====== 04x07 Villamara Music Contest ====== {{ https://d3wo5wojvuv7l.cloudfront.net/t_square_limited_480/images.spreaker.com/original/88dfe1d9a2fa67aafa723d781b00d482.jpg?200|Copertina}} * **Episodio:** 04x07 Villamara Music Contest * **Precedente:** [[04x06]] * **Successivo:** [[05x01]] * **Data di uscita:** 21/07/2025 * **Link:** [[https://www.spreaker.com/episode/villamara-music-contest-04x07-finale-di-stagione--67050754]] * **Voce:** [[author:jonny_faina|Johnny Faina]] * **Scritto:** [[author:jonny_faina|Johnny Faina]] e [[author:gianluca_dario_rota|Gianluca Dario Rota]] * **Musiche:** [[author:hollyspllef|Hollyspllef]] * **Artwork:** [[author:feduzzi|Feduzzi]] * **Master:** [[author:gipo_gurrado|Gipo Gurrado]] ---- ===== Sinossi ===== ---- ===== Personaggi ===== * nome ---- ==== Trascrizione ==== ++++Open| Il ventilatore cigola sul soffitto controvoglia. L'area della notte è così affuosa che anche lui ne ha le pale piene. Il maresciallo Braghini studia le facce che lo fissano dall'altra parte della scrivania. Sembrano più stupiti che spaventati. Eppure, dopo tutto quello che è successo, chiunque con un minimo di buon senso avrebbe capito che quella storia non sarebbe finita bene. Tutti tranne loro. I soliti musicisti. Allora, a sto giro l'avete combinata grossa, eh? Zaff si volta verso i suoi compagni, in cerca di conforto. Senza successo. Abbassa lo sguardo sui polsi cerchiati dalle manette. Tra tutti i modi in cui poteva finire, l'arresto era l'ultima delle ipotesi. Guardi maresciallo, noi... Uè, un momento, chi ti ha detto di parlare? Zaff mutolisce. Marica gli lancia un'occhiata con ben pochi sottintesi. Sgremo, impassibile, si avvicina all'orecchio di Pippio. Bro, credi che sia per la storia del fumo? Sgremo, sta zitto! Se magari, se dovessimo arrestare tutti i ragazzini che si fanno le canne a settembre ci troveremmo con le glassi vuote. Era buona questa, no? Gandolfi, era buona sì o no? Il brigadiere annuisce, ma non ride. Riprende a battere la tastiera. Maronna Gandolfi, era una freddura. Ridi che almeno si rinfresca l'aria. Scusate, non capisce l'umorismo delle forze armate. Sgremo accenna un sorriso. A me ha fatto ridere. Mi fa piacere. Anche se qua c'è ben poco da scherzare. Nelle ultime ventiquattro ore ci sono stati, nell'ordine, un tentativo di rapina, due ispettori della CIA feriti, un morto ammazzato, un maiala a piede libero e una pompa di benzina in fiamme. L'unico collegamento tra tutte queste disgrazie siete voi, i Burdel Frommel. Gandolfi, abbiamo preso le generalità? Il collega annuisce. Il maresciallo si volta di nuovo a guardare. Fissa il suo sguardo su Marika, che ricambia con un'espressione di sfida. Cominciamo dalla ragazza con i capelli strani. Spiegami un po'. Che cazzo è successo esattamente? Da queste parti, nessun ritorno a casa è mai sicuro. In diretta dal contest più chiacchierato della pianura padana, un nuovo episodio di C'è vita nel grande null'agricolo. Benvenuti a Villamara e ricordate, se volete sapere di più, Benvenuti a Villamara e ricordate, noi non siamo mai stati qui. Sottotitoli e revisione a cura di QTSS Una famiglia di cinghiali sarebbe stata avvistata negli ultimi giorni nelle campagne di Villamara. E' la prima volta che questi animali vengono avvistati in pianura. Le autorità avvertono. Fate attenzione a guidare di notte nelle strade isolate. Consorzio di bonifica. Atteso a breve il risponso della commissione d'intervento. Le autorità avvertono. Fate attenzione a guidare di notte nelle strade isolate. La commissione d'intervento è richiesta ma la dirigenza resta fiduciosa. In caso di risposta negativa potremmo sempre incolpare qualche stagista. Ma passiamo alla politica. Villamara si prepara al voto. Manca una settimana alle elezioni comunali che vedranno concorrere la lista civica per una Villamara circolare guidata dal sindacosciente Fabrizio Rondò, noto anche come il Gotha delle Rotonde, e la lista stop al degrado, guidata dal suo acerimo rivale il controverso consigliere comunale Bruno Caplazzi, supportato dal comitato cittadino Occhi Aperti su Villamara. Se siete tra quel 10-12% che va ancora a votare vi ricordiamo che i seggi saranno aperti presso l'ex scuola elementare Lubionata, domenica e lunedì prossimo. E questo è tutto dal notiziario di Agroradio. Vi lasciamo ora la diretta dalla piazza di Villamara dove sta per cominciare il Villamara Music Contest con la linea Stefania. Stefania, mi senti? L'uomo alla cassa fissa la vetrata mentre si dondola sulla sedia a rotelle. Fuori, il sole tramonta preannunciando un'altra notte di fuoco. Troppo caldo per uscire di giorno. Troppo caldo per dormire di notte. Anche le parole alla radio sembrano sciogliersi. Ma poco importa. Tutto ciò che c'entra con Villamara ormai non lo riguarda più. Se c'è un vantaggio nel gestire una stazione di servizio ai confini del grande nullagricolo è proprio quello di potersene fregare di tutto. Tranne dei clienti. Una macchina attraversa il piazzale diretta verso la stazione a metano. Una multipla. L'uomo fa retromarcia e spinge la carrozzina oltre il bancone. Una vampata di umidità e olio per motori gli invade le narici. Spinge la carrozzina oltre le pompe e sfila rasente ai pali della luce. Passa accanto l'auto di cortesia che ha servito poco prima quando nota un appunto in fondo al piazzale con il motore ancora in folle. A bordo ci sono due tizi o almeno così gli sembra. Saranno lì da cinque minuti e ancora non sono scesi. E ancora non sono scesi. Spero almeno che abbiano l'aria condizionata. Merda ragazzi è tardissimo. Meno male che siamo arrivati stavamo per rimanere in secca. Te l'avevo detto io di fare metano ieri. Marica per favore non cominciamo. Dov'è il tizio del metano? Zaf richiude la portiera della multipla mentre Pippio e Sgremo si districano fuori dai sedili posteriori imballati di strumenti. Merda che caldo bro. Pippio, Sgremo dove state andando? Pippio e Sgremo si voltano verso Zaf. A prendere un panino. Adesso? Ragazzi dovevamo essere a Villamara un'ora fa non è il momento di fare uno spuntino. Bro conosci la regola. Meno tempo hai per mangiare più è buono il panino. Zaf fissa Sgremo interrogativo. Te lo sei appena inventato vero? Sì. Dai andiamo tanto devi fare il pieno. Zaf si volta verso l'uomo in sedia a rotelle che sta armeggiando col bocchettone. Senta siamo un po' di fretta quanto ci vorrà per il pieno? L'uomo sbuffa mentre assicura l'iniettore. Direi 8 minuti circa. 