01x02 La cosa nella Subsidenza
- Episodio: 01×02
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- Successivo: 01x03
- Data di uscita: Ottobre 2020
- Voce: Johnny Faina
- Scritto: Johnny Faina e Gianluca Dario Rota
- Musiche: Hollyspllef
- Artwork: Feduzzi
- Master: Gipo Gurrado
Sinossi
L'episodio esplora le difficoltà e le sfide vissute durante l'adolescenza, con particolare riferimento al periodo delle scuole medie. Viene descritta la complessità del contesto scolastico, caratterizzato da mutamenti fisici, mancanza di empatia e dinamiche di potere tra i ragazzi. L'episodio si focalizza su un gruppo di amici marginali che vivono ai confini della società, immersi in un ambiente rurale dominato da leggende e misteri locali. I protagonisti, Ema, Harry e Eddy, si trovano coinvolti in una situazione inquietante legata alla subsidenza di Villamara, un'area paludosa e misteriosa circondata da leggende e pericoli. Il racconto mescola elementi di realtà e fantasia, mettendo in luce la difficoltà di adattamento sociale e la ricerca di un proprio spazio in un mondo ostile e alienante.
Personaggi
Trascrizione
Le medie sono difficili per tutti. Per alcuni però sono proprio un periodo di merda. Fermatevi un attimo fuori da una scuola. Cosa vedete? Baffetti, ghiandole sudorifere impazzite, corpi grotteschi in continua mutazione, peluria, voci dissonanti per non parlare degli ormoni e dei loro devastanti sulla percezione del sé. Non può essere un periodo facile. A ciò si aggiunga la totale assenza di empatia e le violenze tipiche dello stato di natura. Ma osservate un gruppo di adolescenti in gita e vedrete come le regole più semplici ed elementari della convivenza siano completamente sovvertite e assoggettate alla legge di natura, alla legge del più forte. Al vertice della catena alimentare troviamo quelli che occupano gli ultimi posti del pullman che chiameremo gruppo alfa. Sono quelli che hanno maggiori possibilità di limonare; gli esemplari maschi si distinguono per l'uso abbondante di gel, cassettine bluetooth e deodorante AXE; mentre le femmine si riconoscono per l'abuso di cosmetici marca Kiko, playlist romantiche e l'inedita necessità di un reggiseno. Poco distante troviamo il gruppo Beta composto per lo più da e amiche ancillari e in rapida successione troviamo il gruppo di chi si diverte ancora con le scoregge quello di chi frequenta il dopo cresima, i secchioni e nei posti vicino all'autista quelli quelli che vomitano per quanto possa sembrare crudele tutti hanno un posto nel grande cerchio della scuola secondaria di primo grado. Eh o meglio quasi tutti perché c'è anche chi un posto nell'ecosistema dell'autobus non riesce a trovarlo ecco per loro le medie sono propri periodo di merda. Soprattutto se l'unico posto in cui ti portano in gita è il museo della bonifica di Villamara da queste parti se non trovi il tuo posto c'è solo un luogo in cui rifugiarti, un luogo in cui non sei l'unica cosa fuori posto, in diretta dall'area cinquantuno della via Emilia, io sono Johnny Faina e questo è c'è vita nel grande nulla agricolo, benvenuti villa mare ricordate? Noi non siamo mai stati qui il Doblò di Henry inchioda male davanti alla caserma di Villamara. È un miracolo se quel catorcio non li ha lasciati a piedi in mezzo alla campagna ci danno una snasata alle ascelle puzzano di pesce gatto e ultra gangia il modo peggiore per presentarsi a degli sbirri di prima a pensarci bene è la prima volta che emai arrivano in caserma cioè è la prima volta che ci vanno di loro spontanea volontà e ma erry entrano nella caserma nell'unico modo che sguardo di sfida e puzza di sfiga. Sono fradici di fango e acqua morta, gli occhi gonfi e sbarrati. E chi ha visto troppo ma non ricorda bene cosa. Sì, sono decisamente fuori luogo. In paese li chiamano in diversi modi, regaz, topax, ma che letteralmente vuol dire mangialatti in che senso mangia ehm mangia la cioè nel senso mangiano da bere atti eh non lo so credo ci sia dietro una storia boh di pesca nutrie e fame chimica al bar invece loro sono solo il trio del Canalone Ema Harry e Haddy Ema trentasei anni di cui dieci passati in comunità cranio lucidissimo