrando? Allora rega stasera siamo qui nello sconfinato deserto reale e vi porteremo a in un luogo segreto un incrocio di estremi sentieri energetici ed epicentre avete sentito anche voi già hai scoreggiato che dai ma scusami un colpo si lasciano alle spalle l'ultimo lampione mentre pedalano sull'asfalto bagnato ogni pedalata è un pugno d'aria fredda in fondo alla trachea. Il sole strisce lungo i campi spegnendosi all'orizzonte. Dinamo. I fanalini delle Grazielle si accendono come tre piccoli occhi di luce nella penombra. Ancora un paio di chilometri Alex è alla guida del gruppo pedala come un matto i paraorecchi del colbacco condeggiano al vento filo invece sembra un enorme insetti in bicicletta e ciò ciò non ce la fa più dice che è colpa della tiroide ma anche la dieta a base di dolcificanti non è d'aiuto vorrebbe stramazzare al suolo divorare dalle creature della notte. Quando vede Alex sgommare e fermarsi. Anche Filo inchioda. Zoli raggiunge. Si accresce sul manubrio senti i polmoni bruciare ci siamo davanti a loro una sbarra di metallo chiude l'accesso a una lunga strada laterale circondata da alberi e piante infestanti. Consorzio di bonifica, divieto di accesso, pericolo, strada dissestata i loro genitori non sanno che sono lì hanno imbastito un complesso di bugie incrociate che ruota attorno ad una famigerata ricerca su Moby Dick da consegnare il giorno dopo. Se la mamma di Filo scoprisse qualcosa lo radirebbe immediatamente dall'ordine dei chierichetti. I tre gettano le biciclette a terra e Alex apre degli Scout. C'è di tutto lì dentro. Coltellino svizzero, torcia, borraccia e una narrazione di Fiesta e frissi pazzi. Passa la torcia a filo. Siete pronti? Mostra la videocamera nuova di pacca fregata ai suoi genitori una coordir digital eight il meglio che il millenovecentonovantanove abbia da offrire per colmare il gap analogico digitale. Filo e Joe ammirano la telecamera come un manufatto alieno. Alex schiude lentamente lo schermo laterale che irradia i loro volti di una luce che viene direttamente dal futuro. Tante piccole icone pixel […] appaiono sullo schermo. Filo trattiene appena la bava alla bocca è la stessa che hanno usato per Jurassic Park. Sono pronti scavalcano la sbarra, accendono le torce. La provinciale cento e uno qui le strade non hanno nomi solo storie da raccontare e sulla centouno le storie non hanno mai un lieto fine. Verso la fine degli anni novanta il consorzio di bonifica ha deciso di chiudere la strada al pubblico anomala, attività subsidenziale secondo la versione ufficiale almeno ma secondo gli abitanti di Villa ma le ragioni sono altre e molto più sinistre. Le voci parlano di bestiame mutilato, di strane luci nel cielo, di cadaveri sventrati che emergono dal bitume e di essere incappucciati che si materializzano la luce dei fendinebbia. Eh ce n'è per tutti i gusti. Persino una storia regione fantasma composta interamente da soldati romani dispersi da queste parti durante le guerre contro i celti. Vabbè va a capire. La maggior parte di queste storie sono solo leggende tramandate di cugino in cugino per spaventare i cugini più piccoli ma ce ne sono altre conservano un loro fondo di verità. Come la storia dell'Opel Fantasma. A villa mara la notte del trenta novembre millenovecentonovantatré Daniele e Lidia due giovani del posto sparirono a bordo loro Opel Corsa sulla provinciale cento e uno. Secondo le prime indagini i due erano diretti ad una festa nella vicina discoteca nota come stargate una grande cupola di cemento armato ricoperta di alluminio e neoflorescenti più simile a un bunker antiatomico che ad una sala da ballo ma a quella festa non arrivarono mai. Le dinamiche dell'incidente sono tuttora ignote sempre che ci sia stato un incidente nessuno sa che cosa sia accaduto a Lidia e a Daniele quella notte? Non è perché la loro auto non mai stata ritrovata nessuna traccia dei due ragazzi se non una Dr. Martens coi lacci fucsia appartenuta a Lidia, rinvenuta al centro dell'incrocio che collega la provinciale centouno alla provinciale novantanove dove si trova lo stargate inizialmente si pensò ad