====== 04x03 Una classica notte a Boscofosco ====== {{ https://d3wo5wojvuv7l.cloudfront.net/t_square_limited_480/images.spreaker.com/original/189969cdd41b19f97841a41c1bd746c1.jpg?200|Copertina}} * **Episodio:** 04x03 Una classica notte a Boscofosco * **Precedente:** [[04x02]] * **Successivo:** [[04x04]] * **Data di uscita:** * **Link:** [[https://www.spreaker.com/episode/una-classica-notte-a-boscofosco-04x03--64536714]] * **Voce:** [[author:jonny_faina|Johnny Faina]] * **Scritto:** [[author:jonny_faina|Johnny Faina]] e [[author:gianluca_dario_rota|Gianluca Dario Rota]] * **Musiche:** [[author:hollyspllef|Hollyspllef]] * **Artwork:** [[author:feduzzi|Feduzzi]] * **Master:** [[author:gipo_gurrado|Gipo Gurrado]] ---- ===== Sinossi ===== ---- ===== Personaggi ===== * nome ---- ==== Trascrizione ==== ++++Open| ecco qui paolino fuori dalla grande per lavoro in corso 7 3 amicacci la piccola è una bailamme stasera c'è una pioggia maledetta cambio copio io sono l'altezza di villa mara avete presente lo snodo di bosco fosco prima che facessero la variante della grande e c'era un posto bello qui non mi ricordo però come si chiamava mi han detto che si mangiava bene la xy l che gestiva il posto era davvero gentile dicevano ma qui è una situazione abbastanza negativa ormai non ci passa più nessuno ho sentito l'altro giorno il valerione presente che passava di qui anche lui ma poi non ho mica più sentito voi cambio di h perché sono due giorni che non mi risponde questa zona è un po così c'era anche quel tipo come si chiamava dai quello quello che lavorava per il porcaro cambio nunzio bravo anche lui che fino a fatto non trabacca più speriamo che valerio non faccia stessa fine sono strana questa è spetta ma che cazzo fa quello o ma c'è un incontro mano o qrx o cazzo ma che cazzo fai zaff si stringe il volante con gli occhi sbarrati ancora non ci crede un secondo di troppo e si sarebbe schiantato contro il camion merda ho avuto un colpo di sonno marica si volta verso zaff ancora non ha deciso se essere incazzata o terrorizzata a costa subito prima che ci ammazzi tutti zaff ubbidisce la multipla a costa sul ciglio della strada la campagna è immersa nell'oscurità più totale solo i lampi illuminano la linea degli alberi in lontananza sembrano una fila di denti pronti a inghiottire la notte non a caso lo chiamano bosco fosco marica abbassa di poco il finestrino mentre si accende una sigaretta ma ce la fai a guidare? zaff non risponde sente pippi e sgremo russare sui sedili posteriori manda giù un bolo di saliva e stanchezza si strofina gli occhi ormai non sa più dove finiscano le occhiaie e dove inizi la sua faccia tre serate roxy pub di bosco fosco ti possono ridurre così alla soglia dei 40 c'è un motivo se le rockstar si ammazzano prima dei 30 anni lo so forse dovrei dormire un paio d'ore marica lo guarda interrogativa e dove un riflesso bianco attira la loro attenzione tenute il laghetto trattoria docce alloggia ore pesca sportiva a soli 250 metri da qui zaff e marica si scambiano uno sguardo d'intesa sì mi sa che abbiamo trovato il nostro posto da queste parti la notte non porta mai consiglio un nuovo episodio in diretta dal baits motel della passa padana io sono johnny faina e questo è c'è vita nel grande null'agricolo benvenuti a villa mara e ricordate noi non siamo mai stati qui la reception è immersa nella penombra solo un neon illumina la parete azzurrogna la dietro il bancone su tutta la stanza a legge a un vago odore di linoleum e sogni infranti si guardano attorno no non c'è nessuno a parte loro peccato speravo di incrociare almeno qualche scambista marica si strizza una ciocca inzuppata di pioggia alle sue spalle pipi osserva rapito la parete d'ingresso se non altro sembra un posto molto apprezzato dai camionisti guardate qui gli altri tre si