e fronte bassa occhi acquosi che ispirano bontà o alinazione a seconda di quello che ha assunto che hanno pantaloni cargo anche a dicembre. Al bar. Lo chiamano il gigante buono in caserma. Uff sotto MD. Ama due cose la pesca e la DAB. Amava anche le droghe sintetiche eh prima che lo mettessero KO. Tua mamma dice che è solo un bravo ragazzo molto sfortunato di assistenti sociali e se continua così non riavrà mai indietro la patente. E Harry è quello alto dei tre. È anche l'unico che ha un lavoro vero e una macchina di proprietà cioè un doblò in realtà. Ha lasciato la scuola in seconda superio per dedicarsi agli sparatutto e al THC finché l'età adulta non è venuta a bussarvi alla porta sbattendogliela in faccia sotto forma di suo padre che lo trascina in cantiere con lui. Non è un gran chiacchierone forse perché è da quando è piccolo che gli dicono di non sparare stronzate. Sa essere un buon amico però […] ma ancora meglio. Sa come slamare una carpa ad occhi chiusi mentre farcisce un Cilone. Eddy invece è la mente dei tre ventenne da almeno dieci anni settum al naso e troppe idee nel cervello. È di è l'uomo della svolta. Parla con Eddie minuti e ti dirà come alzare soldi senza staccare il culo dalla riva. Tra le sue grandi idee imprenditoriali figurano pesca con la dinamite, pesca con le batterie delle auto, pesca, con le anfetamine, pesca, con la deviazione fiume e distruzione del bacino idrografico di Villamara. Che se hai già la dinamite è una cazzata dice lui. Il tutto per vendere pesce a dei non meglio specificati contrabbandieri ittici alla banda dei Carpazi. Roba da finire in caserma. Anche se in caserma quella mattina Eddie non c'è. È proprio quello il motivo per cui Ema Harry si trovano lì c'è uno strano silenzio nell'ufficio del maresciallo. Il brigadiere siti nella faccia tra le mani sperando non si chi sulla tastiera. Si sentono un po' a disagio quei due. Sono più abituati a essere denunciati che a denunciare. I carabinieri però non hanno voglia di perdere tempo con due mani a rat li fissano con lo sguardo di chi non ha dormito abbastanza loro due invece eh con quello di chi non è riuscito sonno. Non sanno bene da dove iniziare. La notturna non è andata proprio benissimo. Si erano appostati in una golena vicino al presunto belvedere l'argine che separa il dalla silenzio. Gli abitanti di Villa Mara lo chiamano così perché è l'unico punto in cui si può osservare dall'alto la distesa paludosa della subsidenza senza incorrere in reato. Eddy dice che in quel punto ci sono dei siluri così grossi da potersi pagare un mese di affitto a tirarne su uno. Quella sera però di siluri non ne hanno presi molti. Cioè a nascere ad essere onesti non hanno preso proprio un cazzo giusto una carpa da tre chili con la pinna trofica per il resto solo umidità e un secchio pieno di zanzare. Il primo mollare è Harry. Poco dopo inizia ad accusare la sonnolenza da ultragangia? Beh questo ovviamente non l'hanno detto agli sbirri lasciano edi di guardia alla postazione con i sensori attivi in caso abboccasse uno dei suoi siluri immaginari qualche ora dopo Emma viene svegliato da un beep persistente. Fatica a districarsi tra cerniere e nylon, esce dalla tenda e corre alla postazione ma sulla riva è di non c'è. Ci sono solo i sensori di morso impazziti e i galleggianti fluorescenti che scompaiono nell'acqua torbida. Ma dove cazzo è andato quel coglione anche Harry si sveglia provano a tirare su il pesce mentre chiamano Eddy ma quello non risponde. La lenza si spezza. Il coglione aveva ragione. Ci sono dei pesci enormi da queste parti a proposito dov'è finito oggi la sua tenda è vuota risalgono l'argine fino al presunto belvedere dove hanno lasciato il Doblò ma il furgone è vuoto ci sono solo loro due immersi nell'oscurità che precede l'alba davanti a loro la subsidenza ribolle oltre recinzione per chilometri e chilometri. Fin dove la nebbia sfrigola luci del consorzio di bonifica. Harry abbassa lo sguardo verso la boscaglia lungo la recinzione c'è qualcosa che si muove, qualcosa di grosso eh ma la torcia del cellulare si avvicina al ciglio Eddy Eddy eh il brigadiere interrompe il verbale fissa