01x04 La Mazurka del Diavolo
- Episodio: 01×04
- Precedente: 01x03
- Successivo: 01x05
- Data di uscita: 9 Novembre 2020
- Voce: Johnny Faina
- Ospiti: Fabrizio Caveja
- Scritto: Johnny Faina e Gianluca Dario Rota
- Musiche: Hollyspllef
- Artwork: Feduzzi
- Master: Gipo Gurrado
Sinossi
L'episodio si svolge nella fittizia Villamara, un luogo situato nel cuore della Bassa Romagna, dove si mescolano elementi surreali, atmosfere gotiche e ironia macabra. Al centro della narrazione si trova la casa di riposo "Lieto Fine", che diventa teatro di una serie di eventi caotici e bizzarri, culminanti in una rivolta degli anziani ospiti. La storia si sviluppa in un crescendo di situazioni assurde e violente, con vecchi che si ribellano, corpi flaccidi che sfuggono dalle mani degli operatori, e perfino un incendio che devasta l'intero edificio.
L'episodio non si limita solo a descrivere il caos all'interno della casa di riposo, ma introduce anche un'intricata leggenda legata a una misteriosa figura musicale, "Lucy e i Rinnegati del Liscio". Questo gruppo, un tempo celebre, è avvolto in un'aura di maledizione, con un vinile deformato che sembra portare con sé un oscuro potere. La narrazione si dipana tra ricordi, racconti sovrannaturali e la scoperta di un segreto che lega la musica al destino tragico del gruppo.
L'episodio si conclude con un'intensa riflessione sulla memoria, la morte e l'oblio, intrecciata a un umorismo nero che caratterizza l'intera serie. Il racconto esplora temi di decadimento, ribellione contro l'inevitabile declino e la ricerca di un significato in un mondo che sembra aver perso la sua strada.
Personaggi
Trascrizione
mille gradi centigradi. Appena la bara brucia il corpo si asciuga per mezzo del calore. Bruciano la pelle e i capelli, i muscoli si contraggono e i tessuti molli vengono vaporizzati. Mentre le ossa vengono calcificate dal calore. In caso il corpo non venga bruciato il tecnico ha detto dovrà schiacciare i resti parzialmente cremati. Spesso i resti contengono anche oggetti preziosi non consumati dal calore come oro dentale, viti chirurgiche, protesi. Questi oggetti vengono rimossi con l'aiuto di forti magneti. Infine se al momento della polverizzazione dove i frammenti di ossa secche vengono ulteriormente trasformati in sabbia fine di consistenza omogenea. Ci vogliono circa dall'una alle tre ore per cremare un corpo umano dall'una alle tre ore. Tutto ciò che re di quel corpo sono tra i tre e i sette chili di polvere bianca leggermente pastosa confezionata a dovere. C'è chi conserverà quelle ceneri in un'urna sul camino chi invece le disperderà aromaticamente lungo il fiume tanto caro al defunto che ancora le userà per formare un diamante un vinile. Con quel pezzo dei Genesis che gli piaceva così tanto? Tutti piccoli escamotage per intrappolare qualche di tempo perduto ma il tempo non fa prigionieri polvere eri, polvere tornerai, lo dice la bibbia ma lo slogan un po' un po' indelicato che capeggia l'ingresso della casa di riposo lieto fine di Villa Mara da queste parti chi viene dimenticato trova sempre un modo per farsi ricordare un nuovo episodio in diretta dalla della bassa romagna io sono Johnny Faina e questo è c'è vita nel nulla agricolo. Benvenuti a Villammare. Ricordate noi non siamo mai stati qui la casa di riposo a lieto fine con vent'anni di esperienza offre ai suoi ospiti quei pochi comfort di cui un anziano ha bisogno un personale pronto a soddisfare tutte le necessità che per voi sono solo un peso prendendosi cura dei vostri cari con professionalità e sicuramente più amore di quello che voi siete disposti a dare. Le camere della casa di riposo a lieto fine sono prive di tv e finestre per riprodurre quell'habitat a cui i vostri cari si dovranno abituare di ristoro anche in camera con ottime minestrine surgelate e verdure in sapori per tutti i gusti con un'ampia scelta di gelatine a base