8 minuti? Cazzo. L'orario del soundcheck è passato da un po'. Il Villamara Music Contest sarà già cominciato e loro sono nel bel mezzo del nulla. La tensione colpisce dove un uomo che ha fretta è più vulnerabile.La vescica. Cazzo, devo pure pisciare. Marika, io scappo un attimo in bagno, eh? Marika annuisce mentre chiude la sigaretta. Sì, tranquillo, io faccio una chiamata. Senti, Zaf, ma... Zaf non risponde. Sta già correndo verso il bagno. Marika si porta la sigaretta verso la bocca quando il gestore la ferma. Non è una buona idea fumare di fianco a una pompa di benzina. Meglio se vai nell'area picnic. Ah, sì, scusi, scusi. Si infila la sigaretta dietro l'orecchio e attraversa la stazione. Prosegue oltre il negozio e raggiunge un quadrato di erba bruciata circondato da cordoli di cemento. Al centro, due tavoli di legno slavati dal sole con tanto di panchine. A far loro compagnia solo un dondolo a forma di rana con gli occhi insolitamente gonfi. Già, proprio il posto ideale per un picnic in famiglia. Marika si appiattisce contro la parete del negozio. Si porta la sigaretta al labbro e accende. Osserva lo schermo del cellulare. Una chiamata persa. È di sua madre. Il telefono squilla a vuoto contro l'orecchio sudato. Non si sente nulla, a parte il rumore bianco delle cicale in sottofondo. Marika studia le ombre azzurre che si allungano sulla campagna. Oltre la stazione, il grande nullagricolo è una macchia rossa sotto un cielo purpureo. Solo un vecchio camion percorre la strada fino alla stazione. Si allenta, mette la freccia e si ferma con un sobbalzo alle pompe. Marika l'osserva quasi stregata. Colpa del caldo, forse. O forse... Pronto? Mamma? Ciao, Marika. Tutto bene? Sì, sì, tutto bene. Tutto... Tu? Sì, dai, a parte il caldo. Dove sei? Siamo... siamo... a fare metà, no? Stiamo tornando a Villamara. Tra poco abbiamo il concerto, sai? Quel concorso che ti dicevo. Ho visto che mi hai chiamato. È successo qualcosa? No, no, nulla di che. Solo... C'è una cosa di cui dobbiamo parlare. Cioè? È una cosa abbastanza importante, vedi? Io... Ma che cazzo succede? Marika si sporge verso il piazzale. Sembrava provenire dal bagno. Ma cosa sta facendo Zaf? Marika? Sì? Ci sei? Sì, sì, scusa mamma, non è niente. Mi sono distratto un attimo. Dicevi? Volevo dirti che... mi hanno chiesto se voglio rimanere in comunità. Marika sente qualcosa all'altezza del petto. Come se il suo cuore avesse saltato un battito. In che senso, scusa? Il dottore ha detto che la perizia è andata bene. Cosa è cambiato? No, no, no, Marika, aspetta. Non hai capito. Mi hanno chiesto se voglio restare a dare una mano. Sai, alla cooperativa hanno bisogno di una persona che conosca la comunità, come funziona, che sappia gestire l'orto, cose così. Ma soprattutto i nuovi arrivi, sai, dopo tutto questo tempo stare qui è la cosa che so fare meglio, no? Mi darebbero uno stipendio, un alloggio, e mi son detta perché non farne un lavoro, no? Marika suchiude gli occhi. Ha come un mancamento. Colpa del caldo, si dice, ma non è sicura. Si appoggia contro il vetro. Io pensavo che saresti tornata. Mi avevi detto così, che saresti tornata a Villamara, no? Ora, perché hai cambiato idea? Marika. Avevo già parlato con Giovanni. Gli avevo detto che saremmo tornati nell'appartamento, che l'avremmo messa a posto. E ora non vuoi tornare? Marika. Amore, ascoltami. Non è che non voglio tornare, ma... non ha senso, capisci? Tu hai la tua vita, io ho la mia. Hai badato a te stessa fino adesso. Ti sei presa cura della nonna quando io non c'ero. E questo ti fa onore, ma... hai il tuo ragazzo, i tuoi amici. Non c'è bisogno di stare di nuovo sotto lo stesso tetto per essere una famiglia, no? Che vuol dire? E l'appartamento, scusa? Vendilo, se vuoi, eh. O tienilo, se vuoi... se ti serve, se ci vuoi andare a vivere con... Ho sentito papà e... ed è d'accordo. Papà? Quindi con te si fa sentire, eh? Marika, per favore... E poi... puoi venirmi a trovare quando vuoi. Ma che cosa c'entra questo? Io so che posso venirti a trovare quando voglio, ma questo non è il... Che cosa è stato? Marika? Marika si è acquatta a terra. Il telefono in una mano, la sigaretta ancora accesa nell'altra. Nelle orecchie solo l'eco dello sparo e il balbettio confuso della madre. Marika? Stai bene? Sì, sì. Ti richiamo dopo, ok? Riattacca. Si tira su in piedi e si affaccia sul piazzale. Il camion. Dov'è finito? All'interno del negozio grida confuse, appena udibili. Pippo e Sgremo sono ancora lì. Non è che... Lo schianto le mozza il pensiero. Un grido. È sicura di aver sentito un grido. Proviene dal bagno. Zaff! Marika esce allo scoperto e guarda in direzione delle pompe. Non ci crede. Il camion. Si è schiantato contro la pompa 7. Una pozza di carburante si allarga nella piazzola. A terra, poco distante, un uomo giace privo di sensi. Ma nessuna traccia di Zaff. Marika inizia a correre. Zaff! Zaff! Marika! La voce di Zaff le arriva come un eco di sollievo. Ora lo vede. È lì, a bordo della multipla, che si sbraccia verso di lei. Zaff! Vai via di lì! Cosa? Vai via di lì! Qualcosa la travolge. Marika viene sbalzata a terra. Una macchia rosa galoppa oltre di lei in direzione della statale. Un maiale. Un grosso maiale impreda il terrore. L'animale si guarda spesato, come se non capisse di essere vivo. Marika si rialza, dolorante. Allora è questo che significa morire. La voce le attraversa i pensieri come un'interferenza. Lo viene... dal... maiale? Marika, via di lì! Ma Marika non si volta. Solo in quel momento si accorge della sigaretta caduta a terra e della braccia, che lentamente si consuma prima di entrare in contatto con la pozza di benzina. Oh merda! Ma che cazzo è