una fuga d'amore ma mancanza di nuovi elementi fece chiudere le indagini e la loro scomparsa fu presto dimenticata se non che due anni dopo la notte del trenta novembre millenovecentonovantacinque accadde qualcosa di strano un giovane del luogo alle autorità come il tossico a causa dei suoi problemi con gli stupefacenti. Era di ritorno da una serata allo stargate. Dopo aver perso l'ultimo passaggio per il paese si era incamminato a piedi lungo la provinciale novantanove era quasi l'alba faceva freddo l'umidità del fine novembre gli rodeva la carne fin dentro alle ossa. L'unica luce era il semaforo che lampeggiava all'incrocio con la centouno arrivato lì notò una macchina emergere dalla nebbia diretta verso villa mara lui fece l'auto come sua abitudine e l'auto accostò, salì a bordo, alla guida c'era un ragazzo coi capelli spettinati, lo sguardo stressato che fissa continuamente lo specchietto retrovisore e sul sedile passeggero una ragazza, col turco sbavato, teneva i piedi nudi sul cruscotto. Nessuno dei due ragazzi disse una parola. Il tossico chiese al ragazzo selano diretti in paese ma quello non rispose guardò fuori dal finestrino non si vedeva nulla solo una fitta nebbia che ingoiava ogni chiese di nuovo dove stessero andando, ma il ragazzo si dalla bocca gli uscì un grido disumano come un fischio abominevole che ti penetra nel cervello? Il tossico iniziò a gridare in preda al panico chiedendo di accostare ma anche la ragazza presa ad emettere quell'orribile il tossico non ci pensano due volte, afferrò la maniglia, fece per aprirla quando il ragazzo inchiodò un tossicchiata fuori dall'auto l'ultima cosa che vive sulla saetta dell'opel che veniva ingoiata dalla foschia arfa gli occhi. Il semaforo era lì che lampeggiava sopra la sua testa. Com'era possibile? Si trovava nello stesso punto in cui aveva ricevuto il passaggio dopo pochi istanti il semaforo si spesse lasciando il tossico avvolto nelle tene da allora si dice che ogni trenta novembre l'Opel emerga dagli inferi per trascinare con sé chiunque incroci sulla sua strada sì ma quanto manca a 'sto semaforo? È già qualche chilometro che Giò mette in dubbio la leadership di Alex ci siamo quasi Filo regge la torcia davanti a loro nel fascio di luce la strada rivela tutte le sue cicatrici buche, rampicanti avvinghiati al guard rail, fossi infestati, l'umidità gli morde le caviglie, i loro respiri sembrano spettri sfilacciate bagliore della torcia. Guardate là. Alex segue il fascio di luce con l'inquadratura. Si sporge in avanti. Lo zoom è sibila mettendo a fuoco i resti maciullati di eh di non […] bene cosa sia. Si direbbe un cane ma non ne sono certi. Le budella sparse sull'asfalto sembrano tentacoli di sangue e grasso verdognolo. Il muso è irriconoscibile. Una maschera di carne e denti fuori posto. Segni di pneumati sul fianco. Alex non si trattiene dall'entusiasmo. Quel cane o qualunque cosa sia. È appena stato tirato sotto da un'auto e c'è solo un'auto che percorre quella strada la notte del trenta novembre. Lupe fantasma e filo si stringono attorno ad Alex per osservare la carcassa. Alex estrae il coltellino svizzero per prelevare un campione. Questo è essenziale ai fini dell'indagine spiega la telecamera. Quando una luce gialla illumina i loro volti. Poi si spegne poi si accende poi si spegne di nuovo il semaforo lampeggia sopra le loro teste ma quindi è questo l'incrocio il cuore di ciò salta un battito punta la torcia verso la fonte del suono si preme il colbacco sulla testa via i tre si lanciano scoordinati e goffi nel fosso al lato della strada Alex prende la telecamera la tiene puntata sulla carcassa e fammi luce fine che qua non si vede un tubo mi son solleva la testa il cuore che gli pulsa come una nana bianca nello esterno. Io non vedo nulla. Stai zitto Giò Giò, senti se n'è andata. I tre riemergono dall'asfalto il semaforo continua a lampeggiare nella foschia la nebbia 'sta mollando la presa ma nessun segno della Opel dov'è finita la carcassa? Non c'è cazzo la batteria è scarica hai ripreso tutto Alex vero? Certo è tutto qui Alex apre il cassetto della mini DV è