animale, assistenza sanitaria ventiquattro ore, servizio ascolto lamentele gratuito, pet therapy, punto panoramico sul cantiere stradale e convenzioni onoranze funebri Casadio casa di riposo a lieto fine posteggia il tuo anziano lontano da casa tua un deambulatore frantuma la finestra del secondo piano e precipita a terra in una pioggia di cristalli gemiti e grida in dialetti dimenticati dai piani superiori. Dall'ingresso principale un ottantenne nudo corre con rinnovato vigore incurante di arbitri ed maker. Gli OSS gli sono le calcagna ma il corpo flaccido è bianchissimo sfuscia dalla presa come un anfibio con la cataratta. Un gruppo di pompieri cerca di convincere un a scendere dall'albero su cui si è rifugiato come abbia fatto ad arrivare lì è una domanda a cui non sanno e non vogliono rispondere una donna sui novanta più di là che di qua decapita la madonnina di Lourdes a colpi di zanetta dal primo piano alcune infermiere gridano disperate sotto assedio non sanno quanto reggerà la barricata. Se sono già le dita rugose e l'alito al mentolo degli assalitori sul collo. Gli agenti fanno appena in tempo ad irrompere nella saletta ricreativa che le fiamme divampano dalla finestra. Dinosauri che limonano senza dentiere e senza pudore mani che scivolano in luoghi dove la vita c'è forse decenni sì Cariati di perverse si agitano folli dentro e fuori la casa di riposo Ruggero, petto agricolo, braccio da manovale, quindici anni di servizio come off lotta come l'ultimo della sua specie in una mischia dissennata, ma dato di non rompere nessun femore […] questa non è una casa di riposo se non libera l'infermiere le avrà sulla coscienza per tutta la vita anche gli agenti hanno difficoltà a sedare la rivolta i vecchi hanno trovato la scorta di un traguardante del personale fumano postendosene di canule e bombole per se devono esplodere, esploderanno in grande stile, parcheggiano la mensa, in preda ad una fabbrica, fame chimica, litri di brodino, colano sul Linolium, sentono l'odore del ragù, non si fermeranno finché il colesterolo non fermerà loro. Colpi d'arma da fuoco richiesta di supporto aereo hanno raggiunto la sala operatori. L'unico televisore precipita dalla finestra frantumandosi al suolo fine. Selezione comunicazioni Nadia sede sconvolta sul paraurti dell'ambulanza coperta termica le spalle termos tra le mani. Ripensa le parole della sua commercialista quando le disse che il futuro era nella geriatria. I vecchi sono i nuovi bambini basta farli giocare e tenerli lontano dallo spettro della morte te la caverai. Si guarda attorno fumo e devastazione. Non doveva finire così. Guarda il fondo ambrato del tè lei voleva solo fare yoga per gli anziani. Come siamo arrivati a a tutto questo? La signora in carrozzina continua a coccolare il gattino nero se niente fosse persa nel suo piccolo mondo di idee confuse. Povera alba. Nemmeno l'apocalisse potrebbe riportarla tra di noi. E per aiutare le persone come lei che nadia ha iniziato. Una multipla a metano parcheggia fuori dal viale alberato metal e motori in folle. Zaf scende dalla macchina, impermeabile di pelle, sopra la T-shirt XL deis and dead. Pippio lo segue a ruota con un complicato sistema di rilevatori e antenne con cui ha tracciato il segnale di para probabilità che insieme agli agganci di Zaf permette loro di essere sempre dove un gruppo di investigazione paranormale dovrebbe essere. Marica non è dei loro. Dopo quello che è successo a Villa Imperia non se la sente ancora di tornare sul campo. Quando chiedono a Nadia chi abbia scatenato quel pandemonio. Lei rimane un attimo assorta in tutte quelle lucine che lampeggiano sui sì piru piri, sui piru piri le parole si perdono nel vapore del thermos. Eh è cominciato tutto durante la sua ora Ruggero l'aveva aiutata a fare spazio spostando i tavoli più pesanti c'era una bella luce autunnale che entrava dalle finestre l'atmosfera perfetta per