successo qui? Un maiale. Marika annuisce. Scusi, eh? Lei mi sta dicendo che il maiale le ha parlato. Corretto. Non mi ha propriamente parlato. Diciamo che ho più sentito la sua voce nella mia testa. Il maresciallo fissa Marika perplesso. Ah, anche l'espressione del brigadiere non è da meno. E io che pensavo che il drogatiello fosse quel ragazzino lì. Sgremo si sente tirato in causa. Ma chi? Io? Lasciamo stare, va. Che già non ci sto...più a capire niente. Allora secondo la sua ricostruzione il camion si è schiantato contro la pompa di benzina e un maiale telepatico, giusto, l'è corso addosso provocando accidentalmente l'incendio. Corretto? Marica fa sì con la testa. Ma allora scusi come c'è finito un ispettore della CIA privo di sensi in quel parcheggio? Zaff si fa avanti. Beh qui posso rispondere io. Praticamente è andata così. Ti ricordi i sole di Marlborgo, Marlboro cellule staminali, nelle vasche di laminazione sbocciavano fiori sempre uguali. Scorre il fumo della stazione e c'è mia nonna sopra un freccia rossa, biosfosfati alla televisione, è la sagra del lagrimensore. E coltiviamo le anime nei campi e mangiamo quello che troviamo. Costruiamo su un terreno de maniale vuoto come un film americano, bonifichiamo questo carnevale, biedolotti e vanità, in questo ettaro territoriale fermentiamo la nostra libertà e le zanzare, le zanzare, le zanzare, le zanzare fanno il mio nome. Da qualche anno faccio un sogno ricorrente, sogno delle zanzare che mi parlano, a volte mi dicono come si chiamano, i loro nomi, anche le zanzare hanno i loro segreti, anche le zanzare provano emozioni. Illuminati dai fari di un trattore, allo da solo come Jodorowsky, sulla strada c'è un ventilatore, vado al consorzio con Bukowski e non ci penso più, e non ci penso più, e non ci penso più, più. Mi son guardato nello specchio, forse il concime è chi mi ha reso vecchio, non scopo più come facevo prima, perché sono una nutrialbina. Una nutrialbina, una nutrialbina, una nutrialbina. Biofosfati, fitofarmaci, alare, alare, alatura, consorzio, biomassa, grano, mais, fermentazione, botatura, botatura, botatura, zanzare, zanzare, zanzare. Le avete viste le zanzare? Io sì, una nutrialbina, una nutrialbina. Ed era Vasco Biondi, in arte le luci della stazione ecologica con la sua nutrialbina. Ma sentite qui quanti applausi, allora, il nostro applausometro registra un entusiasmo abbondante, complimenti Vasco. Bene, bene, bene, vedremo, vedremo se i prossimi artisti sapranno fare di meglio. Allora ancora un altro applauso via per il nostro cantautore. Sì, puoi scendere sì, puoi scendere dal palco adesso. No, no, no, la meditazione di gruppo no, dai su, scendi, scendi, vai. Dicevamo sì, allora dicevamo i prossimi artisti, signore e signori solo per voi su questo palco, il palco del Villamara Music Contest. Bissia spegne l'autoradio, si passa una mano sulla fronte per tamponare il sudore, il motore rantola in folle mentre l'aria condizionata naspa. L'abitacolo della Punto è un forno tutt'altro che ventilato, ne dovranno fare ancora un po' di colpi prima di permettersi qualcosa di meglio, specie se non la smette di giocarsi tutto al turista per sempre. Allora Cap, ripassiamo il piano. L'energumeno alla sua destra fa sì con la testa, al cappone, più palle che cervello, questo è il suo motto, il che è tutto un dire visto che gli manca un testicolo. Sì, allora noi praticamente aspettiamo che il tipo esca, entriamo, apriamo la caffa, prendiamo i soldi e... oh Cap, concentrato, prendiamo i soldi e... e usciamo, e se c'è della maletta? Cappone si ravana nel retro delle mutande sfodera una berretta 9 mm. E questa dove cazzo l'hai presa? A Loca Loca, uno dei rattoni, era un sciacco che la cercavo e alla fine era ancora nel suo ufficio. Te l'ho detto, niente ferro, ok? Ma no, ma è solo se... Niente ferro. Una multipla si ferma al distributore di metano, la porta a vetri del negozio si apre, la carrozzina del gestore scivola in direzione delle pompe, Bisse e Cappone si calano i passa montagna sui volti sudati, studiano i quattro metallari scendere dalla macchina e parlare col benzinaio. Si guardano, nessuno sembra averli notati, è il loro momento. Diciamo Capp, mettivi al ferro e non fare cazzate. Ma? Niente cazzate. Zaff si volta verso l'uomo in sedia a rotelle che sta armeggiando col bocchettone. Senta, siamo un po' di fretta, quanto ci vorrà per il pieno? L'uomo sbuffa mentre assicura l'iniettore. Direi otto minuti circa. Otto minuti? Cazzo. Marica, io scappo un attimo in bagno, ok? Marica annuisce mentre chiude la sigaretta. Sì, tranquillo, io faccio una chiamata. Senti Zaff, ma... Ma Zaff non risponde, sta già correndo verso il bagno. Porca troia. È occupato? Nessuna risposta. Nulla da fare, non può aspettare, deve usare gli orinatoi. Zaff lascia cadere la testa l'indietro in preda all'endorfine. Un getto fiero, costante, quasi infinito colma il fondo del Vespasiano. È quasi rassicurante sapere che tutti i bagni pubblici si assomigliano. L'odore di ammoniaca e secrezioni umane, i graffiti sconci che promettono pompini gratis, gli adesivi sbiaditi di bende dimenticate, eppure i moccoli di sapone liquido incrostato sulle piastrelle. Almeno spera che sia sapone. Un unico non luogo progettato da Pozzigginori per farci sentire a casa ovunque, anche ai confini del grande null'agricolo, anche quando sei in ritardo per il concerto più importante della tua carriera. Zaff non fa in tempo a sgrullare che la porta del box si apre alle sue spalle. Sente una zip chiudersi.Seguita da passi pesanti, anche la porta che dà sulla piazzola si spalanca. Allora, muto, ci sei? Sono dieci minuti che sei lì dentro. Zaff sente il suo piccolo chitarrista rimpicciolirsi, come se il suo corpo avesse avvertito il pericolo. Si volta appena appena verso i lavandini. Oh merda. Ci mancava questa. Sono loro. Gli ispettori della CIA. Trattiene il respiro, rifodera l'armamento nelle mutante, tira su la patta un dente alla volta. Cazzo. Ehi, muto, ma quello non è... Merda. Sei inceppato. Zaffagnini! Ma che sorpresa, stavo