vuoto il semaforo si spegne okay fili inquadrami un attimo così perfetto sono l'inquadratura bene bene okay come facciamo a capire che ci troviamo fronte ad una presenza paranormale. Beh raga, facilissimo, diamo un'occhiata allo zaino. Fammi lui, cinque dello zaino, perfetto. Allora, come vedete è un comunissimo zero, scout mimetico, militare, trentacinque litri di capienza, fraimes, ultra light, mi raccomando con cinchie, rigorosamente decorate da cassetti fatti col bianchetto chi ha fatto i cassetti con Lenken? Mentre abbiamo una torcia, batterie, cassettini, mini DV, di scorta, mi raccomando che non si sa mai, borraccia perché idratarsi, è importante quando si va a casa di fantasmi un pacco di Fiesta in caso in cui Gio abbia un calo glicemico e attenzione attenzione un eccolo qua. Elettromagnetici, gentilmente sofferto dal laboratorio fisica del liceo di Lugo che è liceo, ho messo lidugo, ho sbagliato e attenzione, attenzione, un rilevatore di campi elettromagnetici, gentilmente sofferto dal laboratorio di fisica del liceo, grazie eh tieni tieni tieni giù poi vado accenderlo no eh guardate quante lucine ma na roba incredibile che pesa spettacolo senti senti fai anche bellissimo i dark rural nower, sono il loro progetto musicale più ambizioso, black metal al ragù, così li ha definiti la critica, cioè il giornalino del liceo. Joe alla chitarra, Alex, al basso e fino alla batteria, un trio con scarse chance di sfondare nel metal ma con buone possibilità di sfondarsi di birre Wakos davanti agli orrori di carpenters, West Kraved e sembra anche se il loro film preferito resta davvero with project, il primo, non quella cagata del sequel, se ami l'horror e sei cresciuto in provincia, quel film rappresenta tutto ciò che avresti voluto e che non hai mai avuto il coraggio di realizzare. Almeno fino ad ora. L'idea è stata di Alex. The working of project. Un documentario sulla strada più infestata del grande nulla agricolo. L'attrezzatura non è cambiata digital eight la stessa usata per Jurassic Park il meglio che il millenovecentonovantanove possa offrire per colmare il gap analogico digitale anche nel duemila e tre. Alex dice che gli varrà un buono per entrare nella scuola di cinema. Un film con cui sintetizzare le sue due grandi passioni. Cinema e occultismo. Sul perché quella strada si è infestata Alex ha una teoria. Lui la chiama psicodromia. Secondo Alex i fenomeni psicodromici sono tutti quei fenomeni parapsichici che si manifestano lungo dei sentieri energetici detti tractus che si espandono al di là del visibile e che possono essere percepiti solo attraverso un esercizio automatico semicosciente ovvero camminando. Basta! Già non ne può più di camminare. Vorrebbe fare una pausa in sala prove eh lui a fare le regole ma quando sono sul campo è Alex a decidere il passo. Regis eh siamo quasi arrivati la provinciale centouno si svela passo dopo passo davanti a loro come un serpente trivellato di colpi non ricordavano ci fossero così tante buche l'ultima volta che sono passati di lì quattro anni prima dove cazzo è questo semaforo? La felpa dei children of Bodom di Giò è gonfia di sudore pianto corto, ginocchia pesanti, calo glicemico fissa il rilevatore di campi elettromagnetici con diffidenza non un segno da quando sono partiti filo si gira verso di lui con quella telecamera in mano sembra uno strano uccello cibernetico con i capelli lunghi? È più avanti Giò ancora qualche chilometro ancora qualche chilometro da quanto stanno camminando esattamente dieci, quindici, venti chilometri non sono più nemmeno sicuri di essere sulla centouno te lo dico io l'abbiamo passato da un bel po' al semaforo l'altra volta ci abbiamo messo molto meno ad arrivare si sistema il colbacco sulla testa è difficile separare un adolescente dal suo capello specie quando è particolarmente brutto. No vecchio me ne sarei accorto con questa nebbia? Giò non ha tutti i torti. Sono ore che vagano nella nebbia seguendo quello che rimane della linea tratteggiata io io torno indietro giù lo sa che non sono in sala prove, sa che sul campo è Alex a dettare il passo, ma sa