avvicinano una ventina di foto formano un bizzarro mosaico che ritrae sempre lo stesso soggetto una signora piuttosto zilla in compagnia di grossi uomini coi baffi tutti i camionisti a giudicare dalle pance sporgenti e dei loghi sui cappellini tra tutte ce n'è anche una con un uomo che solleva di forza un pesce di dimensioni inquietanti mamma mia guardate che bestia sarà lunga almeno 4 metri non avevo mai visto un siluro così grosso sgremo stacca un'altra foto e l'avvicina al volto di zaff bro ma questo sembri te a che cazzo dici zaff gli strappa la foto di mano la osserva non dice nulla pipio gli si avvicina anche lui osserva la foto è la legge dei baffi tutti gli uomini cui baffi si assomigliano o meglio finiscono per assomigliare a umberto smila va beh allora non esageriamo è non è che perché adesso uno ha un po di pancia e baffi allora vuol dire che i quattro si voltano un ombra in bigodini e vestaglia li fissa da dietro il bancone buonasera è lei la proprietaria della tenuta laghetto nonostante gli anni sembra ancora la signora zilla delle foto immagino siate qui per il pernotto giusto zaff annuisce prego avvicinatevi obbediscono zaff tira fuori la carta d'identità e la appoggia sul bancone la donna la prende la osserva per un attimo gli rivolge un sorriso piuttosto inatteso non so dove ma mi sembra di averti già visto da qualche parte piacere luisa ma tu puoi chiamarmi signora luì benvenuti alla tenuta laghetto sgremo molla un colpetto con il comito a zaff obro mi sa che gli piaci grazie anzi scusi per l'orario ma siamo fuori da tre giorni e non preoccupatevi nessun disturbo anzi era da un po che non ricevevo degli ospiti a quest'ora da quando hanno aperto la variante anche i camionisti si fanno vedere poco da queste parti ma non preoccupatevi fate come se foste a casa vostra la signora si volta e prendedue chiavi appese alla bacheca alle spalle. Vi chiedo solo i vostri documenti e 50 euro di cauzione. I vostri alloggi sono nei bungalow qui fuori, 12A e 12B, proprio davanti al laghetto. Se avete freddo, accendete le stufette e mi raccomando non si fuma in camera. Marika estra un tesserino e lo consegna alla signora. Per un attimo si specchia nell'ottone del campanello. I suoi capelli sono un disastro. E se avessi bisogno di una doccia? La signora si volta verso di lei. All'improvviso il sorriso sembra scomparso. Come se una ruga di fastidio le avesse inclinato l'espressione. Mi dispiace, niente bagno in camera. Se avete bisogno potete usare le docce nella piazzola. Un gettone 10 minuti di acqua calda, ogni gettone 2 euro, più 5 se volete gli asciugamani. Marika prende una banconota da 10 euro e l'allunga sul bancone. La donna prende i soldi e scompare nella porta sul retro, per poi ricomparire subito con un asciugamano impolverato con due gettoni blu appoggiati sopra. Marika la guarda dritta negli occhi. Ehm, forse manca un euro? La signora prima non reagisce. Poi fa cadere un ultimo gettone rosso sugli asciugamani. Così va meglio. Questi cinque minuti li offre la casa. Marika annuisce. Zaf guarda prima l'una poi l'altra. C'è una strana tensione nell'aria. Prende le chiavi sul bancone. Ok, grazie, ora noi andremo e... La signora non smette di fissarlo. Beh, buonanotte allora, Marika. Andiamo, dai. Buonanotte, grazie, ciao. I quattro la congedono e richiudono la porta d'ingresso. La signora rimane da sola sotto la luce del neon. Li osserva sparire sotto la pioggia battente del parcheggio. Poi spegne la luce. Bruba, come si stacca sto coso? Sgremo, cosa stai facendo? Sgremo se ne sta in bilico sulla sedia mentre armeggia con il rilevatore di fumo. La stanza sembra un covo di sequestratori. Un lavandino incrostato, due letti con le doghe sfondate e un armadio chiuso a chiave. Solo gli scarafaggi sembrano a loro agio qui. Bro, non puoi