pensando proprio a te sai. Ho visto il vostro nome sul programma del Villamara Music Contest e mi son detto, ma no, non può essere. Vuoi vedere che Zaffagnini è davvero così coglione da presentarsi di nuovo sul palco? Stavamo giusto giusto venendo lì, a Villamara. È davvero una fortuna incontrarsi prima, no? Una lacrima di sudore attraversa la fronte di Zaff. Solleva lo sguardo, mentre i due ispettori gli tagliano ogni via di fuga. La sua unica possibilità è la finestrella sopra la sua testa. Non ci sarebbe passato nemmeno a cinque anni, ma non ha alternative. Muto, prendilo! Zaff afferra il tubo dello scarico e solleva il piede fino al bordo dell'orinatoio. Si dà una spinta e... La ceramica si frantuma sotto il suo peso. Zaff rovina terra trascinandosi dietro il tubo dello scarico. Un getto d'acqua schizza le pareti del bagno. Il Muto si getta su di lui e lo inchioda al muro. Ma si può sapere cosa vi abbiamo fatto? È ancora per quella storia dei Bordereaux? Ma davvero non l'hai ancora capito? Il Muto ridacchia mentre Zaff respira malapena sotto la sua presa. Mi dispiace, sai, stava quasi iniziando a piacermi la vostra musica. Anche se preferisco i grandi classici italiani, sai, la roba anni 60, 70, 80... Aspetta, vi manda... Vi manda la triede della Proloco. E bravo, ci sei arrivato, eh? Non capisco, è stata la CIA a fermarli, li abbiamo chiamati noi. Questa cosa non ha senso. Oddio, Zaffagnini, sei così ingenuo. Pensi davvero che ci saremmo messi contro la Proloco? No, lo sai anche tu, no? Cosa succede a chi prova a mettersi contro di loro? No, diciamo che abbiamo fatto un compromesso. Loro avrebbero compilato correttamente i Bordereaux, mentre noi li avremmo ripuliti dalla concorrenza. Allora siete sempre stati in combutta? Basetta sicchina su Zaff. Apre il portafoglio ed estrae un bigliettino nero di cartoncino pregiato. Sopra, incise a rilievo, alcune iniziali. PLV, tessera numero 35721. Sai com'è? Lo scopo della CIA è tutelare gli interessi degli autori, la Proloco quelli dei suoi membri. Mi dispiace, Zaffagnini. Non siamo le mele marce. Siamo il sistema. Basetta dà un ultimo morso e lascia cadere il torsolo sul pavimento bagnato. Si pulisce le mani sui pantaloni senza tante cerimonie. Sarà davvero un peccato non vederti sul palco stasera. Sembra una bella opportunità questo Villamara Music Contest, del resto è un po' difficile suonare con le dita rotte. Vero, muto? Il muto afferra la mano di Zaff e inizia a piegargli l'indice su se stesso. Ma che cosa fai? Lasciami stare! Zaff sbianca e comincia a divenarsi, ma non ha speranze. Stavolta è finita davvero. Lo sparo fa sobbalzare gli ispettori. Ma che cazzo è stato? Ora! Zaff si spinge in avanti e sguscia via dalla presa. Muto! Non fanno scappare! Il muto obbedisce, ma scivola all'indietro sul pavimento bagnato, travolgendo il collega. Zaff si butta sulla porta e si fionda attraverso il piazzale. Raggiunge la multipla. Afferra la pompa di metano. Armeggia con l'iniettore mentre si guarda attorno. Ma come cazzo? Pimpio! Marica! Dove siete? Dobbiamo andare! La pompa si stacca con un sibilo. Zaff richiude il tappo e si lancia verso la portiera. Di colpo, la porta del bagno si apre. Basetta lo punta attraverso la piazzola. Non mi scappi, Zaffagnini! Zaff infila le chiavi a tentoni e si volta giusto in tempo. È solo in quel momento che lo nota. Il camion. Alle spalle di Basetta. Si sta muovendo. Scendi subito dalla macchina! Basetta viene sbalzato dall'urto del camion che scivola inesorabile verso le pompe. Cazzo! La pompa! Ma è troppo tardi. Il camion si schianta contro la pompa 7 e la sradica da terra. Una piscina di carburante si forma sotto la cabina. La porta del bagno si apre di nuovo. Il muto vede il collega steso sull'asfalto. Lo soccorre. Tenta di rianimarlo, ma è tutto inutile. Zaff, in preda al panico, sale a bordo. Mette in moto. È in quel momento che lo sportellone del camion si spalanca. Un maiale disorientato balza sul piazzale e inizia a correre a destra e manca. Che cosa sta... Zaff! Zaff! La voce di Marika attraversa il piazzale. Zaff si volta verso la compagna. La vede sbucare dall'area picnic. Ma lei non vede il maiale che le sta correndo incontro. Vai via di lì! Cosa? Vai via di lì! Zaff non riesce a finire la frase. Il maiale, imbizzarrito, manda Marika a gambe all'aria. La sigaretta pirouette in aria e precipita a un passo dalla pompa di benzina. Zaff vede Marika giacere a terra come intontita. Marika! Via di lì! Ma lei non lo sente. Almeno finché la braccia non entra in contatto con il carburante. Oh merda! Ma che cazzo è successo qui? Scusi, mi faccia capire. L'ispettore della CIA voleva spezzargli le dita per conto della proloco? Sì, sembra assurdo ma è così. Il maresciallo lancia un'occhiata al brigadiere. Ma questi ci rubano il lavoro! Oh no, Gandolfi! Il brigadiere rimane impassibile. Riprende a battere a macchina. Non, era una battuta sull'abuso di potere. Brigadier, manco la satira ti smuove. Si vede proprio che sei di Bolzano. Guardate, se riuscite a farlo ridere voi vi lascio andare subito. Quanto è vero quel ritratto di Mattarella alle mie spalle. Sgremo fissa il ritratto. Ah, quindi quel signore non è suo padre? Il brigadiere accenna una risata. Il superiore lo fulmina con lo sguardo. Poi torna a fissare Sgremo e Pippio. Andando per esclusione, se la ragazza se ne stava all'area picnic e la nostra rockstar al ciesso, voi, presumo, vi trovaste all'interno del bar al momento del fatto. Pippio annuisce. Eh sì, è così, signor maresciallo. Allora toglietemi una curiosità. Ma chi è stato a premere il grilletto? Vede?E' andata più o meno così. Questa scuola fra non ti alzo le mani, sono il king del drip alla cresima del Gianni. Villa Maravita, Sweet & Sour, sputo dentro ai capelletti in brodo di chi infama la madama. Dammi quattro grammi di bamba che li consegni caramba, caramba. Che sorpresa fra quando ti arrestano in casa. Nel locale sono un tipo schifo, i maschi tossici mi fanno schifo. Tanto bene fra se sono amico, io mi fido. Scopro solo quel preservativo, ho