anche che in quella direzione non troveranno mai l'incrocio vecchio, ci siamo già passati di lì, l'avremmo visto o no, no ho capito, stanco, ci sta ma se vogliamo trovare l'incrocio e filmare la Opel dobbiamo continuare a camminare Giò sente come un volo freddo risalire lo stomaco e riempire la bocca hai rotto il cazzo con sta storia di camminare […] la telecamera sibila nel silenzio ogni suono è assorbito dalla nebbia tutto tace sulla provinciale centouno mettere anche questo nel tuo documentario. Alex Alex ha la bocca lappata. Si sistema il colbacco sulla testa il suo stupido strano colbacco con il paraorecchie di pelliccia come vuoi. Io vado avanti. Filo, filo sente la pressione dei loro sguardi, fuoco incrociato, fuoco amico. Dai regaz ehm non non litigate, va bene, dammi la telecamera, Alex prende la telecamera dalle mani di filo, di volta prende il suo sentiero inoltrandosi nella nebbia. Joe lancia un'ultima occhiata filo e se ne va anche lui nella direzione opposta lasciandolo da solo in mezzo all'oscurità John sa bene cosa stia accadendo forse è colpa del freddo, dei zuccheri che mancano forse colpa della stanchezza o di quest'aria così opprimente illumina con la torcia le buche che si aprono sul manto stradale ad ogni metro qualche pianta coriacea spunta dall'asfalto come come una lingua ricoperta da una peluria bianchiccia forse è colpa dell'anomala attività subsidenziale il rilevatore gli appare ancora più inutile tra le dita congelate o forse forse sono colpa sua forse non avrebbero mai dovuto girare quel documentario non sono nemmeno certi che esista questa famigerata open fantasma. Chi si può fidare del racconto di un tossico? Una raffica di birra, due fendinebbia si schiudono davanti a lui come gli occhi di una bestia famelica. Il cuore di Joe salta un battito, i due fanali lo puntano, caricano giù si volta. Corre, corre come può, quanto può, ma quanto può, non è abbastanza e scivola dentro una buca, il rilevatore si schianta fuori portata, il rombo sempre più vicino di addosso, la luce inizia a lampeggiare nessun impatto nessuno schianto niente Giò solleva il capo appena un po' il semaforo pende sulla sua testa esaurito ha saltato dai rampicanti le luci sembrano insieme a lui. Una figura si delinea al limite del cono di luce. Joe sei tu? Ma Giò non risponde la sua attenzione è tutta rivolta al centro dell'incrocio. Fido gli si avvicina giù tutto bene? Un attimo è anche filo lo nota il colbacco di Alex giace in mezzo alla strada nella luce singhiozzante alex alex dov'è il semaforo si spegne buonasera buonasera cultisti eh sì eh come vedete son rimasto da solo cosa ci fa? Un albero in mezzo alla scala conoscete le tre regole dell'oro è vero? Regola numero uno e agli afroamericani muoiono subito regola numero due non aprire mai una botola regola te non divide sì mai per nessuna ragione al mondo e ah cosa si fanno i rovi? Okay e niente noi ci siamo divisi e non va bene cioè la cosa che mi dà più fastidio di tutta questa faccenda è che la psicoterapia è l'unica teoria in quello di spiegare quello che accade su questa strada però se è un passo indietro io non vi ho spiegato cos'è la psicoterapia normalmente quando viviamo la nostra vita cosciente la nostra percezione oscura il fatto che possiamo connetterci allo stesso flusso di questa entità che non possiamo altrimenti esperire quando camminiamo e questo filtro entrando come in uno stato di trans riusciamo a entrare sui tractus di questa entità aspetta aspetta c'è qualcuno in fondo alla sfera giò lo sei tu? Filo cazzo quanta nebbia non si vede niente ocultisti? C'è qualcuno che mi sta fissando, non si muove prova a zoommare, lo vedete su zoomma lo vedete? Cazzo! Si sta avvicinando ma non si muove. E qui io qui lo sento. Lo vedete? Lo vedete uh che ansia suggestione classico effetto di quando si un con un'energia così densa ma prega dov'è il mio colbacco? Una luce gialla si accende poi si spegne poi si accende di nuovo zaffio sono due sagome in controluce ai fari della multiplamentano del gip le quattro frecce continuano a lampeggia come un monito d'allarme. Eh è accaduto