un po' di yoga e psicomotricità i residenti sono arrivati dopo il riposino erano tutti in tiro qui il mercoledì si balla musica leggera fosse per lei metterebbe un po' di ambient o i richiami delle balene ma poi finisce che si addormentano per cui solo il liscio li tiene svegli. Casadei va per la maggiore ma aveva voglia di cambiare. Un disco nuovo preso ad una svendita sempre di liscio eh ma che non la solita mazurchina no? Sapete da sagra. Così ha acceso il giradischi. Ha alzato la puntina. Ha messo il vinile sul piatto e Nadia crolla continua a ripetere che non è colpa sua. Lei voleva solo fare yoga si massaggia il pizzetto in tarda pipio con lo sguardo poi si rivolge a Nadia l'ha comprato alla svendita del music stop i pompieri hanno lavorato fino all'alba per domare le fiamme hanno brutalmente devastato il noto negozio di dischi e strumenti musicali Music Stop. È successo a Villa Mara tanto per cambiare gli inquirenti stanno ancora valutando le possibili cause dell'incendio. Il comando dei carabinieri locale non esclude un possibile collegamento con recente ritrovamento di un braccio smarrito. Il proprietario dell'esercizio zona Righini sessant'anni con precedenti per frode e ricettazione rigetta tutte le accuse di incendio doloso. Secondo alcuni infatti Righini avrebbe dato fuoco alla propria attività per riscuotere così da pagare i numerosi debiti. Stando alle testimonianze dei vicini John avrebbe compiuto il gesto mentre ascoltava un valzer romagnolo. Sul perché della scelta musicale restano molti dubbi ma del resto siamo a Villamara giusto? Ma allo sport. Il calcio esiste secondo recenti studi il mondo musicale di Villa Mara è piuttosto piccolo. La prima chitarra la compri da la prima lezione la prendi dal supplente. Di solito alla terza lezione il pick-up smette di e quindi torni da Zona e così via. Ogni tre settimane per tutta la vita. Obsolescenza preterintenzionale. Classico esempio di economia circolare. Nadia non sa bene come sia arrivata lì con quei due metallari fuori tempo massimo davanti alla porta di uno sconosciuto. Certo. Zaf ha una ma si sa. Zanf ha sempre una teoria. Sono le prove a mancargli. Il supplente appare sulla soglia con quella ciocca sempre fuori posto e il sorriso di chi non riceve visite da un po'. Lo sguardo dietro le lenti suggerisce degustazioni di e serate free jazz fuori Bologna. Anche se lui indossa un cardigan sopra i pantaloni della tuta. La prima cosa che pensa a Nadia è che forse avrebbe dovuto lavarsi i capelli prima di uscire. Zaffe e Pippio conoscono bene quella casa. Ci hanno passato la loro tarda adolescenza affliggere i sopra di seconda mano. Invece è la prima volta che attraversa quel corridoio pieno di libri e falli pre colombiani con quell'inconfondibile profumo di Adelfi consumati e incenso al patchouli tappeti persiani e maschere luci calde sui mattoni a vista le foglie della mostra proiettano un'ombra tropicale sul mobiletto col giradischi sopra il divano di ecopelle ovviamente una costellazione di percussioni africane accompagna i poster di tutti i concerti in cui il supplente ha suonato eh Yugmas Equela, Takashi, Masunaga e tanti altri grandi artisti internazionali di cui a nessuno frega un cazzo. Si vede che ha studiato antropologia a Bologna. Il supplente scivolta verso i propri ospiti mate Nadia non ha dubbi sì […] c'è una bella energia in questa casa nonostante l'odore di paprika e sudore che emanano zaff e pippio? Ma la zaffi e non sono lì per rovinare l'atmosfera né per parlare del ruolo mito poietico della musica nelle tradizioni del bosswana. Sono lì per fargli una cosa. Nadia apre la borsa un'intuizione attraversa gli occhi del supplente. Segni di abrasione, etichetta annerita dalle fiamme un trentatré giri che ne ha passate tante, troppe. Il supplente non aspetta delucidazioni, alza la puntina e mette il disco sul piatto accende il supplente ascolta sorto