perplesso il maresciallo eh maresciallo ma la nebbia sfrigola ora non si usa per le cipolle. Allora sei pronto? Quindi racconti cosa hai visto al museo della bonifica e cosa hai imparato sulla va bene quindi ci spieghi tutto anche nel dettaglio okay? Pronto eh? Io odio le gite di classe perché odio la mia classe. La mia classe oggi a me. Sul pullman non trovo mai posto perché davanti ci son poli che vomitano. In fondo invece ci sono altri e i suoi amici. I figli. Quelli che fanno i cori e prendono per il culo tutti gli altri. Quando siamo andati in gita al Museo mi son dovuto sedere vicino a loro perché non c'erano altri posti liberi. Non mi hanno lasciato in pace nemmeno un secondo e mi hanno chiamato lepre per tutto il viaggio. Lo fanno sempre perché ho il labbro leporino che mi fa vedere i denti incisivi e quando non ci sono i prof nei para si accaniscono ancora di più. Ecco perché odio le gite. Perché come in classe ma peggio. Ogni anno la scuola ci porta in gita al museo della bonifica di Villa Mara un posto triste e abbandonato a sé stesso pieno di teche con animali morti e una collezione di erbe palustri. Coi cartelloni illustrativi tutti sbiaditi al museo si dovrebbero imparare cose sulla subsidenza il che un controsenso perché della subsidenza si sa solo che è un'anomalia geologica, una specie di palude che non si riesce a bonificare e che inghiotte tutto ciò che la circonda, alberi, animali, case dicono anche che ci sia un intero paese ma il borgo che da secoli è sprofondato nella melma della subsidenza. È un posto pericoloso. Per questo è vietato entrare. Ma al volo. Zaf e gli atti del GIP dicono che lì dentro ci sono delle creature sconosciute forse aliene come la nutre mannara o labominevole uomo pesce. Io non lo so se è vero. Ma ci hanno fatto anche del museo che è la parte preferita da tutti dopo il ripostiglio del custode pieno di vecchi porno con le donne pelose per tutta la visita al museo Alfre e i suoi amici mi hanno preso per il culo dicendo che anche io sono un mostro della subsidenza così ho preso le cuffie e mi sono messo ad ascoltare dal mio cellulare i suoni del bosco […] vi ascolto ogni volta che sono triste o arrabbiato o semplicemente annoiato mi piacciono i suoni del bosco, mi aiutano a rilassarmi, mi metto le cuffie e non sento più nulla, niente più insulti, niente più risatine, niente spiegazioni, niente solo il vento tra gli alberi e gli uccellini che cantano tra i rami mentre il resto del mondo se ne sta zitto io guardo le persone muovere le labbra senza emettere suoni come tanti pesci in un acquario dopo la visita siamo andati al presunto belvedere per fare un picnic dal belvedere si può vedere tutta la subsi dall'alto. Mi hanno detto che è lì dove i ragazzi più grandi vanno a baciare o a fare sesso con le loro ragazze. Dicono che sia romantico baciarsi davanti alla subsidenza anche secondo me non è un granché. È un posto che fa venire i brividi. Durante il picnic nessuno voleva pranzare con me. Così sono andato sotto l'argine per mangiarmi il mio panino alla mortadella. Sono sceso giù e mi sono seduto in una piccola radura in mezzo alla boscaglia vicino alla recinzione. È lì che ho visto il buco. Un grosso buco nella rete. Come se qualcosa con grande artiglia avesse lacerato la rete da e fosse fuggito dalla subsidenza. Era come se da dentro usciva un brivido gelato anche c'era mezzogiorno e c'era il sole. Allora per calmarmi mi sono messo le cuffie e ho fatto play a un tratto visto alfre e gli altri entrare nel boschetto. Stavano fumando dell'ultragangia. Lo so tutti lo sanno che loro fumano quella roba anche se i genitori non devono saperlo. Avrei voluto mimetizzarmi nella subsidenza ma Altri mi ha visto subito e pensava che lo stessi spiando perché avevo il cellulare in mano così mi ha preso di forza mi ha rubato il cellulare dalle mani e le ha lanciato oltre la recinzione così imparo a fare la spia mi ha detto io ho protestato ma loro mi hanno buttato a terra e mi hanno chiamato mostro merda infame e mi hanno detto di tornare da dove sono venuto e mi hanno spinto verso il buco nella recinzione avevo paura ma non so se avevo paura di loro