capire. Se non fumo smatto. La mia testa è un po' come quei pezzi jazz con la batteria a caso che fa tipo... tss tss tss tss tss tss tss tss tss e io dentro... du du du du du du du du du du du e il mio cervello è così, no? Pensa così veloce che che se non rallenti i pensieri... ta! Ce l'ho fatta! Il rilevatore si stacca dal soffitto. Sgremo si ributta sul letto accanto a Pippio. Tempo due secondi e ha già le mani nella mista. Pippio scuote la testa e apre lo zaino. La vecchia maglia dei Satan is the new Christ è lì da qualche parte. La tiene sempre per le emergenze. Afferra una custodia e l'appoggia sul letto. Oltre le volute di fumo gli occhi di sgremo si spalancano. No, vabbè... e questo cos'è? Questo? Ehm... questo è un ricevitore trasmettitore MFVHF triple band con super antenna Diamond SE300 insomma è un... è un... mh... eh... come si chiama? è un... è un... piru... è un piru piru. Wow... ahahahah... no, bro non ho capito, che cos'è? serve a captare diverse frequenze questo arriva fino alle frequenze subsoniche l'ho modificato io è utile per individuare voci non udibili all'orecchio umano per... presenze... paranormali. Bro... che cazzo dici? non ci credo... posso? Pippio si rigidisce Sgremo non aspetta una risposta fa un ultimo tiro e con un gioco di mani scambia piru piru e torcione Pippio... si gira la canna tra le dita oh, fuma e suoi Pippio ci pensa su ma sì... perché no? l'odore dolciasto gli tira un montante allo stomaco tossisce come se fosse un ragazzino che ha saltato la prima ora per fumare però... tutto sommato... inizia a sentire la testa un po' più leggera forse ha ragione Sgremo rallentare un po' non fa male il bassista punta la parabola del ricevitore verso l'alto che figata, bro quindi... la usate per cacciare i fantasmi? allora, fantasmi... fantasmi è una definizione un po' generica diciamo che... ci sono delle cose che stanno su piani di esistenza differenti ma... interagiscono con la realtà materiale, ecco... un fatto a cui molti occultisti danno... troppo poco peso è questa possibilità di... di... di misurare, capisci? le misure sono importanti bro, ne sai un sacco beh, io e Zaff abbiamo iniziato che eravamo più o meno giovani come te, un po'... un po' mi manca dico, no? esplorare luoghi abbandonati, ascoltare le registrazioni, confrontarci... formulare le ipotesi... con il tour... con il tour è difficile, sai? madò! va che lucide! no, attento, non... 7-3, 7-3 Valerio, sei tu? cambio! non c'è più nessuno? qui Paolino, guarda la grande! Pippio e Sgremo si guardano... occhi rossi... ma senza più sonno bro... che cazzo è? era... una voce? o forse... una presenza? Pippio ispira solenne forse Zaff... ha ragione forse Sgremo... è davvero il prescelto c'è solo un modo per scoprirlo Sgremo strappa il torcione a Pippio e fa un lungo tiro la brace sfiamma fino al filtro lancia il morsicone nel cestino della spazzatura bro... seguiamo il segnale schizzi color sangue macchiano le piastrelle del bagno un vortice cremisi si forma attorno allo scarico della doccia la tendina si apre di scatto una mano annaspa nel vapore che permea la stanza fruga tentoni tra i vestiti appallottolati deve essere lì Marika spegne il timer del cellulare risciacquo finito è ora di uscire esce dalla doccia e si avvolge l'asciugamano attorno al corpo si asciuga la svelta prende l'ultimo paio di mutandine pulite e si infila dentro la t-shirt dei cannibal corpse che ha rubato a Zaf dopo che è crollato sul letto senza nemmeno togliersi la giacca sì aveva proprio bisognodi una bella doccia calda. Spanna il vetro dello specchio con una mano. Da un'occhiata a come è venuta la tinta. Nulla da dire. Il rosso le dona. Sfila la cornetta del fonamuro. Lo accende. Strano. Non funziona. Riprova. All'improvviso è tutto buio. Un silenzio innaturale cala sopra il