mentre la musica stenta ad uscire finché puntina proprio non salta troppo deformato per la riproduzione si volta verso è lui crede di sì. Anche Pippi è d'accordo. Però Nadia non capisce. Di cosa stanno parlando? Il supplente si pulisce gli occhiali, chiede scusa, si assenta per qualche secondo e torna con un faldone straripante di foto ehm ritagli di giornale. Nadia continua a non capire e che si sistema gli occhiali sul naso conosci la leggenda di lussi e i rinnegati del liscio partiamo dalle basi Robert le road Johnson in arte Bob Johnson una leggenda del delta non quello del quello del Mississipi. Padre del Blues e inventore del ci avete mai sentito una voce sgraziata e disperata a volteggiare sulle corde probabilmente era lui. Un afroamericano con nulla da perdere tutto da guadagnare ma quando non hai nulla da perdere non hai nulla da vendere. A parte la tua anima. E Bob lo fece. Almeno così vuole la leggenda. Un patto col diavolo per diventare il più grande chitarrista di sempre. E lo diventò dopo la sua morte anche la Romagna ha avuto il suo Bob Johnson Angelo Pelagatti meglio noto come Lucy figlio della fame e dei campi bruciati del dopoguerra Angelo non aveva alcun talento se non quello di saper incassare le cinghiate del padre senza svenire. Nato un mancino in un mondo di vestito di quello che la madre trovava tra gli scarti sognava i brillanti le giacche inamidate delle balere. I profumi di grosse donne disinvolte le macchine tirate a lucido che sfrecciano lungo la riviera una vita da circense pedifrago che nella sua mente solo orchestra casadei. Solo che per suonare oltre che al talento gli mancava qualcosa di più essenziale un dito l'indice della mano sinistra mhm tranciato durante una mietitura finita male ma il ragazzo è o meglio ignorante. Studia, si applica, prende lezioni da un vecchio prete che ripaga come può ma nessuna orchestra vuole lavorare con uno stortio senza talento. L'unica cosa che gli disse secondo Casadei è che il liscio è una roba da virtuosi e senza virtù. Non si sliscia. E mentre le balere scoppiavano e si riempivano e la guerra diventava solo una cicatrice smussata nei vecchi casolari angelo scoppiava dentro insieme a tutte le sue cicatrici. Ogni artista lo sa. Dopo i vent'anni l'arte se non inizia la carriera. È forse in uno di quei giorni insensati, persi a vagare tra i campi, che ha incontrato il diavolo al crocevia. Un diavolo con delle labbra da paura. E la lingua di chi sa come solleticare il talento Angelo Pelagatti scomparì quel giorno da qualche parte nelle campagne non lontano da Villa Mara. E la calda estate del millenovecentosessantotto. L'Italia è divisa tra il sogno e l'utopia ma c'è solo una cosa che mette d'accordo democristiani e comunisti il liscio. I Casadei governano ancora i loro feudi goderecci lungo tutta la riviera e l'entroterra ma si fa spazio qualcosa di nuovo, di alieno, chitarre elettriche gambe molli, gonne corte, capelli unti. Lu si fa la sua comparsa in una di quelle balere che aveva ripudiato Angelo. Ora l'angelo è caduto e veste piume di pavone, paillette argentate. I capelli lunghi e i neri discendono sulla scollatura le orbite degli occhi a come la Sistina. Sul palco se ne sta appolaiato sopra i tacchi. La chitarra è uno prato caster per Mancini come quella di Hendrix. Che pizzica con il suo nuovo dito argentato eccolo lui sì è i rinnegati del liscio. Un circo di per un pubblico di fricchettoni l'orchestra è formata dai peggiori scarti dell'impero Casadei e con simili un clarinettista con precedenti per un ex galeotto alla fisarmonica un senza scrupoli alle percussioni e infine lei la prima la Moira Orfei del Liscio. La maliatrice di Balere. Vaira. È stata lei la prima ad aver dato corpo ai sogni di lussi. È stata lei a dare parole alla sua musica è stata lei. A recuperare quello straccio d'uomo e a far ormarlo nella Cenerentola della Maturca. Quando sono