o di quel brivido gelido che veniva dalla si pensa. Così ho iniziato a correre solo dopo un po' mi sono voltato e ho sentito gli ululati dei miei compagni di classe che ringhiavano oltre la recinzione era entrato nella subsidenza e non me n'ero nemmeno accorto e non veniva nessuno può entrare nella subsidenza. Nessuno. Figuriamoci due pescatori con precedenti per detenzione illegale di stupefacenti che sospettano che il loro migliore amico sia stato attaccato da una non speci cosa. Figuratevi poi se i due pescatori in questione sono Ema e Henry. L'intero perimetro della subsidenza è circondato da una recinzione alta cinque metri e che si stende per chilometri fino ai del grande nullo agricolo. L'area è sorvegliata ventiquattro ore su ventiquattro da telecamera a circuito chiuso, droni di ultima generazione, termoscanner e dalle pattuglie del consorzio di bonifica che impediscono qualsiasi infiltrazione non autorizzata almeno questo è quello che per tenere lontani i bambini. Basta dare un'occhiata alla recinzione o alle torrette di controllo per accorgersi che di un valicabile c'è rimasto ben poco. La ruggine 'sta avendo la meglio sull'intera struttura difensiva. I punti soffocati dal muscolo e dai rampicanti non si contano alcuni tratti di recinzione stanno addirittura sprofondando nella stessa palude da cui dovrebbero tenere lontani. Anche gli edifici che compongono la sede del consorzio versano in uno stato d'abbandono spettrale grandi hall vuote, parcheggi semideserti, infestati dalle erbacce col tridente l'anguilla resi ormai riconoscibili dall'umidità. Solo quando cala l'oscurità, gli hangar e i capannoni sembrano prendere vita illuminando le lunghe notti di villa mara ufficialmente la funzione del consorzio è eh cito contro la e monitorare le acque e proseguire perseguire e portare a compimento l'alta opera di bonifica del territorio villamarese entro i prossimi cinque anni ecco volevo dirvi lo statuto risale agli inizi degli anni settanta. Le teorie però cosa accade davvero lì dentro si sprecano. C'è chi sostiene sia una base segreta piena di omini verdi e dischi volanti e chi invece è convinto sia solo una nota dolente nel bilancio comunale. Ammesso che ci sia qualche differenza tra una base segreta e un ente inutile. Gli unici al destino del consorzio sono i dirigenti della AGrotec una delle tante multinazionali senza scrupoli che da anni cercano di entrare nel consiglio d'amministrazione senza risultati. Una cosa è certa però il terreno della subsidenza è tra i più fertili che si mai visti. Soprattutto se coltivi ultra gancia. Non a caso l'abitante di Villa Marraca libero accesso alla subsidenza e anche il principe dell'ultra th capelli ossigenati, taglio militare, folgore tatuata sul collo e da sub rigorosamente slacciati all'altezza del pelo sul petto. Folgore al secolo Oscar Zanirato originario di riformato l'esercito per eccesso Diego è l'unico sommozzatore palustre al soldo del consorzio di bonifica l'unico membro folgore è la persona a cui devi rivolgerti se cerchi un po' di ultrasballo negli interminabili sabato sera di provincia. Beh anche la stessa persona che può aspettarti un malleolo se si avvicini troppo alla suffidenza. E conoscono bene folgore e sanno cosa in grado di fare per questo hanno deciso di non tornare da soli al presunto belvedere ma con una task force di avanzi da bar e discepoli di Vasco Rossi accuratamente selezionati tra chi non aveva un cazzo da fare quella sera. Ovviamente tra questi non ci sono i carabinieri ma si sa i carabinieri si muovono solo su segnalazione del gruppo di controllo del vicinato occhi aperti su Villa Mara. O quando c'è una nuova barista con cui provarci. Il punto di ritrovo è il presunto belvedere sulla subsidenza. Non ci sono coppiette in vista. Il sole sta calando. C'è un sottile strato di che risale lungo gli argini del fiume e suoni, richiami sinistri ovunque e Merry accendono le torce hanno visto abbastanza film horror per esattamente cosa devono fare dividersi il gruppo di Harry scende dove si erano accampati i conetti la sera precedente. È tutto come lo hanno lasciato. Sulla destra la sua tenda è quella di