bagno. Marika trattiene il fiato. Tiene gli occhi fissi sullo specchio davanti a lei. Nessun riflesso. Solo una fitta tenebra opaca. Ma lei lo sa. C'è qualcuno nella stanza. Lo specchio va in frantumi. L'ombra carica un secondo fendente e cala l'accetta sopra di lei. Marika scatta di lato e si precipita fuori dalla porta. Affonda i piedi nella ghiaia. Ignora ogni fitta di dolore che gli attraversa la pianta. Pensa solo a correre più veloce che può. Non si volta nemmeno a guardare. Tira dritto. Come guidata da un istinto che non le appartiene. Evita i bungalo e punta dritto al laghetto da pesca verso il bosco. Salta la staccionata. Cade tra l'erba bagnata. Si porta una mano allo stinco. Sangue. Si volta in direzione della tenuta. Un rumore proviene dal cancello. Marika trattiene il fiato e si schiaccia contro l'erba alta. Striscia verso la macchia di alberi che circondano il laghetto. Si alza in piedi senza emettere un suono. Si appiattisce contro un olmo. Resta in ascolto. L'accetta si conficca nelle vene dell'albero. Marika riprende a correre. Si lancia attraverso la macchia. Percorre tutta la sponda del laghetto finché non è costretta a fermarsi. Davanti a lei un pontile di legno si allunga a sinistro sopra il laghetto. Alle sue spalle l'ombra inizia a marciare verso di lei. Marika cammina all'indietro senza distogliere lo sguardo dall'inseguitore. Un tonfo seguito da un gorgoglio abissale. Una massa grigia sembra inabissarsi nell'acqua piatta dello stagno. Marika getta un occhio al cartello giallo sulla sinistra. Attenzione pericolo pesci siluro. Mette un piede in fallo. Per poco non precipita nell'acqua. Davanti a lei l'ombra avanza inesorabile come una sentenza. Un bolo di panico e impotenza le afferra la gola. Non sa cosa fare. Non sa dove andare. Per la prima volta dopo tanto tempo Marika ha di nuovo paura. Chi sei? Che cosa vuoi? Lasciami in pace! L'ombra non risponde. Un lampo illumina il volto della signora Luisa. Sei tu? L'accetta si pianta nelle tavole marce del legno. Marika prova ad estrarla ma la figura si avventa su di lei. La signora morde una mano a Marika che lascia la presa e fa cadere l'arma oltre il pontile. Marika fa per rialzarsi ma la signora la spinge dentro l'acqua. Marika sprofonda nell'acqua gelida dello stagno. Con i piedi può sentire il fondale melmoso che cerca di trattenerla. Qualcosa di molto grosso le sfiora la gamba ferita. Marika solleva lo sguardo. La signora la osserva dall'alto in basso illuminata solo dal riverbero dei lampi. Questa è l'ultima volta che ti avvicini a mio marito brutta puttana! Bruno! Bruno vieni da mamma Bruno! Il fischio riecheggia nel silenzio dello stagno. Marika si volta. Silenzio. Poi qualcosa la afferra per una caviglia trascinandola sul fondo. Bro dove dobbiamo andare? Di là credo dobbiamo andare di là. Pippio e Sgremo arrancano nel sottobosco. Si fanno strada con una torcia. Il segnale li sta conducendo oltre il perimetro del laghetto. Stanno camminando in tondo da 20 minuti buoni. Le ginocchia di Pippio sembrano fatte di gelatina. Per fortuna almeno ha smesso di piovere. Ehi guarda lì! Una radura emerge dietro un muro di felci. Il fascio della torcia illumina alcuni tumuli gibbosi ricoperti di muschio. Interessante. Sembra un classico sito rituale celtico. Tradizione druidica del terzo secolo direi così ad occhio. Sgremo fissa Pippio interrogativo. Bro che cazzo dici? Questo è un parafango. Pippio sgrana gli occhi e si concentra. Ah sì in effetti lo è. Sgremo ha ragione. Parafanghi, cerchioni da tir, portiere, un reliquario di auto articolati divorati dalla ruggine e dagli sterpi. Scavalcano un copertone e si inoltrano tra i rottami. Il segnale indica una macchia di arbusti più avanti. Tra i rami si intravede un'enorme massa squadrata. Sgremo allunga la mano e getta a terra