sul palco le loro voci hanno un ché di magico come se si scambiassero di volta in volta i ruoli, i sessi, i nomi. È come se scopassero sul palco senza ritegno senza vergogna alla faccia del mondo che non può fare altro che e il pubblico non desidera che questo. Pornografia a rismoternario. Il successo arriva come una persona in pieno agosto. Nel giro di poco tempo battono tutte le piazze che contano. Rimini, Cervia, Cattolica, Riccione, Cesenatico e via fino all'ultimo centimetro di spiaggia libera. Arrivano i soldi le donne, arriva l'invidia, lussi, Zaira, piombano come un tirapugni sull'eterno sorriso di Raul Casadei e si sa come rispondono i principi feriti ai feudatari disobbedienti con l'ingiuria cominciano a circolare strane voci circa che lussi abbia venduto l'anima al diavolo. La natura urgestica dei suoi concerti sembra confermare l'ipotesi. Ma in un'epoca tormentata i dannati avranno sempre la meglio. A un anno dal loro ritorno sulle scene lucy è sulla cresta dell'ombra quella vita da circense fedifrago che ha sempre sognato ora ha un nuovo nome il suo è l'estate del millenove l'uomo arriva sulla luna ma Lucy arriva dappertutto. E mentre la rivoluzione divampa Bustok tra i rinnegati del liscio divampano i litigi qualcosa qualcosa inizia a stonare tra lusi e lei non tollera più i tradimenti di lui, lui, le continue accuse di lei l'incantesimo si è sciolto. Sul palco ora c'è qualcosa di diverso, qualcosa di oscuro oscuro, come il patto che lega lucsia al suo successo villa mara è un piccolo […] in ascesa. Non un paese fantasma come oggi. Il consorzio ha da poco iniziato la recinzione della subsidenza e tutti nutrono grande fiducia nelle opere di bonifica. Il Villammara calcio è appena entrato in eccellenza. Sta per essere inaugurata la prima esposizione canina universale e il sabato nel paese. Si riversano giovani venuti da tutto il grande nulla agricolo per andare in balera. Lucy e rinnegati del liscio sono l'orchestra più attesa dell'anno. La sera della loro esibizione non c'è nemmeno posto per le zanzare. Il concerto inizia. Il pubblico va in delirio il pavimento di piastrelle si riempie di umori, di sudore, di profumi afrodisiaci e bacini spuscianti. L'atmosfera è carica di frenesia e sensualità. Tra l'altro che quelle cazzate nostalgiche alla casa day all'apice della serata Zaira interrompe il concerto a qualcosa da dire ormai tutti lo sanno il grande nullo agricolo non è poi così grande le voci girano e sì ci sono degli screzi tra lei e luci ma ora è tutto finito sera vorranno fine a tutti i malumori con una nuova canzone. Una canzone scritta e pensata per suggellare in eterno la loro alleanza. I rinnegati continueranno a infiammare le balere per sempre. Maestro musica il supplente interrompe il racconto e il faldone è aperto e davanti a Nadia sono sparpagliate decine di vecchi articoli e fotografie. Lei lo guarda e come è finita? Lui indica il vinile deformato che gira vuota sul piatto. Quel disco è tutto ciò che rimane di lucy e della sua carriera fulminante. Quella sera Villamara la balera andò a fuoco. Fu una strage tutti rinnegati morirono tra le fiamme. Del pubblico nessuno ricorda cosa sia accaduto dopo l'annuncio di Zaira. Eh lui sì sparì di nuovo qui a villa mara ma questa volta per sempre. Solo la leggenda di quello famoso trentatré giri registrato quella notte da boh tenne in vita la sua memoria. Certo questo per chi crede alla storia del Butleg maledetto di Luc Sieri innegati del liscio. Nadia è senza parole qualcosa è cambiato nell'energia di quella casa. Guarda i ritagli e le fotografie che ha davanti cercando di mettere insieme i pezzi. Fissa la foto di Zaira. Due labbra da paura e una lingua che solletica la fantasia. Si lascia andare sul divano. È assurdo è e sembra di averla già vista gli alberi sono nostri amici e di cosa hanno bisogno gli amici? Gli abbracci certo le attenzioni come no ma