Ema e sulla sinistra quella di avanzi di e mozziconi. Un barattolo di vermi coreani ancora striscianti non sembra ci sia nulla di strano […] quando tra l'erba alta vede qualcosa che scintilla si avvicina lo raccoglie è il della Bulldog che lui eddi hanno comprato l'unica volta che sono usciti dal grande nulla agricolo per una settimana di paura e delirio ad Amsterdam non se ne andrebbe mai senza. Comprai muscoli del viso come ha visto fare molte volte a Orazio Kein in C sai. È chiaro? Non può essersi allontanato di sua spontanea volontà dall'altro la ema è il suo team di energumeni sta frondando letteralmente la boscaglia lungo il confine della in cerca di indizi è da lì che hanno visto arrivare la cosa la stessa cosa che potrebbe avere aggredito è di la ricerca sembra giunta ad un punto quando Fabione, un veterano del corpo carrettisti mietitrebbia fa una scoperta sconcertante. E ma non crede ai suoi occhi. Chiama Harry e tutti gli altri all'adunata lungo l'argine è tutto un fioccare di serate di torce che lampeggiano per gli arbusti e massichina sul ritrovamento. Una paletta e un rotolo di carta igienica. Si massaggia il mento come ha visto fare molte volte i Nancy e yes. È chiaro. E ti stava cagando. Eh ma è di si sono impegnati a ricostruire la dinamica dei fatti. Stanno discutendo quando sentono qualcosa muoversi verso di loro i fasci delle torce si concentrano tutti verso lo stesso punto un Tremito leggero scuote le fronde dei rovi e dei rampicanti trattengono il respiro è lì lo sentono lo vedono zaf con il gip al completo emerge dalla boscaglia insolita, rassicurante apparizione. Ma ciò che tiene in mano non è per nulla rassicurante. È il cellulare di c'è qualcosa che devono vedere dentro era tutto diverso, forse ero io, oppure quello livido, per la boscaglia e gli arbusti sembravano più fitti, c'erano rampicanti dai colori arcobaleno e muschio e muffa dappertutto, c'erano funghi che sembravano usciti da un film di fantascienza e i setti con migliaia d'occhi che strisciavano e attorno a me. Sentivo scritti lì e richiami di uccelli sconosciuti e tante tantissime zanzare. Zanzare come non ne avevo mai viste. Mi ricordavo diversi i fondi del bosco. Il mio cellulare non si trovava da nessuna parte e mentre fuga le radici con le mani sporche di fango mi sentivo osservato continuavo a girarmi di scatto per vedere se c'era qualcuno così ho iniziato a camminare sempre più veloce finché non mi sono trovato fuori dal bosco davanti alla palude della subsidenza non ho mai visto nulla di simile se che la terra sparisse in una gola di fango e piante decomposte. Dappertutto c'era una specie di nebbiolina o di fumo che avvolgeva ogni cosa come una coperta solo che invece di tenere caldo faceva venire freddo. Tutto era eppure sembrava che piano piano ogni cosa si muovesse come un quadro che si scioglie e si mescola insieme a tutti i suoi colori c'è un silenzio fortissimo e poi d'un tratto ho sentito di nuovo quella presenza e quella cosa me? Ho iniziato a correre non sapevo dove andare, ho ho corso in mezzo alle canne, al fango e scappavo e sentivo freddo dappertutto ma la cosa continuava a seguirmi attorno a me c'erano solo rovi, rampicanti e rovine sprofondate finché non ho visto un rudere in cui nascondermi mi sono rannicchiato in un angolo e ho chiuso gli occhi non riuscivo a calmarmi la cosa era ancora lì fuori avrei voluto ascoltare i suoni del bosco del mio bosco ma il cellulare era perso come me per vedere così poi ho sentito una puzza fortissima di marcio e ho aperto gli occhi per vedere cos'era. Ero circondato da teste di pesci e orrendi con lunghi baffi marci e gli occhi esplosi. Volevo vomitare ma non ci riuscivo. Poi ho visto qualcosa cioè l'hanno delle vecchie coperte sporche buttate un cumulo di frasche felci secche e delle latte tutte in giro, in disordine c'era anche un copertone di una macchina e una rete da pesca rotta e poi in un angolo in un buco scavato nel muro dove mancavano dei mattoni c'era una foto di quelle in bianco e nero come quelle dei bisnonni sulle tombe. La foto ritraeva una donna bellissima. Aveva i capelli raccolti in una freccia nera con un fiore