le frasche. La cabina del camion svetta sopra di loro. Sul parabrezza campeggia una scritta al neon spenta. Valerio! Niente ruggine qui. Anzi a parte qualche schizzo di fango sembra sia abbastanza nuovo. La cabina è aperta. Sgremo sale a bordo eccitato. Pippio si arrampica dietro di lui ancora parecchio annebbiato. Una luce fiocca lampeggia sopra la capelliera. Ecco la fonte del segnale. Il baracchino del camion. Quindi è tipo un camionista o fantasma? No credo che... ecco vedi il ricevitore e il baracchino sono sintonizzati sulla stessa frequenza. Tutto qui è un falso allarme. Ah già a volte va così non è che tutte le indagini portino da qualche parte. A volte c'è una spiegazione normale per ogni cosa. Giusto però non è molto normale che un camion si trovi in mezzo al bosco. Giusto? Vero? Pippio osserva il microfono che penzola davanti a lui. Sgremo ha ragione. Cosa ci fanno lì tutti?di quei rottami. E quella cabina? E come fa ad essere acceso il baracchino? Anche con una batteria dedicata, senza alimentazione, non può durare più di qualche giorno. Sgremo, sai cosa ti dico? Deve essere qui da poco questo camion. Ma chi ce l'ha portato? Bro, dobbiamo indagare! Sgremo apre il cassetto del cruscotto e una cascata di documenti e cianfrusaglie gli cade tra i piedi. Un blocco rapportini per autotrasporti, un libricino di meditazioni quotidiane, un quaderno dell'Eros numero 10 usato garantito. C'è anche una fotocopia della patente. Valerio Gargiulo. Patente C. Camionista. Con i baffi. Cazzo bro, avevi ragione. Pure questo qui assomiglia a Zaf. E ci scommetto quello che vuoi che pure quelli che guidavano quei camion rottamati là fuori erano tutti così. Grossi camionisti coi baffi. Sì sì, saranno tutti quelli della foto della signora della reception. Aspetta cosa hai detto? No ho detto che i camionisti, quelli dei camion lì fuori, saranno quelli delle foto della signora della reception, no? Pippi annuisce, strizza gli occhi cercando di mettere in ordine i pensieri rallentati. Ma se i loro camion sono ancora qui? Valerio? Oh Valerio, sei tu? Pippi e Sgremo saltano sui sedili. Il baracchino lampeggia e gracchia nel silenzio teso dell'abitacolo. Valerio, sono due giorni che non ti fai sentire, allora? Sei ancora in zona Villa Mara? Anche io qui, magari riusciamo a vederci in verticale. Cambio. Valerio? Ma ci sei o no? Scusa, sei in parallelo con qualcuno? Guarda che ti ho sentito poco fa. Che c'hai? Valerio rispondi! Pippi afferra il microfono ma il baracchino dà un ultimo rantolo prima di spegnersi. Pippi rimane lì col microfono in mano e un brutto presentimento in testa. Cosa stavi dicendo bro? Dicevo che se i camion sono tutti qui, che fine hanno fatto i camionisti? Buio. Gelo. Marica lotta con tutte le sue forze per tornare a galla ma una forza primordiale la trattiene. Sente la bocca del pesce e stringersi attorno alla gamba con sempre più forza. I polmoni iniziano a bruciare. Si rotola sul fondale ricoperto di melma e alghe. Allunga una mano in cerca di qualcosa con cui respingere l'animale. Sente delle ossa. Molte ossa. Tibie, vertebre, clavicole. Un femore. Marica impugna l'osso e cerca di colpire il siluro alle branchie. Il pesce si dimena senza mollare la preda. L'ultimo fiotto d'aria l'abbandona. Non avrà una seconda occasione. Molla l'osso e afferra i lunghi barbigli del pesce. La creatura lascia la presa. Libera. Marica riemerge dall'acqua ghiacciata. Arranca fino alla riva e si sdraia in preda ai brividi. Butta fuori l'acqua che gli riempie i polmoni. È quasi sollevata di sentire una punta di delusione nel gorgoglio della creatura. Si tira in piedi a fatica. Si guarda attorno. La vista è sfocata. L'unica cosa che riesce a mettere a fuoco è una luce che proviene dal suo bungalow. Una sagoma si staglia contro la finestra. E no, non è