rispetto pure per lo sbirro. Stanno e fermo sul motorino, con il casco in testa gli dico. Ottimo lavoro a gente, lei è un figo. Non ho carne né pesce nel frigo. Mangio solo verdure con riso. It Green is my mission. Sono sbronzo di zuppa di miso. Dicono all'inquinamento della falda, la natura è sacra, voglio preservarla. Sguarro un'onda di green washing dopo salvo un panda. Sono il Mahatma Gandhi della massa. Dicono all'inquinamento della falda, la natura è sacra, voglio preservarla. Sguarro un'onda di green washing dopo salvo un panda. Sono il Mahatma Gandhi della massa. E questi erano, bravi ragazzi, questi erano i penultima generazione con Gandhi della massa. Facciamoci sentire per questi giovani che nonostante il linguaggio un po' scurrile riescono comunque a comunicare valori importanti come il rispetto dell'ambiente e il rispetto delle forze dell'ordine. Ecco, e poi sappiate che questi ragazzi hanno avuto la possibilità di esprimersi diciamo così grazie al laboratorio. Un duetrap voluto dall'amministrazione per combattere il disagio giovanile e io direi che ci siamo riusciti, no? Bravi, com'è che fa? Sguarro un'onda di green washing dopo salvo un panda. Carina, bravissimi, bravissimi ragazzi. Continuate a sguarrare, no scusatemi, volevo dire continuate ad occuparvi di ambiente, benissimo. E ora passiamo al prossimo gruppo. Spegni. Nunzio zittisce la radio. Gli occhi vacui di C-17 si perdono sulla provinciale fuori dalla cabina. Oltre il parabrezza la pianura scorre identica a se stessa per chilometri. Un tramonto di fuoco irradia la campagna. Ettari su ettari di campi deserti, fossi e baracche di lamiera. Su una di queste qualcuno ha scritto stop agrotech e come dagli torto del resto. Tra qualche anno qui saranno tutti pannelli fotovoltaici e monoculture. Quel tratto rabbioso nasconde la stessa paura che l'ha spinto a scappare anni fa. Ma se c'è una cosa che ancora non ha capito degli esseri umani è la loro impotenza di fronte al terrore. Un animale, se braccato, scappa o reagisce. Gli uomini no, lasciano che il peggio accada sperando non tocchi loro. Ma lui non è un umano, è un maiale. Un maiale con un piano in testa e 200 chili di fertilizzante a base di nitrato di ammonio stipati nel retro del camion. Gli basterà aggiungere un po' di benzina per far brillare tutta l'agrotech. E poi, proprio il giorno delle elezioni, ferma qui, non si obbedisce, mette la freccia e infila la piazzola dell'area di servizio. Ferma accanto alla pompa di benzina, spegne e scende senza tirare il freno a mano. Un'ultima cosa, fai il pieno ma non nel serbatoio. Usa l'ingresso del miscelatore. Poi vai alla cassa, paga, mangia qualcosa e torna qua. Vai, non abbiamo molto tempo. Zaf richiude la portiera della Multipla mentre Pippio e Sgremo si districano fuori dai sedili posteriori imballati di strumenti. Merda che caldo bro! Pippio, Sgremo, dove state andando? Pippio e Sgremo si voltano verso Zaf. A prendere un panino. Adesso? Ragazzi, dovevamo essere a Villa Mara un'ora fa, non è il momento di fare uno spuntino. Bro, conosci la regola, meno tempo hai per mangiare, più è buono il panino. Zaf fissa Sgremo interrogativo. Te lo sei appena inventato, vero? Sì. Dai andiamo, tanto devi fare il pieno. Zaf si volta verso l'uomo in sedia a rotelle che sta armeggiando col bocchettone. Senta, siamo un po' di fretta. Quanto ci vorrà per il pieno? L'uomo sbuffa mentre assicura l'iniettore. Direi otto minuti, circa. Sgremo non aspetta nemmeno di sentire la risposta. Sa che ha poco tempo e questo gli basta. Minchia bro, c'ho una fame che non ci vedo, eppure ho una strana sensazione. Pippio si volta verso il bassista. La condensa del frigo forma una nebbiolina ghiacciata tra loro. Tipo? È presente quando hai fame, ma allo stesso tempo senti un nodo allo stomaco, come se stesse per succedere qualcosa di brutto. Non lo so Sgremo, forse hai fumato troppo. No, credimi bro, è diverso. Senti, ma tu ci credi a quella storia della maledizione del bassista? Beh, è iniziata come una gag, poi... In effetti non siamo mai stati molto fortunati con i bassisti, ma tu hai già fatto quanti? 5, 6, 7 concerti con noi? E sei ancora qui, no? Sì bro, però ho fatto un sogno un po' di tempo fa. Ho sognato che vincevamo il contest, eravamo tutti felici, ma poi le cose andavano a puttane. In che senso? Bro, finivo arrestato. Beh, adesso non esagerare. E tu finivi per vedere la Madonna nelle stazioni di servizio. Cosa? E Zaff e Marika si lasciavano. Pippio guarda Sgremo, poi prende un tramezzino al tonno e maionese e glielo porge. Tranquillo Sgremo, andrà tutto bene. Vaffanculo, cazzo di merda! Una voce l'interrompe. Pippio e Sgremo si voltano verso la cassa. Due uomini in passamontagna si agitano piuttosto in difficoltà. Il più piccolo sta cercando di forzare lo sportello con una lima, senza successo. Tutto bene bro? Bissi e Cappone si voltano verso Sgremo. E voi che cazzo siete? Pippio vorrebbe rispondere, ma le parole gli inciampano sulla lingua. Volevamo solo comprare un panino. Durante una rapina? Cappone frena la sua furia e si volta verso il compagno.Anch'io voglio un panino! Cap, non metterci anche tu! Dai, tira via questa cassa e andiamosene! Cappone fa per sollevare di forza la cassa. Oste se pensi! Oh! Ah! Un rumore lo coglie alla sprovvista e mola la presa. La cassa si schianta sul piede di bissia. Coglione! Mi hai frantumato un piede! In preda al panico, Cappone estrae la pistola. Mani in alto! Pippio e Sgremo obbediscono. Metti su quel ferro e dammi una mano, cazzo! Dammi una mano! Cappone sposta la cassa dal piede del compagno senza mollare il ferro. Porca puttana! Bissia zoppica in avanti e si appoggia al bancone. Fissa la cassa ancora chiusa. Da dietro il passamontagna lancia un'occhiata a Pippio e Sgremo. Tu, mi sembri sveglio, apri la cassa. Sgremo guarda Pippio. Eh, dici a me? No, non tu, quello stempiato. A bro, mi sa che sta parlando di te. Sì, ma io non sono stempiato, è solo un po' di... Non rompere il cazzo e apri la cassa! Cappone gli dà corda. Hai sentito? Apri la cassa! Pippio