tutto velocemente. La nebbia, la corsa a zig zag per evitare le buche, quell'animale che sbuca dal nulla e gli taglia la strada poi l'impatto contro il paraurti e quel rumore di arti che si spezzano e carne macinata dalle ruote scesi subito ad ispezionare i resti maciullati di non sanno mh non sanno bene nemmeno cosa sia si direbbe no non può essere sparsa sull'asfalto muso irriconoscibile una masche carne, denti fuori posto un dejà vu zaffe e Pippio si guardano negli occhi possono possono leggersi nel pensiero sarebbe il primo caso registrato di telepatia sulla provinciale cento e uno un altro deita fenomeni inspiegabili da aggiungere alla lista. Si guardano attorno. La nebbia filtra la boscaglia oltre il guardrail spaesamento, annichilimento, voragini di solitudine che si aprono ad ogni metro d'asfalto. Ci tornano ogni anno ogni trenta novembre eppure non si sono ancora abituati all'orrore di quel posto questo è il loro piccolo segreto comune il patto di sangue che suggella amicizia. Ogni volta che ci tornano il pensiero è sempre lo stesso. Cosa sarebbe caduto se ma è un pensiero che è meglio soffocare appena possibile. Non potranno mai sapere cosa sarebbe accaduto se visto che non hanno mai capito cosa sia accaduto realmente. La notte in cui Alex è scomparso le orbite vuote della carcassa. È sicuro di vedere quello che 'sta vedendo se Alex fosse lì forse gli direbbe qualcosa sui tractus e i sentieri energetici l'importante è camminare mi scappa quasi da ridere Pippo passa il rilevatore accende la telecamera a infrarossi non hanno bisogno di parlarsi è una sinergia rodata negli anni ma c'è qualcosa di strano nessuna variazione di campo, nessuna interferenza ionica nessun segnale di para probabilità forse forse è solo un animale morto beh forse è solo un po' di autosuggestione capita anche ai migliori Zaf guarda il muro di nebbia che si innalza davanti a loro dici che […] è l'anno buono. Qui più alza le spalle. Ormai il fantasma è tanto reale per loro quanto Moby Dick per ACAB una un specie di ossessione più per quello che hanno perso che per quello a cui danno la caccia mhm non sa non c'è mai nulla di buono su questa strada. Una luce poi il buio poi di nuovo la luce come hanno fatto ad arrivare qui il semaforo apre e chiude le sue bocche come una creatura che non ancora abituata alla nostra atmosfera. Sembra un lampadario di rovi impiccato al centro dell'incrocio. È strano ma è come se il semaforo li vedesse come se li avesse osservati fin dal loro arrivo sulla provinciale un dioscu che veglia con il suo terzo occhio su ogni cosa che si muove sopra e sotto il manto stradale. Un Dio sceso su di loro per giudicarli. Zappa e Pippi si girano di scatto e sulla destra. Pippo inquadra la fonte del suono l'obiettivo è vuoto. Nessun movimento, niente fari sospetti. Zav corre al centro dell'incrocio, senti il rumore, ma non vede nulla. E lì l'assente ma non la vede Zaf continua a cercare gli aloni dei fanali oltre la nebbia, ma niente è andata cazzo no no l'hanno persa un rumore di passi alle sue spalle. Di più ma è lì di fianco a lui si voltano il cuore di zaf salta uno, due, tre battiti anche senza colbacco lo riconoscerebbe dovunque. Alex si materializza al limite del cono di luce. La sonica digital eight gli trema in mano sulle spalle lo stesso zaino degli scout gli stessi le stesse labbra, gli stessi peli sul mento del diciottenne che voleva essere John Carpenter? Solo che è lì davanti a loro come come se il tempo si fosse attorcigliato su se stesso è la cosa appare familiare così estranea sono sono sicuri di vedere quello che stanno vedendo eh solo un po' di autosuggestione capita anche ai migliori ACAB non cercava solo indietro la sua gamba Alex fa un passo verso di loro alle sue spalle un cigolio come una ruota che gira fuori dal suo asse un'ombra alta, magra, completamente nera, nera come i denti dei morti e gli incubi dei bambini in sella ad una bicicletta che non ha tempo. Un muso spunta dal cestino due profondi occhi neri e un'espressione indecifrabile e il cane dell'incidente alla fiera canina i gul alex passo la telecamera