quella di Zaf. Abbassa lo sguardo. Un scintillio attira la sua attenzione. L'accetta è ancora lì. L'afferra. È arrivato il momento del check out. Certi risvegli sono più traumatici di altri. Soprattutto se ti ritrovi incatenato a letto con una gag ball in bocca. Zaf si agita impotente nel suo completo di sartoria. Il che è piuttosto strano visto che è abbastanza sicuro di essersi addormentato con ancora i vestiti del concerto addosso. Mentre ora indossa un doppio petto con tanto di pantaloni e cravatta abbinati. Insomma, il completo perfetto per un matrimonio o un funerale. Davanti a lui una figura vestita da sposa chiude la porta con due giri di chiave senza voltarsi. Poi si dirige verso l'armadio chiuso e apre la serratura. Un odore di naftalina lo investe. La figura si sistema un velo da sposa sulla testa ed estrae un vinile. Lo mette su un giradischio all'interno dell'armadio. La figura si volta. È la signora Luisa. Ma lui può chiamarla lui. Finalmente sei tornato. Beppino mio. Zaff su da freddo. La signora ancheggia nel suo vestito sgualcito a ritmo con la musica. Sotto il velo una lacrima le riga il viso. La mia mamma me lo diceva. Non fidarti dei camionisti. Per loro sarai sempre solo una sosta a buon prezzo. Ma la mamma si sbagliava. Eccoti qui Beppino mio. Sei tornato tra le braccia della tua Luì. Ti ricordi? Mi chiamavi così. Luì. Che Luisa è un nome da signore. Non è adatto a una bella ragazza come me. Ti ricordi? Ti ricordi? Zaff anuisce in preda al panico. La donna si avvicina al letto. Sai Beppe sono stata molto male quando sei scappata con quella puttana. Tanto tanto male. Male che mi vergogno anche di scrivere parole. Lasciare una bella ragazza come me all'altare. Non si fa Beppe. Non si fa. Non si fa. Ma mi sono data da fare. Oh sì se mi sono data da fare. La signora si sposta. Una fila di teschi baffo muniti occupa il ripiano superiore dell'armadio. Zaff rantola una supplica inascoltata. Ma ora basta chiacchere. È ora di consumare. La signora Luisa alza la sottana e si abbassa i mutandoni di pizzo. Zaff lancia un mugolio disperato. La donna si avventa su di lui e gli sbottona i pantaloni un bottone alla volta e gli cala le braghe. Poi passa una mano rugosa prima sulla pancia poi giù. Sempre più giù. Sempre più giù. Ma cos'è questa storia? Com'è che abbiamo smesso di funzionare qua? So io cosa ci vuole. La donna si rialza con calma. Torna a frugare nell'armadio degli errori. La fronte di Zaff è costellata di sudore e non è solo la tensione. La stanza...Sembra un forno crematorio. La donna si volta. Impugna un arnese che sembra uscito da un museo delle torture medievali. Un grosso fallo d'acciaio ossidato con tanto di venature in piombo. Adesso saprai cosa ha provato quella notte, Beppino mio! Zuff vorrebbe dirle che non ha idea di chi cazzo sia Beppe e che gli dispiace pure se ha avuto una vita sentimentale disastrosa, ma lui non c'entra niente. Lui voleva solo dormire un paio d'ore per non finire ammazzato e invece... E invece la signora si blocca in preda ai colpi di tosse. Il rilevatore di fumo prende a strillare mentre una coltre nera inizia a filtrare attraverso la porta. Ma che succede? La signora non fa in tempo a voltarsi che un capogiro la manda a terra facendola crollare su Zuff. Ora il fumo riempie la stanza. Riesce a sentire distintamente il cripitio delle fiamme. Poi, all'improvviso, un colpo ad accetta sfonda la porta del bungalow. Marica butta giù la porta e si lancia verso Zuff. La prossima volta leggiamo almeno le recensioni prima di perlottare in un posto, ok? Marica spinge la signora giù dal compagno e poi, con due colpi ben assestati, fa saltare gli anelli della catena. Zuff si toglie la museruola. Guarda Marica con tutta l'ammirazione che si potrebbe riversare su chi ti ha salvato la vita per l'ennesima