soprattutto di qualcuno che gli pulisca casa nessuno vuole che i propri amici vivano in una discarica soprattutto se sei tu la causa della catastrofe ecologica che inquina le falde dei tuoi amici. È per questo che loro si ammalano e perdono i capelli. Per questo motivo la pro loco vi invita a l'eco giornata della sostenibilità. Un momento per prendere coscienza del nostro sui nostri amici e vegetali e reagire. Grazie ad una canna di bambù con un chiodo arrugginito in cima ripuliremo assieme il parco delle querce dai rifiuti che lo ingombrano bottiglie di plastica, preservativi, fazzoletti radioattivi e tutti quegli ingombranti manufatti c' che continuano a riemergere dal cimitero sottostante. Non di scaricare le tue responsabilità. Ripulisci la tua coscienza marica la carrozzina lungo il sentiero che porta alla quercia maggiore. A nonna piace quel punto. Dice che il suo posto preferito ci veniva sempre quando era giovane come lei. Salem gioca con il ciondolino d'argento che le pende dal collo. Il gatto nero se ne sta coccolato sulle ginocchia di alba la nonna sembra tranquilla marika si guarda indietro sa che da qualche parte magari appostata su un albero o in mezzo alla siepe e da quel 'giorno a Villa Vittoria che la segue. Ha provato anche a restituirla a Camilla ma ogni volta che tornava a casa da lavoro la gatta era lì dovrà farci l'abitudine guarda il cellulare. Una chiamata persa da Zaf. Mhm ora non ha tempo. Tempo. Voglia forse prima l'incidente alla subsidenza poi poi quella mano il gatto ha ha bisogno di pace sì ha bisogno di pace. Anche Alba ha bisogno po' di pace dopo tutto quello che è successo alla casa di riposo. Si fermano ai piedi della quercia maggiore. C'è una panchina piena di cuori, di dediche, di bestemmie, di piccoli cazzi festosi. Sistema la carrozzina sotto le fronde radici dell'albero pulsano come grandi vene sotterranee. Quanti anni avrà? Cento, duecento? Nonna forse lo sa. Lo lo sapeva una volta. Prova a chiederglielo. Ma lei non risponde fissa un punto indefinito del parco quelle pupille diamantine che hanno i vecchi forse sta guardando la nuova altalena con quel bambino dal labbro leporino che gioca da solo. Sua mamma non la lasciava mai venire qui. Diceva che era un posto pericoloso i drogati diceva ci veniva di nascosto forse per vederli questi drogati o forse perché ci sono posti che ti attraggono e basta tua madre non ci veniva mai qui non ci è mai venuta Marika si volta verso sua nonna è la prima cosa che ha detto dopo che è passata a prenderla alla casa di riposo per i drogati? Chiede Marica Alba non risponde mastica i pochi denti rimasti colpisce Salem con un mal rovescio il gateau salta dalla carrozzina ma non si allontana rimane a fissarla. Alba stringe il ciondolo al petto con un bronzo da bambina come se fosse solo suo neanche il gatto può toccarlo. Si rannicchia sul ciondolo mentre mugugna qualcosa. Marika non sa se avvicinarsi o no è da un po' che non fa cose tipo mhm mettere una mano sulla spalla ma ci prova che cosa vuol dire questo? Alba le rivolge ai suoi occhi di ghiaccio ma tu sei Marica si trattiene l'Alzheimer le ha rosicchiato il cervello un pezzettino alla volta vorrebbe dirle no cazzo Ada è mia madre è tua come fai a non ricordartelo ma non lo fa? Non può non vuole. Una brezza leggera muove le fronde della quercia sopra di loro. Cazzo le orecchie le fischiano ancora Ada perché quelle come noi muoiono sole. Marika si […] una ciocca azzurra che le pende sulla fronte. Noi chi non? No non è il momento Zaf. Marika si abbassa sulla carrozzina per intercettare lo sguardo di Alba noi chi non ma la vecchia non risponde singhiozza. Piange, piange in un modo rimpugnante come come tutti i vecchi che soffrono ma non si ricordano perché soffrono. Alba continua a rigirarsi il ciondolo tra le dita e a mormorare cosa significa, cosa significa, cosa significa? È un cazzo di dito d'argento ecco