fissa la bocca della canna puntata su di lui. Facendo di sì con la testa senza piatare, si accuccia sulla cassa e prega con tutto se stesso di farcela. In tipografia hanno una cassa simile. Non dovrebbe essere molto difficile. Eh... Eh... Allora? Serve il codice, altrimenti non si... La porta del negozio si apre. Sull'uscio appare un uomo dallo sguardo catatonico in canottiere e jeans. Osserva la scena senza esprimere la minima sorpresa. Pippio, Sgremo e i due rapinatori lo fissano come si guarderebbe un fantasma. Non sembra averli minimamente notati. Aspetta un attimo. Cappone si stacca dal resto del gruppo. Fa due passi avanti. Io te ti conosco. Te sei Nunzio! Bistia! È Nunzio! Nunzio? Ma che cazzo dici? Nunzio è scomparso da due anni! Ma ti dico che è Nunzio! Quello che trasportava i maiali! Nunzio! Come stai? Pensavo ti avessero fatto sparire quelli della banda dei carpassi! L'uomo non reagisce. La sua mente è da un'altra parte. Cappone solleva il passo a montagna e scopre il volto arrossato. Non mi riconosci? Sono Cappone! Ma che cazzo fai? Ehi là! Capp, smettila di sventolare quella pistola! Tranquillo, Bistia! Ho messo la sicura... Oh merda! L'eco dello sparo sembra riverberare all'infinito nella testa perforata di Nunzio. In quegli istanti di vuoto, mentre le luci della sua mente si spengono, sente come un grido prolungarsi nelle stanze vuote della sua memoria. Un grugnito, disperato, che sperimenta la morte senza morire. E mentre la sua coscienza fischia via dal foro d'uscita del proiettile, i ricordi tornano a galla come bottiglie di plastica nel po. Sente l'onda del mare, le voci che rimbalzano nei rioni, l'odore di sfogliatelle appena sfornate. È proprio vero allora. Rivedi Napoli e poi muori. E in quegli attimi fatali avverte una sorta di lacerazione, come se la sua mente riaffiorasse per lasciare un messaggio urgente. Fermate che ho il maiale. La pistola cadde a terra. Il corpo di Nunzio giace sul pavimento senza vita. All'interno del negozio il tempo si congela. Restano tutti immobili, come un gruppo scultoreo mal assortito, mentre una macchia rossa si forma dietro la testa di Nunzio. Io... Che cazzo hai fatto, Cap? Non volevo ucciderlo. Che sta succedendo qua dentro? La voce del gestore li riporta la realtà. Cappone si volta verso l'uomo in sedia a rotelle. La pistola giace in mezzo a loro. Cappone prova a scattare, ma il gestore più veloce la impugna con insolita destrezza. Ora sono i due rapinatori a essere sottotiro. Adesso mi spiegate cosa ci fa un uomo morto qui dentro. Nel suo tono non c'è nessun segno di timore, solo freddezza, temprata dalle circostanze. Pippio e Sgremo si sollevano lentamente. Io volevo solo comprare un tramezzino. Pippio gli lancia un'occhiataccia, poi sposta lo sguardo verso la vetrata e vede un camion scivolare inesorabile verso le pompe di benzina. Merda, il camion! Lo schianto prende tutti di sorpresa, ma il gestore non abbassa l'arma. Non vi muovete, Bissia. Zoppichene avanti, ti prego. Lassici andare. Aspetta, Bissia. Anche lui mi sembra di conoscerlo. Ma non è... Una macchia rosa attraversa il piazzale per poi urtare una ragazza. Pippio si lascia scappare un grido. Marica! Oh, merda. Un crepitio si solleva le loro spalle. Il gestore si volta. Oltre la vetrata, un muro di fiamme avvolge la stazione. Ma che cazzo sta succedendo? Il muso della multipla fa breccia nella cortina di fuoco e sgomma davanti all'ingresso. Marica scatta verso la portiera e la spalanca. Pippio, Sgremo, salite su! I due non se lo fanno ripetere e corrono verso la macchina. Sull'uscio, però, Sgremo si volta verso l'uomo in carrozzina. Gli mostra il tramezzino ancora in mano. Posso prenderlo? Sgremo, ma che cazzo fai? Sali su! Pippio lo trascina a bordo e la multipla sgasa fuori da quell'inferno. Il gestore si volta verso i due rapinatori. Stanno fuggendo dalla porta d'emergenza. Poi getta un ultimo sguardo verso la stazione. Le fiamme lambiscono il camion voraci. Ha un brutto presentimento. Spinge a tutta velocità sulle ruote. Oh, merda! Dallo specchietto retrovisore, Zaff vede una colonna di fuoco e fumo sollevarsi dal distributore. Schegge e Rottami piovono da tutte le parti come lapilli. Guarda i suoi compagni, scossi, feriti, traumatizzati. Per qualche secondo, nessuno dice niente. Nemmeno Sgremo. Poi Zaff spinge a tavoletta sull'acceleratore. Sentite, ragazzi. Non ho idea di cosa sia appena successo, ma non importa. In questi mesi ne abbiamo passate di ogni. Siamo sopravvissuti a sacrifici umani, linciaggi e minacce di ogni tipo. Eppure siamo ancora qui. Questa è l'ultima data, la nostra ultima occasione. Ora torniamo a Villamara, saliamo su quel cazzo di palco e spacchiamo tutto. Perché ce lo meritiamo, cazzo! Fanculo ai ritardi, fanculo ai benzinai, fanculo ai maiali, fanculo alla SIAE, fanculo alla Proloco. Siete con me? Silenzio. Vabbè, siete con me, sì o no? Marica, Pippo e Sgremo annuiscono. Sì, dai, Zaf, sì, sì. Sì, siamo con te, sì. In lontananza si materializza il cartello bianco che conoscono a memoria.Villamara. Ma... siamo ancora in tempo, Bru? Non lo so. Accendi la radio che c'è la diretta. Bene, e ora una delle esibizioni più attese della serata. Si sono lanciati in un rocambolesco tour nelle frazioni, hanno appassionato il pubblico con le loro cover e ora ci faranno ascoltare il loro primo brano inedito. Avete capito tutti di chi sto parlando? I Burdell from Hell! Cosa? No, scusate, c'è un piccolo problema, sembra che i Burdell non siano arrivati. C'è un piccolo cambio di scaletta, non si sono proprio presentati, ah quindi sono squalificati, giusto? No, no, allora, calmi, calmi, no, no, calmi tutti, allora facciamo così, mentre cerchiamo di capire che cosa è successo io direi di andare avanti con la nostra serata e di chiamare qui sul palco l'ultimo complesso della nostra serata, loro sono delle vecchie glorie della musica villamarese, li potremmo quasi definire le minenze grigie dei palinsesti estivi, sì, sì esatto, sì sono proprio loro, fate un calorosissimo applauso per gli immortali anni 