apri la bocca si copre le orecchie lascia cadere il rilevatore come se quel suono gli stesse perforando l'anima non vedono nulla. Solo il delirio pirotecnico del semaforo che scintilla sopra le loro teste in un caleidoscopio di luci che non hanno colore dentro di loro c'è solo quel fischio e nient'altro nient'altro nient'altro quando aprono gli occhi il semaforo è spento solo i fanali della multipla sono ancora accesi la carca è lì dove l'hanno lasciata. L'incrocio è deserto. Zaf mette una mano sulla spalla di Picchio ancora piegato in due e i filo tutto bene Pippio non fa in tempo ad accennare un sì che riempie la carreggiata con i resti della sua singhiozza forte dopo l'altro. Zaf distoglie lo sguardo dalla chiazza di spaghetti alle vongole e patatine fritte. Capita anche ai migliori. Recupera il rilevatore al centro la carreggiata. Prova ad accenderlo. Fuori uso. Solo un po' di autosuggestione? La spia rossa lampeggia al bordo della strada. Zav si avvicina raccoglie quel manufatto alieno schiude lo schermo laterale che irradia al volto con una luce che viene direttamente dal passato. Sony camcorder digital eight la stessa che hanno usato per jurassic park il meglio che il millenovecentonovantanove ha da offrire per colmare il divario analogico digitale anche oggi che pesa le mie ginocchia se iniziano a parlare e non mi stanno raccontando niente di buono sonore che camminano nella nebbia e non è ancora successo niente però però però l'importante quando si sultractus è camminare è l'unica cosa che posso fare camminare cazzo rega ma che nebbia c'è si taglia con il coltello okay raga sembra sembra che ci siamo secondo me siam quasi arrivati okay regà il semaforo l'ho trovato il se sì sì sì cavolo fermi un attimo ci sono due fanali in lontananza sembrano quelli di una opera in realtà in realtà no no, no, no, no, no, non sembra di fare di rompere, sembrano quasi i fanali di una multipla ma che cazzo poi c'è, son due figure, ma non sembrano quelli della uno alto, altro che osso, ma chi ciao perché a volte i ricordi sono come i fantasmi non ne hai paura se non ci credi solo che quando cominci a crederci non smettono più di perseguitarti. Io sono Johnny Faina e visto era c'è vita nel grande nulla agricolo. Episodio sei. Era davvero l'episodio sei non ho sbagliato a dirlo. Ragazzi che puntata, che puntata, che puntati, quante emozioni, quante rotture di cazzo per ci abbiam messo due giorni e una vita ma innanzitutto ringraziamo Alessandro Carnevali che non è fisicamente qui con noi ma eh spiritualmente sì eh lui è lo conoscete meglio di me è un è uno youtu […] ed è la voce di Alex di questo episodio. Noi lo ringraziamo e questo è il clip audio in cui eh ci ringrazia perché a mangiar la pizza con sua mamma. Che è la signora Zannoni che noi ringraziamo per tutta la pubblicità che ci fa sul podcast. Ecco la voce di Ale. Un saluto a tutto il grande null agricolo. Grazie per aver adesso vado a mangiare la pizza. Ciao a tutti. Ciao. Allora questo era The Walking Nose noi siamo il team del grande nullo agricolo. Un podcast con Johnny Faina che poi sarei io scritto insieme da Gianluca Dario Rota, musiche originali di Only Sprit, grafiche di Feduzzi, master di Gippo Gurrado, ragazzi attenzione perché vi annunciamo qua che abbiamo una cosa per voi, le magliette del grande nulla agricolo le berrette disegnate da Feduzzi e e stampate da istinto printing mi raccomando ragazzi se vi piace il podcast e volete darci dei soldi visto che ne abbiamo bisogno ehm comprate a per questo Natale eh il nostro merch lo trovate sul mio sito eh eh sia in realtà Johnny sono il Jonny del futuro e il merch è su Johnny Faina punto BCCARTEL punto com parlò Johnny Faina e anche il gruppo Telegram a cui potete iscrivere e poi seguite anche ehm su Instagram tutti i nostri contatti che trovate qui nella descrizione ragazzi ci vediamo tra due settimane con l'episodio speciale di Natale sempre qui a Villa Mara
Trivia
In questo episodio a causa di un errore viene fatto riferimento a un comune italiano chiamato Lugo che è probabilmente il luogo su cui è basata Villamara.1)