volta se non fosse che... Marica! Dietro di te! Ancora tu, puttanella! Marica si volte e, prima che la signora possa avventarsi su di lei, afferra il dildo d'acciaio e colpisce la tempia. La donna crolla a terra, inerme. Un rivolo di sangue le cola dal timpano. Marica lascia cadere il fallo da torturatore e lancia un'ultima occhiata alla signora. Nessuno può darmi della puttana. Le fiamme inghiottano le tendine di pizzo. Si volta verso Zuff. È ora di tornare a Villamara. Cazzo, no! Sgremo e Pippio osservano i bungalow bruciare appoggiate alla multipla. Sono ancora troppo fatti per sentirsi in colpa. Forse non dovevo buttare il mozzicone nel cestino. Pippio annuisce senza battere ciglio. Già, dici che dovremmo dirgli che la tenuta è gestita da una vecchia serial killer che uccide tutti i tizi con i baffi che le ricordano suo marito? I due si guardano per un lungo istante. Non so perché, ma credo che l'abbiano già intuito. Le luci di posizione della macchina lanciano un breve bagliore. In quel momento vedono Zuff e Marika trascinarsi fuori dal bungalow e zoppicare fino alla vettura. Ehi ragazzi, io e Pippio... Sgremo, per favore, non dire nulla e sali in macchina. Zuff, dammi le chiavi. Zuff fa per salire dal lato del conducente. Marika lo ferma. Marika, ho dormito un paio d'ore, posso... No! Basta! A sto giro guido io. E per la cronaca, se dobbiamo finire così, io e te non ci sposeremo mai. Capito? Ora, coraggio, tutti in macchina. Andiamo. I tre obbediscono. Marika chiude la portiera, mette in moto e si allontana mentre le fiamme divorano la tenuta laghetto di bosco fosco. Io sono Gianni Faina e questo era C'è vita nel grande null'agricolo, terzo episodio della quarta stagione. Sì, ce l'abbiamo fatta, siamo arrivati al terzo episodio e ne avremo ancora per un po'. Io vi ricordo che C'è vita nel grande null'agricolo è un podcast creato e condotto da me, Gianni Faina, è scritto con Gianluca D'Ariorota e con le musiche originali di Leonardo Passanti e gli artwork di Feduzzi. Vi ricordo che questo è un podcast indipendente, senza pubblicità, e reso possibile grazie a voi, miei cari terricoli. Quindi, se volete sostenere questo progetto, parlatene con i vostri amici e ricordatevi di lasciare un commento a questo episodio e mettere 5 stelle sull'app dove ascoltate i vostri podcast. Inoltre, se volete aprire il vostro portafoglio, oltre che al vostro cuore, potete abbonarvi al nostro Patreon, dove avrete accesso all'archivio dei nostri live, oltre ad altri contenuti esclusivi come poster e retroscena. All'iscrizione riceverete un codice sconto per il nostro shop, che vi dirà la spedizione gratuita per il nostro merch. E attenzione, attenzione, settimana prossima uscirà il bando per partecipare a Crip Advisor, dove avrete la possibilità di scrivere voi la prossima puntata del grande null'agricolo. Quindi, vi consiglio di seguirci sui nostri social. Mi trovate come Johnny Faina su Instagram, oppure potete unirvi alla nostra community Telegram, al canale Così Parlò Johnny Faina. Trovate tutti i link nella descrizione dell'episodio. Bene, ora non resta che salutarvi e darvi l'appuntamento al prossimo episodio, che uscirà tra due settimane. Incrociamo le dita. Io Terricoli vi saluto, vi do il bentornati a Villamara e ricordate, noi non siamo mai stati qui. Ah, c'è ancora un'altra scena post credit, ma sentiamola. Negativo amicacci, pensavo ci fosse Valerio che breccava, invece niente. Mi sa che era qualcosa che sblatterava, chissà, poveraccio. Comunque io ho bisogno di una carica pupilla, è tutta la notte che trabacco. Ah, ho trovato quel posto a Boscofosco che vi dicevo, Denunta il Laghetto, si chiama, presente? È ancora aperta, hanno pure le docce. Io ho appena parcheggiato, non vedo l'ora di un bel due metri. 88 amicacci, QRT, buon 144. ++++