60-70-80! Grazie, grazie, non ce lo meritiamo, davvero, siamo molto felici di essere qui questa sera in mezzo a tanti giovani che fanno la loro musica, se proprio vogliamo chiamarla così, ci dispiace molto per Zaffagnini e i Burdell from Hell, sapete, non tutti sanno reggere la competizione, speriamo solo che non gli sia successo nulla di brutto, ok, forse era un po' eccessivo ma ora bando alle ciance, preparatevi a fare un salto indietro nel tempo dove le cose erano più semplici e tutti avevamo più capelli, questa è l'estate padana, maestro, quando vuoi! Quegli occhi blu che sgruttavano il cielo, un buon panino e un sorriso sincero, e un moto in due per la pianura padana, era il ricordo di una notte italiana, con la sala giochi e il piliardino laggiù, sono scomparse la tua amica tv, dice che indietro non si tornerà, chi lo sa, ma se canterai un motivetto che fa padana, padana. Le piana blu in pacchetti da dieci, al bagnet e dentro una scopa tra amici, un cucciolone che costava di meno, festival bar era come San Renno, padana, padana, padana, chissà se ritornerà, padana, padana, padana, un'estate italiana, se non puoi, tornerai, tornerai, nella pianura padana, padana, padana, padana, solo puoi, una notte italiana, padana, padana, padana, chissà se ritornerai, padana, padana, padana, se non puoi, tornerai, tornerai, nella pianura padana, padana, padana, chissà se ritornerai, con il cuore, e si stompava di più, di più. Ecchi di entusiasmo così alti questa sera, allora signore e signori, credo che abbiamo un vincitore, eh sì, eh sì che ce l'abbiamo, vincono la prima edizione del Villamara Music Contest. Ehi, ma che succede? Il pubblico trattiene il fiato, nessuno si aspettava che ce la facessero, nemmeno loro. Non può essere, sono stati squalificati, loro non dovrebbero essere nemmeno qui, loro. Zaff si avvicina al microfono, Pippio si sistema la batteria, Marika accende la tastiera, Sgremo impugna il basso, Eccoli, sono loro, i Burdel Frommel, e sono qui per lasciare il segno. Trannati e maledetti, ogni franzione crop, la strada è casa nostra ormai, Se la vita ti colpisce, gem gem, punch down, e poi ritorna ai piedi. Ma ricordati che, la nebbia si dilaterà, e il conto chi lo pagherà. Lo sento dentro al petto, che brucia pure negli strazi come noi. Mentre cadiamo a pezzi, pagliamo col destino, ma ricordate che, non siamo mai stati qui. Non siamo mai stati qui, ma siamo ancora qui. Non siamo mai stati qui, ma siamo ancora qui. Sottotitoli creati dalla comunità Amara.orgIl pubblico va in delirio, guardano la folla che occhi solo per loro, persino gli immortali non battono ciglio, Zaf fa un passo verso la platea per la prima volta in 40 anni, sente di aver fatto la cosa giusta, forse anche l'ultima che farà, ragazzi ce l'abbiamo fatta, si volta verso il gruppo, Mareca gli sorride, Pippio non riesce a nascondere le lacrime e anche Sgremo è emozionato, è tutto troppo bello per essere vero, troppo. Zaffagnini ci può seguire in centrale, ci stanno alcune cose di cui dobbiamo parlare, insomma maresciallo è andata così. Ma non haci capito, avete vinto sì o no? Beh metaforicamente, simbolicamente, emotivamente sì, quindi avete perso, eh sì, sì abbiamo perso, marrone tutti questi burdelli per una canzone. Aspetta, ma oggi capite perché vi chiamate burdelli fromelli, perché ovunque passiate fate casino, è vero o no? Zaff sorride, non è proprio così ma sì, ovunque passiamo facciamo casino, il maresciallo si lascia andare sulla sedia, inizia a essere tardi anche per lui, ma scusate ditemi un po', alla fine ne valsa la pena? Zaff si volta verso i compagni, sono tutti stanchi, distrutti, malconci, eppure c'è una scintilla di soddisfazione che brilla in fondo ai loro occhi, proprio come qualsiasi band al termine di un tour, direi di sì? Oh bene, anche perché vi servirà un avvocato, ma per ora potete andare, Gandolfi qui abbiamo finito, aspettiamo cosa dice il procuratore. Ah voglio un'ultima cosa, se vi servisse un bassista, io sinceramente me la gavo, Zaff guarda il maresciallo stranito, le farò sapere ok? Dai vattine va che mi sono rotto la wallera, forza Gandolfi andiamo a far colazione va, che c'è sta una nuova avarista molto procace che sicuramente gradirà un po' delle mie battute, e dai Gandolfi nemmeno la fessa ti smuove, ma che devo fare con te? Mamma mia ma sei proprio impossibile, ma si vede che sei di Bolzano, io te lo dicevo sempre, devi essere un po' più mediterraneo. Fuori dalla caserma l'aria odora di erba tagliata e bomboloni, un'alba timida si affaccia sulle case fuori da Villa Mara, forse oggi farà più fresco, Zaff si sgranchisce la schiena, Pippio lo imita mentre Marika si lascia scappare uno sbadiglio, solo Sgremo non riesce a nascondere l'inquietudine, non immaginavo che finisse così, Zaff gli mette una mano sulla spalla, lo so ma tutti i nostri concerti finiscono così, Sgremo non sembra molto sollevato, forse un po' me lo sentivo, è comunque meglio che marcire in una cella in Sbrodovia, Marika lo fissa perplessa, Sbrodovia? Lasciamo stare, in lontananza un'autopompa attraversa la strada, ora nessuno dice più nulla, restano lì nel parcheggio come in attesa di qualcosa, Pippio guarda Zaff con gli occhi di un amico che sa leggere i silenzi, poi Zaff si volta verso gli altri, sapete non vi ho mai ringraziato per questi mesi assieme, a volte mi chiedo se tutta la follia che abbiamo vissuto non fosse altro che il frutto della mia testardagine, eppure ieri sera su quel palco ho provato qualcosa che non ho mai provato in vita mia, come se per una volta tutti i pezzi avessero trovato il loro posto e questo lo devo a voi, eppure credo di essere arrivato a destinazione, questo era davvero il nostro ultimo concerto, Marika è scioccata, Zaff che cazzo dici? Ma Zaff non molla, tutte le band che abbiamo avuto sono finite per ragioni che non dipendevano da noi no? Ecco non voglio che finisca per colpa di qualcuno che da buca o un locale che non paga, voglio che qualcuno tra qualche anno pensi a questa serata e dica ma ti ricordi dei Burdel Fromel? Cazzo è stato