meraviglioso tra i capelli. Ma ancora più meravigliosa era lei con i suoi grandi occhi scuri e il naso da ballerina sulla cornice nel legno era inciso un nome scritto male che si faceva fatica a leggere Adele ma il borgo milleottocentosettantacinque ed era così bella quella donna che volevo vederla più da vicino e allora ho preso in mano la foto e ho aperto lo zaino quando ho sentito dei passi. Fuori dalla rovina. Ho sentito di nuovo quel brivido gelato per realizzarmi le gambe la cosa era sulla soglia e mi stava fissando e mi stava fissando. Oddio che imbarazzo. Uh ehm sul cellulare di Eddie c'è un video risale alla notte precedente poco prima che e disparisse. Le immagini sono pieghe dentro la subsidenza. Puntano le torce verso l'ignoto. Un un bagliore accecante spazza via qualsiasi ombra li stesse tentando sentono lo sfrigolio di migliaia di watt punta su di loro. Puzza di diesel e di cose morte. Il mezzo anfibio emerge dalla melma. Conoscono la voce al megafono. Alzano le mani folgore spegne la paglia fra le dita arma la pioggia non è il loro posto quando sono tornato al pullman erano tutti sono erano tutti preoccupati soprattutto i prof per una volta si sono accorti di me anche se hanno notato la mia assenza solo quando hanno visto che sul pullman era rimasto un posto vuoto il mio posto quello che non vuole nessuno. Mi hanno chiesto come mi ero fatto tutti quei graffi e perché ero ricoperto di fango. Ma non ho detto nulla. Ho promesso di mantenere il segreto solo Alfre e gli altri sapevano dov'era stato per la prima volta. Mi hanno in pace. Ho passato il viaggio di ritorno a guardar la foto di Adele. Forse non mi serve più il rumore del bosco. Per calmarmi. Ti bastano gli occhi di adese e i suoi lunghi capelli fighi. Le notti mi capita di sognarla nei sogni lei insieme se ne stanno in mezzo alla subfidenza con gli alberi strani e la nebbia che gira soprattutto al di là della rete, al di là del buco, al di là del tempo le persone a mano sulla faccia piena di protuberanze, della cosa, nei sogni la cosa, il labrador le come me ma lui nessuno lo prende in giro perché tutti han paura di lui. Tranne Adele nei sogni lei gli dice qualcosa di piccolo, piccolo, alle orecchie, deformi. Egli occhi della cosa appaiono meno tristi. Nei sogni anche la cosa ho trovato il suo posto, anche la cosa ha trovato casa e dove tutto spa ma cazzo dimenticavo eh mentre nella sta accadendo quel casino che sta accadendo? Un camper con due serie di sette aerografate sui lati sta passando docile, senza fretta, di fronte alla casa di Heddie, il camper si ferma, alla guida c'è lui, l'astronauta, con il suo casco ben saldato in testa del camper si apre con un sibilo. E di scende zoppicando la caviglia gonfia, una fasciatura in testa e l'emicrania oddio da spaccargli il cervello in due. L'astronauta lo saluta con un cenno prima di ripartire verso mete sconosciute. Non dice nulla Eddy ma non si sa. L'astronauta non dice mai nulla a nessuno e non ricorda come sia finito il camper né ricorda un cazzo della sera precedente né di dove sia finito il suo cellulare. Cioè solo di trovarsi di nuovo casa, al sicuro e di non avere ancora smaltito la sbronza più tosta della sua vita io sono Johnny Faina e questo era nel grande nulla agricolo. Secondo episodio. Ce l'abbiamo fatta sono le due e quarantacinque di domenica undici ottobre cioè praticamente domani esce episodio? Noi siamo molto stanchi e provati. Eh io sono Johnny Faina sono la voce di questo podcast che scrivo insieme a Gianluca Dario Rota che è anche l'uomo alla chitarra musiche originali di Leonardo Passanti artwork di che è qua che dorme sul divano. Master di Gippo Burrado che probabilmente mi infamerà perché gli mando il master tardissimo, il pre-master tardissimo. E niente ragazzi mhm eh volevo dirvi che il podcast esce ogni due settimane e che questa settimana un'ospite speciale che era Primoti Marisco, un bambino di otto anni molto gentile e che ringraziamo eh seguiteci sui social così su Facebook, Johnny Fain, su Instagram così parlò Johnny Faina, su Telegram, insomma cercate Johnny Fainetto il grande nulla agricolo. Buonanotte Villa Mara buonanotte