cosa significa. Niente. L'impianto non si ferma. Marika stacca la mano dalla spalla della nonna scotta. Scotta veramente tanto. Nonna tutto okay. La multipati arriva appena in tempo scende di scatto dall'auto. Corre come può. Quanto più quanto può non è abbastanza. Il bambino dal labbro leporino scende dall'altalena e guarda verso la vecchia. Un bagliore poi il ruggito dell'ossigeno che brucia mille gradi centigradi. La quercia maggiore si illumina 'giorno. Le sue foglie sembrano intrise di sangue la luce delle fiamme mare cascata d'istinto inciampando all'indietro Alba continua a singhizzare mentre viene divorato dalle fiamme non grida di dolore non si scompone rimane ferma sulla carrozzina si consuma e brucia senti la voce un cuore spezzato rubato dalla di questa magia dell'amore canta il richiamo la fattucchiera e divampa il fuoco in questa balera allora brucia tu brucia d'amor la forestiera come potete vedere cazzo si ferma un attimo a guardare la scritta all'ingresso polvere eri ritornerai? Sì è decisamente uno slogan indelicato. Si dirige verso la sala ricreativa come ogni mercoledì per la lezione di ballo. Ruggero le sorride mentre scarrozza quello stesso vecchietto che qualche 'giorno prima era arrampicato sull'albero tutto è tornato alla normalità alla casa di riposo a lieto fine. Incrocio Danila con tutti quei suoi animaletti al guinzaglio di ritorno dalla lezione di pet therapy. Salem è dentro la gabbietta. Gli troverà una nuova casa dice sì è tutto nella norma e vedeva l'ora. Supera il corridoio passa vicino alle stanze i vecchietti sono tornati ad essere quello che erano prima innocui costosi bambini di novant'anni passa di fronte anche a quella stanza è vuota ora. Le ossa stanno rifacendo il letto. Ci vogliono dall'una alle tre ore per sanificare una stanza per un nuovo residente la vita continua anche se non per tutti vede Zaffo uscire dalla stanza con uno scatolone. Sarà lungo boh cinquanta centimetri? Ed è sufficiente per trasportare tutto ciò che una volta apparteneva ad Alba. Qualche foto di famiglia, un pigiama pulito, uno shampoo mezzo consumato, un diario. È tutto lì dentro si guardano per qualche secondo. È quasi tentata di chiedergli il numero del supplente ma sarebbe indelicato. Si scambiano un cenno di saluto e si dividono. Ognuno per la sua strada. C'è una bella luce autunnale deve essere una cosa di mercoledì metterò solo un po' di musica i richiami delle balene vanno benissimo tutto è tornato alla normalità a Villamara tutto ovunque si respira una quiete che sa di anche l'astronauta lascente dalla cima del suo camper parcheggiato nel belvedere mentre punta alla parabola verso la subsidenza ma anche le tregue non durano per sempre io sono Johnny Faina e questo era nel grande nullo agricolo episodio quattro okay adesso abbiamo realmente chiuso me lo confermate okay ragazzi oggi c'era in studio noi un artista incredibile che è Fabrizio Caveia un animale da palco direttamente dall'appennino faentino che ha dato voce alla storia di Lucy e soprattutto ha messo la chitarra rendendo questo episodio più bello, per cui seguite tutti i suoi lavori, lo trovate su Spotify, su tutti i social ehm e poi a proposito di social trovate anche i nostri canali Telegram e pagina Facebook, così parlò Johnny Faina, per poter discutere dell'episodio e vi ricordo che l'episodio è scritto dal sottoscritto Johnny Faina insieme Gianluca Dario Rota, musica originali di Leonardo Passanti, artwork di Feduzzi e Master di Gippo Gurrado. In studio con noi oggi c'era Fabrizio Caveglia e la voce della radio è di Gianni Gozzoli. Qui abbiamo finito, vi aspettiamo tra due settimane e interrotta la sigla no mancava eh eh però guarda che secondo me è bella ma sta registrando però? Sì e allora? E allora? Ciao vi salutiamo senza sigla così se n'è andata è andata, non ritorna più vuoto senza lui okay niente, ciao. L'hai messo stop? Adesso