epico, ecco è questo che voglio per noi, meglio questo che diventare una tribute band, tutte nuiscono, poi Sgremo si volta verso Zaff e quindi ora che si fa? Beh è la prima volta che facciamo il dritto assieme no? Bombolone? Bombolone? Bombolone? E bomboloni siano, dai andiamo ragazzi, io ne voglio uno con la Nutella, cazzo Sgremo si vede che c'è contatto, ecchia Pippo ma non sei così vecchio, non sono vecchio sono un purista per me solo crema, sì però anche lo zabaione non è male, ragazzi fermi crema di pistacchio e la svolta, e ancora un aggiornamento sulla situazione cinghiale a Villamara, a quanto pare stando alle ultime segnalazioni alla famiglia di suini selvatici si sarebbe aggiunto un grosso maiale d'allevamento, alcuni testimoni hanno visto infatti l'esemplare scorazzare nei campi insieme ai suoi simili, che si tratti dello stesso maiale fuggito dai laboratori Agrotec, ma passiamo ora all'inchiesta sul consorzio, la commissione ha richiesto al CDA una ristrutturazione dell'organico per coprire le falle dei protocolli di sicurezza, stando alle prime indiscrezioni il CDA avrebbe chiesto le dimissioni dell'attuale direttrice operativa e proposto il ruolo a Gitteri ma l'ex capo della sicurezza Marco Morini, nominandolo ufficialmente come nuovo direttore delle operazioni di bonifica, un salto di carriera molto importante per l'uomo che salvò Villamara dallo sciame, e ora passiamo alla politica, Bruno Caprazzi della lista civica stoppa al degrado è in testa con un solido 47 per cento l'uomo in sedia a rotelle osserve i getti degli idranti spegnere le ultimefiamme. Della stazione di servizio ormai non rimane più nulla, solo lamiere e plastica fusa. La carcassa del camion ora giace come un relitto nero al centro della piazzola, anche se è riconoscibile ricorda di averlo già visto in passato, un passato in cui era un'altra persona. Osserva i pompieri darsi il cambio, stremati, mentre un paio di agenti del consorzio seguono impassibili le operazioni senza muovere un dito. Non ha idea di chi siano, nuove reclute a giudicare dalle facce pulite dietro le maschere antinebbia. Hai sentito? Morini è il nuovo direttore. Davvero? Sì, dicono che si sia lavorato la commissione per bene, meglio così, madama ha fatto il suo tempo, finalmente qualcuno con un po' di esperienza sul campo. L'uomo in sedia a rotelle ascolta senza dire nulla, se non fosse per un piccolo commento che si lascia sfuggire tra i denti. E bravo cicciomerta, alla fine ce l'hai fatta. Come scusi? La recluta fissa l'uomo in carrozzina come interdetto, no nulla di che, solo un augurio per il nuovo direttore, speriamo solo che la subsidenza non inghiotta anche lui. La recluta fa per replicare, ma il gestore se ne sta già andando, l'uomo, una volta conosciuto come fongore, si allontana verso il sole che sorge sopra il grande nulla agricolo. Si torna via la mara. Sottotitoli creati dalla comunità Amara.org Sottotitoli creati dalla comunità Amara.org Sottotitoli creati dalla comunità Amara.org Sottotitoli creati dalla comunità Amara.org Io sono Johnny Faina e questo era C'è vita nel grande null'agricolo, episodio finale della quarta stagione. Verricoli ce l'abbiamo fatta, anche questa stagione si è conclusa con un mega episodio lunghissimo, circa un'ora e mezza, considerate che sono due puntate saldate insieme, doveva esserci la puntata 7, la puntata 8, parte 1 e parte 2, diciamo così, abbiamo deciso di accrocchiarle in un'unica grande puntata a cui abbiamo lavorato per oltre due mesi e che abbiamo anche presentato in anteprima, dal vivo, qualche settimana fa a Ferrara. L'avrete forse capito, no? Da un po' dal vociare del Villamara Music Contest, che non era tanto un effetto stock ma eravate proprio voi. Bene, tutto questo non sarebbe stato possibile senza la meravigliosa squadra che ha lavorato a questo episodio. Ringrazio in primis la squadra del podcast C'è vita nel grande null'agricolo, è un podcast creato, scritto e prodotto da me, Gianni Faina, e scritto con Gianluca D'Ariorota, con le musiche originali di Leonardo Passanti e gli artwork di Feduzzi. Alle canzoni di questo episodio hanno lavorato Roberto Cicogna, Daniele Turconi, Luca Monteverdi e Daniele Faccani, aka Danny Metal. Hanno prestato poi la loro voce Stefania Medri e Gianni Gozzoli, ormai come sempre. Infine, l'ultimo ringraziamento va proprio a voi Terricoli, perché questo episodio è stato interamente finanziato dalle vostre donazioni su Patreon, con cui abbiamo coperto i costi di registrazione, produzione e l'allestimento del live. Tutto questo non sarebbe successo senza il vostro supporto, per cui, se volete, potete continuare a sostenerci su Patreon o acquistando il nostro merch. Abbiamo ancora un po' di fondo di magazzino, diciamo proviamo a fare un altro paio di spedizioni prima, diciamo, di entrare anche noi nelle vacanze, però ecco, se volete, il nostro Big Cartel è ancora aperto per un po'. Ci sono un sacco di cose di cui vorrei parlarvi e molti progetti in cantiere, ma diciamo così, se proprio vi manchiamo, potete venirci a trovare alla Sacra del Podcast dal 12 al 14 settembre a Vico Novo in provincia di Ferrara. Per chi non lo conoscesse, la Sacra del Podcast è un festival che organizziamo in collaborazione con Arci Ferrara e quest'anno abbiamo fatto un bel programmino. Tra gli ospiti ci saranno quest'anno Jonathan Zenti, Wunder Truppe, Piombo Podcast, Auroro Borealo, Alessandro Gori e molti altri, tra cui noi, con uno show inedito che ci vedrà in compagnia di due ospiti, diciamo così, molto speciali, a buon intenditore, insomma, ci siamo capiti. Trovate tutte le informazioni in descrizione dell'episodio. Bene, a noi non resta che salutarci in vista della quinta stagione, dice, vita nel grande null'agricolo e chissà, chissà cosa ci riserverà Villamara. Sarà l'ultima stagione? Non lo so. Sarà la penultima stagione? Non lo so. So che sarà una stagione epica. Quindi, a presto Terricoli, grazie per tutto il supporto che ci date e ricordate, noi non siamo mai stati qui. Ciao! Sottotitoli creati dalla comunità Amara.org ++++